OPINIONI, PENSIERI BREVI - Pier Franco Quaglieni

I crocifissi di Salvini, e il “cattolicesimo ateo” di Mussolini

Stiamo tornando indietro di 150 anni a prima della breccia di Porta Pia

Salvini ha affermato che vuole un’Italia tre volte cristiana. Dopo i rosari, i crocifissi e le madonne, adesso il leader leghista sostiene un’idea che neppure la Dc ebbe il coraggio di proclamare perché fu un partito di orientamento cristiano, ma sostanzialmente laico, se si escludono alcuni integralismi. De Gasperi fu un cattolico liberale e laico,antifascista ed anticomunista.

La Lega, forse neppure in modo consapevole perché la sua incultura è davvero molto grande, afferma un’idea profondamente illiberale, perché ostile ad uno Stato laico, garanzia di tutte le libertà, in primis di quelle religiose. L’integralismo leghista è simile al “cattolicesimo ateo” che venne attribuito a Mussolini quando firmò il Concordato.

Un conto è garantire le tradizioni culturali del nostro Paese in cui rientrano a pieno titolo quella cristiana e quella più precisamente cattolica, e un conto è affermare uno Stato confessionale, tra l’altro, da parte di gente che dimostra di non avere una vera fede religiosa e condotte di vita conseguenti. La posizione della Lega necessita di una ferma risposta laica e liberale che riaffermi il “Libera Chiesa in Libero Stato”. Stiamo tornando indietro di 150 anni a prima della breccia di Porta Pia. Il Paese tre volte cristiano è, tra l’altro, molto simile ad un paese islamico in cui la legge religiosa e la legge politica si identificano, determinando l’ intolleranza fondamentalista tanto deprecata anche dalla Lega.