Alessia Ricci - Toscana Today
LA PSICOLOGA - di Alessia Ricci, SALUTE E BENESSERE

COVID – Giovani + 24% dei disturbi psicologici

di ALESSIA RICCI – La mancanza di attenzione di oltre un anno verso i giovani non si risolverà semplicemente con la ripresa della scuola.

Dopo un anno dall’inizio della pandemia fronteggiamo, con sempre più difficoltà, le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria e gli studenti, i giovani e le loro famiglie, dopo aver vissuto il momento del ritorno in classe con grande euforia, si ritrovano a fare i conti con l’ennesima chiusura delle scuole e con la Didattica A Distanza: si aggrava così una situazione già drammaticamente compromessa. La speranza lascia il posto alla rabbia, alla sofferenza e diventa difficile credere al famoso “andrà tutto bene”, ormai privo di significato.

Il malessere, che la chiusura delle scuole poteva comportare, è stato confermato. Da studi condotti al riguardo, emerge che tra i più giovani c’è un aumento del 24% dei disturbi psicologici dovuti all’anno d’isolamento e alle restrizioni pesanti subite a causa del Covid-19. Sono aumentati i disturbi d’ansia, gli sbalzi d’umore come eccessiva tristezza e una maggiore irritabilità, i disturbi del sonno e si denota un aumento della difficoltà di concentrazione. Si registra inoltre un aumento della dispersione scolastica e tra gli adolescenti emerge un dato più allarmante: un aumento di condotte autolesionistiche e del rischio suicidario.

La scuola è un contesto delicato e fondamentale per la crescita e lo sviluppo personale, ci accompagna durante l’arco del tempo più vulnerabile e fragile della nostra crescita: una fascia d’età evolutiva, di formazione e apprendimento in cui si forma la personalità. Una società in miniatura all’interno della quale si apprendono e si sperimentano diverse modalità relazionali e sociali con cui dialogare con il mondo: la resilienza, l’autoregolazione emotiva, l’empatia sono solo alcune delle abilità psicologiche adattive e delle competenze emotive che si sviluppano solo grazie all’inserimento continuo nell’ambiente scolastico: uno spazio di condivisione, confronto e soprattutto di relazione con i pari e con il corpo docenti. Per questo la scuola ha in sé un valore aggiunto che va protetto. Non sono solo regole e didattica, ma la scuola è formativa ed esperienzale. Un aspetto fondamentale che è diventato chiaro proprio perché è venuto a mancare con la DAD. L’impossibilità di frequentare questo contesto, l’isolamento e l‘assenza di relazioni sociali, l’impossibilità di praticare attività di gruppo condivise sono fattori estremamente pericolosi in una fascia di età così delicata come quella in cui si trovano i nostri giovani, perché vanno a interferire con il loro normale percorso di crescita.

È quindi necessario concretizzare un piano per la presa in carico della salute mentale delle nuove generazioni altrimenti non saranno in grado di lasciarsi tutto questo alle spalle e tornare alla vita di prima.

È importante ascoltare e accogliere la loro sofferenza senza sminuirla perché troppo presi dal problema dell’attimo, i giovani non sono semplici reclusi ma sono i cittadini del domani, la nostra comunità, il nostro futuro. È perciò fondamentale mettere le scuole in sicurezza in modo che possano rimanere aperte, garantendo il diritto all’istruzione.

Non basterà però semplicemente permettere la didattica in presenza, ma dovremmo ampliare il nostro concetto di benessere scolastico tramite la definizione di interventi mirati, per promuoverlo e favorirlo all’interno dei nostri istituti. Significa investire sulla scuola italiana, garantire un sostegno concreto per gli alunni, le loro famiglie e tutto il corpo docenti. Attivare o potenziare i servizi di psicologia scolastica già presenti, grazie anche al protocollo d’intesa sottoscritto dall’Ordine Nazionale degli Psicologi e il Ministero dell’Istruzione che ha consentito alle scuole di dotarsi di uno psicologo per intervenire su le difficoltà conseguenti l’emergenza sanitaria. Le politiche giovanili devono essere il nostro punto di ri-partenza, perché è da lì che si scriverà il nostro futuro.