Nuovo appuntamento settimanale con la rubrica “Cinema Tips” dedicata, come già anticipato settimana scorsa, alla ricorrenza di Halloween, dunque qualche consiglio per chi sta cercando qualche film da guardare per l’occasione. Abbiamo dedicato la puntata scorsa a un classico del cinema di suspence con il maestro sir Alfred Hitchcock, questa settimana spaziamo completamente su un genere differente dando spazio al vero e proprio horror con un lungometraggio del 2012 del regista Rob Zombie dal titolo “Le streghe di Salem”.
Una storia che affonda le sue radici nella stregoneria e nel satanismo, si ispira liberamente al processo alle streghe di Salem, episodio realmente accaduto nel 1629. Naturalmente prima dell’uscita del film non mancarono problemi con la censura e, limitandoci al caso in Italia, il lungometraggio era stato inizialmente vietato ai minori di 18 anni (motivi furono: la truculenza in alcune scene, il contenuto di carattere blasfemo, l’atmosfera ansiogena e il pericolo di emulazione per sette sataniche), ma poi fu abbassato all’età di 14 anni non senza polemiche.
Con un budget piuttosto ridotto (1,5 milioni di dollari) e con tempi di riprese piuttosto corti (neanche due mesi), il regista e sceneggiatore riesce a regalarci delle situazioni dense di autentico orrore, cercando di trascinare il pubblico in una vera e propria dimensione al di là di ogni oniricità. Contrariamente a ciò che generalmente tende a pensare la gente, ovvero che servono delle forti scariche di adrenalina (qualche colpo di scena improvviso e magari ben studiato per farci saltare sulla poltrona), l’essenza di questo film si concentra soprattutto sul riuscire a far suscitare quelle inconscie situazioni di paura e di inquietudine che si annidano nei meandri delle nostre menti e delle nostre anime, tirando fuori quell’ombra totalmente cupa che si annida in uno dei tanti semi presenti in noi stessi. Non parliamo, dunque, di semplici trucchi cinematografici pensati solo per impressionare per pochi istanti lo spettatore, e quindi fini a se stessi, ma di un horror nel pieno senso della parola, cioè come un incubo nel quale sprofondiamo lentamente e senza via d’uscita.
La pellicola utilizza espedienti estremamente interessanti per il genere, come ad esempio l’esaltazione di queste tinte cupe dettate dai colori e dal modo in cui questi colori vengono collocati nelle scenografie (l’uso delle luci, la ricostruzione di certe atmosfere), facendo, dunque, leva su una fotografia tendente al pittorico. Un modo di vivere l’horror, dunque, con una piena forma di inquietudine che lentamente ci soffoca, regalandoci emozioni sostanzialmente nuove per chi non è abituato a masticare e digerire questo genere.
Insomma, il consiglio per questo Halloween è di regalarvi questa esperienza filmica lasciandovi trascinare e affascinare senza alcun timore. Guardatelo senza alcun pregiudizio e con il cervello completamente sgombro di pensieri. Sarà un’esperienza totalmente nuova.
Lorenzo Simonini è nato a Viareggio nel 1988. Iscritto al corso di laurea in Cinema e Produzione Multimediale alla Sapienza di Roma, si laurea a pieni voti nel 2014 all’Università di Pisa con una tesi di ricerca sul cineasta amatoriale Costantino Ceccarelli (sul quale pubblica un saggio nel 2015). Ha scritto e diretto cortometraggi e videoclip.
