Home DIRITTO DEL LAVORO - di Giorgio GIannini Come rendere lo smart working davvero smart?

Come rendere lo smart working davvero smart?

by Giorgio Giannini

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Esistono principi da tutelare, come l’orario di lavoro e la disponibilità degli strumenti informatici, le norme disciplinari

L’emergenza Coronavirus ha inciso profondamente su molte dinamiche inerenti ai rapporti di lavoro, accelerando in maniera drastica processi già in corso, mettendo definitivamente in crisi la tradizionale distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo e il concetto stesso di orario di lavoro.

L’invito rivolto ai datori di lavoro ad agevolare il “lavoro agile”, noto come “smart working”– diventato poi una “forte raccomandazione” ed infine l’unico modo per poter continuare a lavorare per quelle aziende ancora chiuse nella fase di lockdown –  ha scardinato le usuali dinamiche di lavoro, specie nel settore pubblico, mostrando però anche i lati oscuri di un suo utilizzo incontrollato nel contesto dell’emergenza.

Si perché promuovere lo smart working senza accordi individuali non ha significato promuovere semplicemente una diversa modalità di prestazione dell’attività lavorativa senza precisi vincoli di orario (se non quelli di durata massima dell’orario giornaliero e settimanale) e di luogo (così come prevista dall’art. 13 del D. Lgs. n. 81/2017). Si è trattato, piuttosto, di mettere datori di lavoro e lavoratori nella condizione di dover prevedere lo svolgimento dell’attività lavorativa da casa (quindi in un luogo fisso), senza alcun vincolo di orario (nemmeno di durata massima giornaliera e settimanale), senza supporti tecnologici,  con l’ulteriore difficoltà, per i lavoratori, di dover contemporaneamente gestire i figli vista la chiusura delle scuole e, per i datori di lavoro, di dover far fronte all’insoddisfazione dei propri dipendenti e, talvolta, di dover assistere ad un netto calo della produttività

Visto che la situazione emergenziale e le “forti raccomandazioni” ad utilizzare quanto più possibile lo smart working continueranno ancora per mesi (tanto che il Governo con il c.d. Decreto Rilancio all’art. 90 ha introdotto, fino al 31 luglio prossimo, il diritto al lavoro agile per i lavoratori del privato con figli under 14 anche senza accordi invidiali) è fortemente consigliato per datori di lavoro adottare delle linee guida da impartire ai lavoratori per un corretto svolgimento del (linee guida che in un secondo momento potranno essere trasfuse negli accordi individuali previsti dal D. Lgs. n. 81/2017).

I principi da tutelare con le linee guida dovranno essere quelli della flessibilità, della tecnologia, dei controlli e delle valutazioni. Facciamo alcuni esempi: nelle linee guida può essere ad esempio previsto che, nel limite di durata massima dell’orario di lavoro, un dipendente è contattabile solo quando risulta un “semaforo verde” su applicativi come Microsoft Teams, senza prevedere rigide fasce di reperibilità e di riposo, e che il contatto deve avvenire necessariamente tramite videocall per evitare un flusso continuo di videocall e telefonate, magari sul cellulare privato del dipendente, che dilatano a dismisura l’orario di lavoro e rendono poco produttiva la giornata. Può essere previsto l’impegno del datore di lavoro a garantire un’idonea e stabile connessione ad internet e a svolgere attività di manutenzione sui mezzi tecnologici del dipendente. Può essere prevista la flessibilità del lavoratore che, ad inizio settimana, indicherà il numero di ore di lavoro e di tempo da dedicare alla vita privata compensando le due voci (tempo libero e tempo di lavoro) fino a raggiungere l’orario di lavoro stabilito d contratto. Potranno essere previste le norme disciplinari per il corretto svolgimento dell’attività da remoto da parte del lavoratore, le modalità di effettuazione dei controlli da parte del datore di lavoro nel rispetto della privacy e di valutazione dei risultati del lavoro da remoto e, non più e non solo, del rispetto dell’orario di lavoro..

Il cammino per uno smart working davvero smart è appena cominciato.

(foto: consangijra – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/lavoro-da-computer-ufficio-5071617/ )

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