Cinema Tips - di Lorenzo Simonini

CINEMA TIPS – “Lei”, scritto e diretto da Spike Jonze

Il rapporto tra l’umanità e la tecnologia attraverso una storia sentimentale tra un uomo e un’intelligenza artificiale emotiva.

Altro appuntamento con la rubrica “Cinema Tips” sui consigli filmici che trovate esclusivamente su Toscana Today. Questa volta ci catapultiamo nel futuro, ma non così lontano né fantascientifico visto che si parlerà di tecnologia e del loro rapporto con l’umanità. Il film di riferimento è “Lei”.

Scritto e diretto da Spike Jonze, il lungometraggio uscito nel 2013 si è aggiudicato l’Oscar come Miglior Sceneggiatura Originale. Siamo a Los Angeles, una metropoli fondamentale per l’Occidente. Qui si consuma la storia quotidiana di un uomo che inizia a interagire con un’intelligenza artificiale che non è più soltanto una macchina, ma è in grado di elaborare emozioni. E questo trascina il protagonista verso un’inaspettata storia che non è più soltanto un rapporto tra un essere umano e una macchina che elabora dati, ma diventa qualcosa di più, di magico, di strano e di particolare. Un nuovo rapporto con la tecnologia. E tutto sommato non è poi così lontano come pensiero visto che, a distanza di otto anni, qualcosa sta già emergendo.

Il film, che vede come protagonista Joaquin Phoenix, ma che si compone di un cast stellare tra cui Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Chris Pratt, Scarlett Johansson, è girato con una particolare sensibilità alla questione poetica che ruota attorno a questo strano rapporto, di cui cerco di farvi capire il minimo per non togliere niente alla visione, e che può essere tranquillamente godibile da parte di tutti.

La tematica centrale è ovviamente quella del rapporto tra l’uomo e la tecnologia, in questa pellicola affrontato secondo una visione sentimentale. A mio avviso non è un qualcosa di così lontano dalla realtà, specialmente tra le giovani generazioni. Seppur il protagonista non è un giovanissimo, la vita sentimentale dei nostri giovani è fortemente influenzata dalla tecnologia e in modo particolare dai social network. Oggigiorno si diventa amici più virtualmente che fisicamente e questo si ripercuote anche in sentimenti più profondi come l’amore, dove l’apparenza ne fa da padrona. Nel film, però, il sistema operativo non ha sembianze umane, per cui grande importanza arriva dalla profondità delle emozioni che vengono elaborate.

Un complesso meccanismo che dimostra una nuova sfumatura del rapporto umano con il futuro tecnologico a cui, comunque, dobbiamo stare attenti, perché se questa tecnologia ci fa stare meglio, la realtà è ben diversa e va saputa affrontare nel bene e nel male.