Coltano nuova base militare e NATO. E’ una fake-news

di ALDO BELLI – Il 1 Reggimento Paracadutisti Tuscania e il Centro Cinofili Carabinieri, e la salvaguardia del Parco naturale.

Il vocabolario della lingua italiana è diventato ormai da tempo un optional. Per cui non mi meraviglio più di tanto che un reparto dei Carabinieri sia diventato in prima pagina una “base militare”. E poiché “base militare in Italia si presta agevolmente ad essere sinonimo di NATO, non mi stupisco neppure che si possano confondere i carabinieri come membri dell’imperialismo multinazionale americano. I fatti, viceversa, sono questi: un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 febbraio 2022 ha individuato Coltano (comune di Pisa) per la realizzazione della sede del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania e del Centro cinofili. Niente NATO dunque. E nessuna base militare. L’unico vero problema è la sua compatibilità in un’area soggetta a parco naturale, con una domanda preliminare sempre valida di fronte ad investimenti di denaro pubblico.

La domanda preliminare è se la nuova “opera destinata alla difesa nazionale” segua o meno una logica delle priorità nazionali di spesa pubblica. “Ritenuta la necessità di realizzare una struttura funzionale…” come si legge nel decreto, obiettivamente non significa niente. Va da sé che in Italia il principio delle priorità di spesa è sconosciuto nella programmazione del bilancio pubblico, per cui si potrebbe eccepire perché porsi la domanda in questo caso.

A Coltano, il Governo Draghi ha destinato la nuova sede del 1° Reggimento Carabinieri Tuscania, niente di nuovo, stava già in missione in Libano nel 1982-1984: dipende dalla 2ª Brigata Mobile ed ha un organico di circa 500 uomini nei vari gradi. Il Centro cinofili dei Carabinieri è stato istituito l’8 novembre 1957 con il compito di assicurare l’addestramento del personale e dei cani per il loro impiego nei servizi preventivi e in operazioni di polizia giudiziaria, di ricerca e di soccorso. Prima conclusione: se possibile evitiamo di infangare con l’ignoranza del vocabolario, uomini e donne ai quali va il riconoscimento di tutti i buoni italiani.

Il sindaco di Pisa, Michele Conti, ha giustamente eccepito la decisione del governo senza alcun raccordo con il Comune: sul piano formale e su quello sostanziale trattandosi di interventi con un significativo impatto ambientale. ll presidente del Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, Lorenzo Bani, ha espresso la propria contrarietà alla decisione utilizzando il principio del buon padre di famiglia che un tempo ci insegnavano sui banchi di giurisprudenza: ha chiesto se proprio non vi fossero in Italia aree diverse e più idonee da quella prescelta, salvaguardando così l’integrità naturale del Parco

Ho letto che l’opera avrà un’estensione complessiva di 72,9 ettari, ma che 28 saranno mantenuti a superficie verde con un’estesa piantumazione di vegetazione autoctona; dei rimanenti 45 ettari le edificazioni ne copriranno solo 5, tutti gli edifici avranno un’altezza massima di 3 piani e garantiranno emissioni pressoché nulle ricorrendo a sistemi di riscaldamento e condizionamento con impianti fotovoltaici e solare termico, senza uso di combustibili fossili, insomma una comunità energetica prossima all’autosufficienza. Si dice anche che la base sarà dotata di un asilo nido e di importanti impianti ginnico-sportivi, che saranno messi a disposizione anche della collettività.

Numerosi commenti Facebook di pisani lamentano l’attuale stato di abbandono dell’area di Coltano, accogliendo quindi con favore la sua nuova destinazione. Confesso la mia impreparazione per definire la compatibilità di luoghi bradi all’interno di un parco naturale, tuttavia quelle lamentele offrono forse un punto di vista interessante.

Io c’ero quando è nato il Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Era il 1979. E sostenni di essere contrario perché consideravo la legge regionale un esproprio della potestà dei comuni in funzione dell’accentramento di potere della Regione Toscana (in sostanza del PCI) su questa grande area ad alto valore: per salvaguardarla dalle possibili speculazioni edilizie sarebbe stata sufficiente una legge regionale ed un ente di promozione e valorizzazione dell’ex tenuta presidenziale. Tanta era la premurosa attenzione della Regione Toscana per la costa tirrenica che negli anni Settanta consentirono agli amministratori locali di devastare definitivamente Torre del Lago Puccini, eppure le leggi che imponevano almeno i marciapiedi nelle strade e le distanze già esistevano. Ricordo le gite domenicali in famiglia al Parco San Rossore del Presidente della Repubblica, e onestamente non mi pare che la natura sia oggi molto diversa da allora: anzi, se vediamo la macchia del comune di Viareggio direi che adesso stiamo decisamente peggio di allora.

La decisione del governo potrebbe essere una buona occasione per fare un punto sul Parco: le ragioni della sua esistenza e le sue prospettive. Accettando magari anche la verità che non si tratta di una riserva naturale (l’Italia è piena di territori verdi come questo), ma di un parco utilizzato per decenni come tenuta di rappresentanza prima del re e poi del presidente della Repubblica, colorito dall’economia del bracconaggio. Un parco lo sarebbe diventato se avesse assunto un volto omogeneo da San Rossore al Massaciuccoli, purtroppo invece il lago di Massaciuccoli (un gioiello di natura e di storia) è una specie di cloaca non godibile dai cittadini e dai turisti e la macchia di Viareggio una selva oscura.

Viene spontaneo, allora, pensare a Camp Derby: al di là dei suoi armamenti nascosti dalla borraccina, la cura ambientale sembra il parco di Yellowstone (peccato che la paura li abbia convinti a chiudere ogni relazione con le comunità del territorio). Non dubito che la nuova cittadella dei Carabinieri sarebbe da meno curata. Non si chieda, quindi, ai Carabinieri di dare risposte a domande che vanno rivolte esclusivamente a chi governa, non mi risulta che l’Arma dei Carabinieri sia specializzata in speculazioni edilizie. E non si confonda la pace e la guerra, l’Ucraina e la Nato, con chi svolge il proprio mestiere da sempre per la sicurezza del paese.

(foto: sito istituzionale Carabinieri.it)