Correndo lontano dai sentieri

di ANDREA APPETITO – Perché non immaginare la vita a partire dai boschi dove il desiderio è più forte della paura?

Ormai non corro più su una pista e neppure sull’asfalto. Preferisco i sentieri e spesso li abbandono per correre sui rami secchi sulle foglie cadute tra le felci. In questi giorni le violette fioriscono nel sottobosco e il loro candore timido è una brezza colorata per gli occhi. Ho l’impressione che correre lontano dai sentieri mi liberi finalmente dall’ossessione del tempo. Qui correre diventa vagare e che cos’è la solitudine? I passi di corsa sui sentieri abbandonati non sono quelli di un solitario ma l’incedere di un devoto che corre ad abbracciare la sera. Questo tempo di passaggio è foriero di malinconie per chi rimpiange le lunghe giornate ma per chi ama i crepuscoli è un lago di sensazioni autunnali. Ribolle la casa sconfinata dei profumi: la resa degli alberi sui sentieri, il mosto delle foglie che tinge le dita, la terra colorata di bistro. L’autunno ha a che fare con i confini frastagliati tra il secco e l’umido, la veglia e il sonno, il cielo e la terra. È la stagione del vento che sfugge alle chiese. Corro e mi addentro nel bosco. Che voglia di dimenticare la via del ritorno. Perché non immaginare la vita a partire dai boschi dove il desiderio è più forte della paura?

(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/100261)