Berlino, Bundestag
DA BERLINO - di Federico Quadrelli, OPINIONI

Coronavirus, gli aiuti economici in Germania

Dal nostro collaboratore di Berlino, un flash sugli aiuti economici in Germania, l’esempio di un piccolo imprenditore della ristorazione

La crisi del Coronavirus si deve leggere anche da un punto di vista economico. I primi effetti si vedono già ora, e sono seri. Il dopo-pandemia sarà una sfida mai affrontata per i governi nazionali. Questo sarà vero soprattutto per Italia, Spagna e, seppur in misura diversa, per la Francia.

Come sta reagendo invece la tanto discussa (e criticata) Germania? Il ministro delle Finanze Olaf Scholz (SPD), in occasione del varo del pacchetto di aiuti interni di oltre 122 miliardi di Euro, ha affermato “noi possiamo permettercelo”. (Link: https://www.bundesregierung.de/breg-de/themen/coronavirus/olaf-scholz-bundestag-1734726)

La disponibilità economica della Germania, per fronteggiare questa crisi, è enorme. Gli interventi messi in campo a tempo record hanno interessato anche micro- e piccole imprese, così come i liberi professionisti, a cui sono stati destinati subito 50 miliardi di Euro di aiuti (Link: https://www.bundesregierung.de/breg-de/themen/coronavirus/soforthilfen-beschlossen-1733604)

Il piano di sostegno economico in Germania

In cosa consiste questo piano di sostegno “immediato”? Essenzialmente si tratta di trasferimenti monetari alle imprese così ripartiti:

a) fino a 5 dipendenti, il contributo è di 9.000 euro;

b) fino a 10 dipedenti, il contributo è di 15.000 euro;

Sono inclusi in questo piano di aiuti anche i liberi professionisti. A questo tipo di aiuto da parte del governo centrale si possono aggiungere eventuali sostegni previsti a livello regionale. Così, per esempio, a Berlino, che è una città-Stato, si possono raccogliere esperienze di vario tipo.

Un esempio, un piccolo imprenditore di Berlino

La testimonianza di un piccolo imprenditore del settore gastronomico conferma che gli aiuti sono arrivati: una volta effettuata regolare richiesta e aver presentato la documentazione, il Land Berlino ha effettuato un primo versamento di 5.000 Euro, a cui ha fatto seguito il versamento di 9.000 Euro come indicato dal piano di sostegno governativo. Ovviamente, specifica il piccolo imprenditore intervistato, ci sono delle condizioni: essere regolarmente registrati da almeno 3 anni e non avere debiti pregressi. Questo progetto di sostegno copre un periodo di tempo fino a 3 mesi. Per chi ha costi fissi relativamente bassi e un solo dipendente, per esempio, è un sostgegno notevole. Inoltre, è stato facilitato l’accesso al Kurzarbeit, che è la nostra cassa integrazione. 

Ogni “regione” può però prevedere interventi diversi, poiché i gradi di autonomia sono molto alti all’interno di una Repubblica Federale. Quindi: questo può essere valido a Berlino, ma non in Baviera. Di questo ingente pacchetto di aiuti economici ne ha giusto parlato oggi il Berliner Morgenpost. Ricordando, e lo facciamo anche noi, che l’Unione Europea proprio ieri (10.04.2020) ha varato un piano di aiuti aggiuntivi per i Paesi in difficoltà di 500 miliardi di Euro, su cui il consiglio dovrà esprimersi e ri-definire ulteriori possibili progetti di sostegno, come il molto chiacchierato “recovery fund”, che è rimasto nella formulazione dell’Eurogruppo abbastanza generico.