Home Cinema Tips - di Lorenzo Simonini CINEMA TIPS. Whiplash, tre Oscar

CINEMA TIPS. Whiplash, tre Oscar

by Lorenzo Simonini

Il film diretto da Damien Chazelle vede come protagonisti il duo Miles Teller e J.K.Simmons

Nuovo appuntamento con “Cinema Tips”, la rubrica delle chicche cinematografiche che trovate soltanto qui su Toscana Today. Questa settimana, visto che è la settimana del 70° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ho deciso di suggerirvi un’eventuale alternativa, sempre rimanendo nell’ambito musicale, laddove non vogliate guardare il Festival. Sto parlando di un lungometraggio che si è aggiudicato 3 premi Oscar nel 2015: “Whiplash”.

Diretto da Damien Chazelle (che noi abbiamo già incontrato di recente col film “First Man”), vede come interpreti principali il duo Miles Teller e J.K. Simmons (quest’ultimo Oscar come Miglior Attore Non Protagonista) e non parliamo di un genere musicale qualsiasi, bensì di uno molto particolare: il jazz. Il giovane protagonista vuole diventare il miglior batterista jazz della sua generazione e intraprende gli studi al conservatorio Shaffer di Manhattan, New York City, dove insegna uno dei docenti più inflessibili del settore. I due manterranno uno strano rapporto docente-studente che si avvicenderà tra ammirazione e odio.

Le qualità del film si concentrano su due fondamentali aspetti: da una parte si tratta di uno sguardo diverso sul mondo della musica, perché non siamo di fronte a un qualcosa che viene fatto per intrattenimento, ma viene preso come un meraviglioso impegno professionale e il jazz viene ascoltato e assaporato come le grandi orchestre di musica classica. Un aspetto che qui in Italia non siamo purtroppo per nulla abituati, ma che negli Stati Uniti ha trovato ottimi spazi di pubblico. Il virtuosismo musicale che uno strumento come la batteria è in grado di ricreare ci conduce verso l’altro aspetto interessante su cui riflettere e per il quale è valso l’Oscar come miglior Montaggio: il virtuosismo visivo che va a tempo con lo strumento citato prima. Bellezza non soltanto per le orecchie, visto l’ascolto di un genere musicale estremamente affascinante, ma anche per gli spettatori, capaci di tenere il passo di questo lungometraggio in maniera sublime e, a mio avviso, mai noiosa. Tutto il lungometraggio si veste di questo profumo feroce tipico di alcuni dettagli come un palcoscenico e il metallo prezioso di cui si compongono gli strumenti musicali così ricercati come quelli del jazz, un genere che qui scopre una nuova giovinezza che merita di essere apprezzata.

Insomma, se cercate una proposta per una serata che sia lontana da quella che viene data da Sanremo, questo lungometraggio è la curiosa alternativa su cui potete puntare. La musica che vi accompagnerà sarà ben diversa, ma forse anche voi sarete rapiti dal medesimo fascino.

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