Home Meraviglie della Mente - di Ugo Cirilli Coronavirus, come nasce una psicosi e come contrastarla

Coronavirus, come nasce una psicosi e come contrastarla

by Ugo Cirilli

Le informazioni circolano a velocità prima impensabili, ma è anche vero che circolano talvolta in maniera inesatta, parziale, se non stravolte in forma di vere e proprie fake news

I fatti di questi giorni relativi alla diffusione del Coronavirus Covid-19 hanno evidenziato un grande problema della comunicazione sui nuovi media. È vero che tramite il web e i social le informazioni circolano a velocità prima impensabili. Ma è anche vero che circolano talvolta in maniera inesatta, parziale, se non stravolte in forma di vere e proprie fake news.

Basta poco ad accendere la psicosi collettiva: si è scatenata rapidamente una corsa all’acquisto di generi alimentari e non solo nei supermarket, con atmosfere da film apocalittico. La Guardia di Finanza di Milano ha acquisito documenti e dati da Amazon ed eBay, nell’ambito di un’inchiesta a carico di ignoti che avrebbero speculato sulla situazione, vendendo mascherine e disinfettanti a prezzi esagerati.

Un quadro che ha spinto l’OMS a intervenire, per sottolineare la reale entità del fenomeno: il virus può essere contenuto e non è corretto parlare di pandemia. Il 25 febbraio inoltre il prof. Walter Ricciardi, esponente italiano dell’OMS, ha affermato che su 100 persone contagiate 80 guariscono spontaneamente, 15 sviluppano problematiche serie ma gestibili in ambiente sanitario e soltanto 5 presentano un quadro molto grave. Ricciardi ha inoltre ricordato che le vittime, il 3% dei contagiati, presentavano già condizioni critiche di salute in precedenza. Come si arriva, allora, a una distorsione della realtà tale da scatenare ondate di panico?

Tra ansia e informazioni imprecise cresce la psicosi

Un elemento chiave è sicuramente quanto accennato all’inizio dell’articolo, ossia la trasmissione rapida di informazioni incomplete o errate. Occorre quindi controllare sempre attentamente la fonte delle notizie: si tratta di una testata giornalistica autorevole, di un sito web medico-scientifico? Chi firma l’articolo è competente in materia e/o dimostra di aver consultato dati affidabili?

L’Ordine degli Psicologi evidenzia poi un altro fattore di rischio: leggere o ascoltare le news in condizioni di forte ansia, dandone interpretazioni distorte. Pertanto, invita a consultare solo fonti sicure: ad esempio le apposite sezioni del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus) e dell’Istituto Superiore di Sanità ( https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/).

A volte, basterebbe uno sguardo d’insieme ai dati sulle vittime del Covid-19 e a quelli relativi alle malattie infettive degli ultimi anni, per ridimensionare la portata del nuovo virus: un argomento affrontato in dettaglio in un altro articolo qui su Toscana Today. Anche la psicologa e scrittrice Anna Oliverio Ferraris, per razionalizzare la situazione, ha ricordato che l’influenza ogni anno causa vittime soprattutto tra gli anziani in condizioni patologiche.

I consigli di un esperto

Il prof. Fabio Sbattella, docente di Psicologia dell’Emergenza all’Università Cattolica di Milano e psicoterapeuta, sottolinea quanto possa giovare, in caso di panico, respirare profondamente e lentamente per riacquistare il controllo di sé. Altrimenti, rischiamo di adombrare la nostra parte razionale e agire d’impulso. Secondo l’esperto, inoltre, il sentimento di agitazione collettiva è accresciuto dal flusso pressoché ininterrotto di notizie sul Coronavirus: lo sforzo mentale di acquisire continuamente informazioni rischia di bloccare i processi di pensiero necessari per un’elaborazione razionale. Il prof. Sbattella consiglia quindi di non tenere la TV costantemente accesa o monitorare sempre il web, ma aggiornarsi dopo uno “stacco” di qualche ora.

Aggiunge poi un consiglio che può apparire secondario ma non lo è affatto: anche nei momenti di forte preoccupazione, è bene continuare a coltivare i propri interessi culturali. Anche quello è un modo per scollegare per un po’ la mente dal fiume in piena di notizie allarmistiche.

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