Cinema Tips. WOMB.

Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con la nostra rubrica “Cinema Tips” con l’estate entrata nel vivo e un caldo davvero bollente. Questa settimana spazio al cinema europeo che, generalmente, è costellato da film dai grandi temi impegnati. Quello di questa settimana non è da meno, perché è collocabile tra il genere drammatico e il romantico, ma con ampio spazio alla fantascienza filosofica e concettuale. Il titolo è “Womb”.

Scritto e diretto da Benedek Fliegauf, regista di spicco della nuova generazione cinematografica ungherese, è il primo film in inglese da lui lavorato. Non a caso, infatti, nel cast sono presenti due attori come Eva Green e Matt Smith. Premiato al Festival di Locarno nel 2010, giunge in Italia nel 2012, anche grazie a una completa retrospettiva presentata al Lucca Film Festival da lui stesso.

Se pensate di trovarvi di fronte una storia d’amore originale, vi posso garantire che qui si va ben oltre, perché in questo contesto viene inserito un argomento da sempre molto delicato, di cui tutt’ora la scienza sta animatamente discutendo: la clonazione. Non vi svelo niente della trama, perché desidero che sia la vostra curiosità a scovare l’intrigo che si nasconde all’interno di questa sceneggiatura. Ci sono tanti spunti su cui possiamo ragionare.

Indubbiamente al primo posto la tematica etica di cosa significhi clonare, cioè dar vita a qualcuno per riprodurre qualcun altro. Una situazione estremamente pericolosa, anche perché se la questione meramente fisica (ossia far funzionare gli organi, respirare, mangiare, bere, ecc.) di vivere riesce a compiersi in modo perfetto, così può non essere per un elemento che sarà sempre unico, perché direttamente collegato a noi stessi: l’anima. Un esempio più pratico? Se qualcuno in futuro decidesse di clonarmi, non è affatto detto che riesca ad avere una copia perfetta di me. Fisicamente magari sarà così, ma anziché scrivere di cinema potrebbe appassionarsi a scrivere di sport. L’anima dentro di noi è unica ed è ciò che ci rende straordinari e meravigliosi. La scienza, su quest’aspetto, non può farci nulla in questo presente.

In aggiunta a questo argomento è necessario dire che per quanto spesso il destino possa essere tremendamente crudele, non ritengo che sia fattibile doverlo sfidare, perché non possiamo sapere qual è la volontà di Dio e quale sia il percorso che il destino ha scritto nelle sue pieghe per noi. Perciò utilizzare la scienza come strumento per forzare il destino secondo i nostri desideri o, per non dire peggio, istinti primordiali, può essere molto nocivo e pericoloso. Per quanto sia dura, c’è da accettare anche delle situazioni molto amare e dolorose. Senza, però, dimenticarci mai di continuare a vivere la nostra vita al massimo delle possibilità, anche se ci sentiamo in fondo al baratro.