Bandiera italiana

COVID Il segnale che viene dai Corpi dello Stato

di ALDO BELLI – La democrazia si fonda sul dissenso. E’ inquietante che nessuno dialoghi con loro: governo, sindacati, partiti.

Si annunciano numerosi i partecipanti alla manifestazione di domani, martedì 14 dicembre, a Roma contro l’obbligo del vaccino. In altra pagina del giornale, pubblichiamo l’intervista (di Beatrice Bardelli) al portavoce degli organizzatori. Merita una riflessione.

Alla Bocca della Verità si sono dati appuntamento uomini e donne appartenenti ai vari corpi di sicurezza dello Stato. La manifestazione è organizzata dall’O.S.A.-Operatori Sicurezza Associati. L’associazione conta ad oggi 2.357 iscritti alla luce del sole, appartenenti alla Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Esercito Italiano, Aeronautica Militare, Marina Militare, Corpo Forestale, Polizia Locale. La loro parola d’ordine è: “difendere i valori, i dettami ed i principi della Costituzione della Repubblica Italiana”. La vedo dura a definirli “No Vax”: neologismo con il quale sono stati generalizzati gli antagonisti del vaccino Covid come teppisti e sovvertitori dell’ordine sociale.

Il punto di riflessione non è chi abbia ragione sui vaccini. Ma la ragione che dovrebbe indurre chi governa ad ascoltare i segni dell’opinione pubblica: e il segnale che proviene, ormai da mesi, da chi indossa una divisa ed ha giurato fedeltà alla Costituzione della Repubblica, è diventato assordante. La storia italiana, solo apparentemente lontana, ci ha insegnato il pericolo che corre la convivenza civile ogni qual volta si respinge il dissenso con la violenza: e violenza non sono solo gli idranti o le camionette schierate contro i manifestanti, o le piazze trasformate in rivolta teppistica; violenza è anche quando si cerca di oscurare chi dissente.

La democrazia non si fonda sul principio della maggioranza, ma sul dissenso. Il divieto di manifestare pubblicamente non si confà ad una democrazia né ad una repubblica. E la salute non si impone per legge. Il primo vaccino per qualunque epidemia sociale è sempre e ovunque il dialogo, ascoltare e comprendere le ragioni di chi dissente e non solo cavalcare l’onda maggioritaria. E’ il motivo per cui sul nostro giornale abbiamo dato e continuiamo a dare voce a chi la pensa diversamente, anche quando non mi convince ciò che dice.

La protesta proveniente dai corpi dello Stato è inquietante. Perché giunge da uomini e donne preposte a tutelare la nostra sicurezza e che per questo sono tenuti anche e mettere in pericolo la loro vita. Inquietante è che nessuno dialoghi con loro: governo, sindacati, partiti. Se siamo arrivati fino a questo punto, al muro contro muro perfino con chi indossa la divisa, significa che l’epidemia mortale in Italia è andata ben oltre il Covid.