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Coronavirus – Aiuti economici: questa è la verità /1

by Alberto Pisanelli
Alberto Pisanelli, dottore commercialista

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Alberto Pisanelli, dottore commercialista ed esperto del sistema finanziario alle imprese, inizia con questo articolo il nostro contributo-verità sugli aiuti economici

La sera dello scorso 6 Aprile, al termine della conferenza stampa del Consiglio dei Ministri, molti hanno creduto che le misure appena annunciate per sostenere e facilitare l’accesso al credito avrebbero comportato un’immediata iniezione di liquidità nelle casse vuote delle piccole e medie imprese. In poche parole: contattate la banca, chiedete e vi sarà dato!

Purtroppo non sarà così perché non siamo in Svizzera dove il Governo ha messo in campo l’equivalente di 59 miliardi di Euro, cioè circa il 91% del Pil, e le piccole e medie imprese colpite dalle ricadute del Coronavirus, compilando un semplice modulo possono chiedere finanziamenti bancari fino a 500 mila franchi svizzeri (circa 474 mila euro!) garantiti al 100% dalla Confederazione a tasso di interesse zero: per importi maggiori, la garanzia si riduce all’85% ed il tasso di interesse è dello 0,5%.

Nella Repubblica Elvetica le procedure per l’erogazione sono state estremamente facilitate al punto che, secondo testimonianze raccolte dal Corriere del Ticino, nel giro di un paio di giorni la liquidità arriva sul conto!   

Nel nostro Paese non sarà così

Innanzi tutto va chiarito che le misure previste dal Decreto Liquidità sono subordinate all’approvazione della Commissione Europea: il parere è arrivato proprio in queste ore. Tuttavia, la girandola delle voci più o meno attendibili ha lasciato intendere, fin dall’inizio, che le banche sarebbero pronte ad erogare finanziamenti senza valutare il merito creditizio dei richiedenti.

Voci destituite di fondamento perché il Decreto Liquidità, a seconda dei casi, prevede l’assenza d’istruttoria o un’istruttoria semplificata per il rilascio della garanzia statale, il che significa che gli Istituti di Credito faranno l’istruttoria che, invece, non sarà fatta o sarà fatta con procedura semplificata dal garante.

La facilitazione non riguarda l’erogazione del finanziamento

In estrema sintesi, la semplificazione non riguarda l’iter per l’erogazione del finanziamento ma quello per il rilascio della garanzia a copertura!

Stando così le cose, in una situazione complicata come quella che tutte le imprese piccole, medie e grandi stanno vivendo, si può soltanto sperare che le banche, recependo le raccomandazioni della Banca d’Italia, rendano meno farraginose le procedure interne e snelliscano il processo valutativo della meritorietà creditizia.

Solo in questo modo, le banche potranno assolvere la missione che sono state chiamate a svolgere nell’interesse della comunità imprenditoriale e del Paese. Ma per non deludere le aspettative è indispensabile che agiscano con estrema sollecitudine.  Anche se faccio fatica a convincermi che tutto questo possa accadere rapidamente per incoraggiare e rendere plausibile la ripartenza ai tanti piccoli imprenditori che, non riuscendo ad ottenere liquidità immediata, decideranno di tirare i remi in barca con tutte le implicazioni socio-economiche facilmente immaginabili. 

Non facciamoci illusioni

Vorrei che i fatti mi smentissero, ma il realismo fa pensare che alle banche occorrerà almeno un mese per adeguare i sistemi informatici e semplificare i modelli valutativi, traducendosi il tutto in lungaggini e perdite di tempo in rotta di collisione con l’obiettivo primario di fornire liquidità immediata alle imprese. 

Per non farsi illusioni, è bene anche sapere che la garanzia statale non sarà concessa alle imprese che già alla fine dello scorso anno erano in difficoltà o, peggio, che ave-vano verso il sistema bancario esposizioni classificate come inadempienze probabili, scadute o sconfinanti deteriorate: la preclusione opererà anche per quelle con esposizioni a sofferenza.

(continua)

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