Cinema Tips. IL SOSPETTO.

Ultimo appuntamento per Agosto 2019 per la nostra rubrica “Cinema Tips”. Oggi voglio dedicare questo spazio ancora una volta con un occhio di riguardo verso l’attualità italiana, ma desidero farlo non con una produzione italiana, ma europea, precisamente proveniente dalla Danimarca. Il titolo? In italiano “Il sospetto”, ma in danese “Jagten”, ossia letteralmente “La caccia”, film del 2012 del regista e autore Thomas Vintenberg.

Il protagonista è Lucas, educatore in un asilo di un piccolo paese, interpretato da Mads Mikkelsen, il quale ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes 2012. Il suo lavoro procede bene, tutti gli vogliono bene e lo stimano e i bambini lo adorano. Tutta questa splendida situazione bruscamente, però, si interrompe a causa di una delle bambine, Klara, che accusa il maestro di pedofilia, a seguito del fatto che quest’ultimo avesse considerato ben poco uno dei disegni fatti dalla bambina per lui. E sulla trama voglio assolutamente fermarmi qui, perché ritengo questo film un vero gioiello su come costruire una suspence antisociale. Perché niente è come sembra.

Tuttavia desidero far luce su alcuni aspetti molto importanti, specialmente visti i tempi che corrono. Ritengo sia fondamentale ribadire come l’educazione dei figli sia prima di tutto responsabilità dei genitori e ciò che avviene nelle mura di casa si riflette completamente nei modi di comportarsi di un figlio. Il nostro mondo e la nostra società sembrano giunti ormai sul ciglio di un burrone, probabilmente perché abbiamo imboccato la strada errata. Dunque che cosa lasceremo al futuro dei figli? Essi non devono assolutamente crescere in un ambiente dove false promesse e bugie sono all’ordine del giorno, anche perché l’inquisizione dovrebbe essere superata da molto tempo. Tutto questo grande problema nasce nelle nostre comunità, che siano piccoli paesi o quartieri di una grande metropoli. Gli adulti sono i primi che purtroppo rischiano di danneggiare la mente di un bambino e questo problema esiste da sempre, ma oggigiorno l’educazione sembra essere tornata a uno stato imbarazzante, oserei dire medievale. Non possiamo vivere e far vivere i nostri figli in una malsanità nutrita dall’idea che qualcuno abbia fatto qualcosa basandoci su dicerie e bugie e ritenendo ciò che i nostri fanno e dicono una verità sacrosanta. Per imparare è giusto sbagliare, ma non possiamo annientare una situazione basandoci su maldicenze. Bisogna insegnare la concretezza dei fatti e soprattutto la lealtà. Perché non c’è niente di più sacro che dei nostri figli, quel futuro capace di guardare oltre il nostro orizzonte. E la stessa sacralità va assegnata alla loro fondamentale educazione, basata su veri valori e autentiche virtù, nella speranza che possano prendere la giusta strada, a differenza di come è stato fatto, forse, da molti di noi.