LIBRI E AUTORI, VOCI DAL SUD - di Maddalena Bonelli

Concerti a Matera

di MADDALENA BONELLI – Museo Ridola 13 luglio 2020: un gruppetto di persone in attesa nell’atrio del museo. Mascherina si? Mascherina no?

Museo Ridola 13 luglio 2020: un gruppetto di persone in attesa nell’atrio del museo. Mascherina si? Mascherina no? Amici, colleghi, conoscenti e appassionati di musica che s’incontrano dopo mesi di lontananza fisica, portano stampato negli occhi anche un altro grave dilemma: Come ci salutiamo? Un abbraccio caloroso? E se si, con o senza bacio sulle guance? Meglio forse una stretta di mano o una toccatina lieve dei gomiti con risolino imbarazzato e un “meglio essere prudenti non si sa mai”?

Superato, chi più chi meno, il primo scoglio ci dirigiamo verso il giardino interno dove ci accoglie la graziosa hostess Brunella. Lei porta la mascherina. Ci sorride, si vede dagli occhi, e ci invita ad accomodarci. Le sedie, in coppie di due, distanti un metro, sotto il cielo stellato, osano ciò che fino a qualche settimana fa pareva impossibile. La serata è fresca, e l’attesa è breve. L’orchestra della magna Grecia entra subito nel vivo dell’evento ‘Le stagioni di Vivaldi’ diretto da Cosimo Prontera, clavicembalo e direttore dell’orchestra. Al violino la giovane e talentuosa Ksenia Milas Milyavskaya, fasciata in un lungo abito rosso che fa rabbrividire d’invidia le donne presenti, penalizzate da qualche chilo in più causa della quarantena. O forse il brivido è dovuto alla lieve brezza che fruscia sul prato e fra le cime degli alberi, o più probabilmente scaturisce dalle emozioni evocate dalla voce prodigiosa del violino al tocco abile della bella violinista russa considerata, a livello internazionale, violinista dalle straordinarie capacità esecutive.

Un’ora passa in fretta mentre la musica incanta incorniciando immagini di una splendida Matera, immortalata dagli scatti di Antonio Paolicelli.

All’uscita, il pianto di un micino, la cui madre si era allontanata, forse per procurargli il cibo, o spaventata dalla nostra presenza, fa esplodere le molte buone emozioni che stavamo coltivando dentro di noi: povero micino, che ci fai tutto solo? Ah madre snaturata che ti ha abbandonato! Micio micio, vieni qui! In molti hanno cercato di proteggerlo, ma il micino è fuggito, ancora più impaurito, ma niente paura la madre stava tornando. Una buona madre dopo tutto!

Ma le emozioni non si sono esaurite, il nutrito calendario di “Matera Festival 2020” ci ha sbalorditi anche il giorno successivo con il concerto “Nino Rota Tribute” nella bellissima atmosfera del rinato Mulino Alvino, splendidamente ristrutturato e arredato: una gioia per gli occhi e un ristoro per la mente e per il cuore.

L’apertura, con la performance di Sara Intagliata – soprano – e Antonio Mandrillo – tenore – che hanno ironizzato simpaticamente e con ‘maestria canora’  sulle donne al volante, ha deliziato gli spettatori portandoli nel cuore della serata che, oltre a omaggiare Nino Rota, ha dato spazio anche ad altri gradi compositori come Puccini.

Il bandoneon M. Stefano Pietrodarchi è tornano sulle scene proprio qui a Matera, per la prima volta dopo  il lockdown, con una performance che ha strappato molti applausi ai materani soprattutto per il bis ‘Oblivion’ di Piazzolla.

Di concerti ce ne saranno ancora e speriamo che riescano ad ammorbidire anche il Coronavirus facendolo retrocedere a più miti comportamenti. Si sa, è scientificamente provato: più l’animo gioisce, meno gravemente la malattia colpisce.

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