Covid. Dopo i vecchi l’ossessione per i bambini e ragazzi

di ALDO BELLI – Dal lebbrosario psicologico delle RSA siamo passati alle scuole, ai bambini e ai ragazzi. Sì, ce la faremo.

E’ tipico delle forme ossessive mutare l’ordine degli addendi rimanendo invariato il risultato. La pandemia è iniziata con il panico rivolto alle persone anziane – che continuo a preferire chiamare vecchi – e adesso, a quanto pare, tocca ai bambini e ai ragazzi.

Sugli effetti della pandemia nella psicologia delle masse penso che non siano state spese tutte le energie della sociologia, può essere che derivi da una crisi ancora irrisolta dopo il trauma epocale segnato dalla caduta del Muro di Berlino. In Italia, fermandoci qui, al di là del folclore delle bandiere e dell’Inno di Mameli cantato a squarciagola sui terrazzi, integrato dal pressing mediatico dei sapienti televisivi al servizio del marketing pubblicitario, il tentativo di comprensione mi pare praticamente inesistente. Quell’invadente “Ce la faremo” rappresenta emblematicamente il vuoto, non meno del mostro del contagio prima rivolto ai vecchi e adesso agli scolari e agli studenti.

Nella prima stagione della pandemia i sapienti girarono un film del terrore nel quale i nostri vecchi dovevano rimanere isolati per essere protetti dal pericolo di contagio da parte dei figli. E viceversa. Una clausura risultata foriera di solitudine. Una tragica deriva cristiana e laica della malattia: come se la malattia non fosse il tempo della vita nel quale prima di tutto viene l’amore. L’amore e il dovere naturale dei figli nei confronti dei padri e delle madri, anche quando questo possa comportare dei rischi.

Adesso, tocca ai bambini e ai ragazzi. Il panico sulla riapertura delle scuole. Il lebbrosario psicologico è passato dalle RSA alle scuole. Per la salute di tutti meglio sarebbe rinchiuderli in casa. Le famiglie con bambini, si dice, sono adesso più esposte al contagio, meglio tenersi a distanza dai bambini. Anche al parco, è consigliato tenere le distanze nei giochi e ovviamente la mascherina. Mio figlio sono quattro mesi che non vede i nonni, il tuo?

Sì, ce la faremo. Lo penso pure io. Ad uscire dalla pandemia come esseri umani peggiori di quanto lo fossimo prima.