Home Cinema Tips - di Lorenzo Simonini CINEMA TIPS. “Il bambino con il pigiama a righe”

CINEMA TIPS. “Il bambino con il pigiama a righe”

by Lorenzo Simonini

Il lungometraggio uscito nel 2008 e tratto dal romanzo omonimo di John Boyne, scritto e diretto da Mark Herman, vede come protagonisti due bambini

Nuovo appuntamento con “Cinema Tips” la rubrica che suggerisce pillole di cinema qui, solo su Toscana Today. È l’ultimo articolo per il mese di Gennaio e lo vorrei dedicare a un film particolare visto che in questi giorni è stata celebrata la Giornata della Memoria, avvenuta il 27 Gennaio, giorno in cui l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz nel 1945. E’ bene ricordare non soltanto gli orrori nazisti, ma tutti i crimini commessi in qualsiasi lager o campo di concentramento nel mondo. Certi orrori, purtroppo, non furono soltanto una realtà europea e di una solo totalitarismo, perciò è bene ricordare questo giorno come la data in cui l’uomo deve ripudiare la guerra. Il film che ho scelto è “Il bambino con il pigiama a righe”.

Lungometraggio uscito nel 2008 e tratto dal romanzo omonimo di John Boyne, scritto e diretto da Mark Herman, vede come protagonisti due bambini, uno appartenente a una benestante famiglia nazista e uno internato nel campo di concentramento presente vicino alla casa del primo bambino. I due stringono una forte amicizia. Già qui potremmo aprire un bel dibattito su come ai bambini, gli occhi innocenti di questo mondo, non interessa proprio niente di quale razzia o etnia essi siano. I bambini desiderano scoprire, conoscere, giocare. E qui diventano, loro malgrado, le vittime di un sistema orribile che ha trascinato la storia dell’umanità in un baratro mostruoso e che non dovremmo mai rievocare se non per scopi didattici. Già il fatto che la divisa da internato del bambino ebreo sia un simpatico pigiama a righe ci fa pensare molto, perché ci lascia spiazzati di fronte a come la mostruosità degli adulti e alla loro sete di potere divori tutto ciò che di straordinario può regalarci questa società. Non è sul marciume della guerra, dell’odio e della divisione che i bambini, le colonne del futuro, devono crescere. Gli adulti dovrebbero essere l’esempio per queste future colonne, non la loro rovina. Certo che, coi tempi politici che corrono, la paura ci sta nuovamente imprigionando di fronte a certe scelte scellerate. Sembra quasi che l’umanità soffra di memoria corta e questo non è affatto un bene, in quanto più ci allontaniamo dai fatti della Seconda Guerra Mondiale e più sembrano tornare certe ideologie sotto altre spoglie. Insomma, è come se fossero usciti dalla porta e stessero prendendo la rincorsa per rientrare dalla finestra.

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