Eugenio Salomone, scrittore (Torino)
IN ITALIA

COVID – Io medico di base a Torino, grido: Vergogna!

di EUGENIO SALOMONE – Il vero dramma è la cattiva gestione e la disorganizzazione; tutti ci usano, tutti decidono, nessuno ci ascolta

Da qualche mese noi medici da eroi siamo diventati un bersaglio e colpevoli per le tante carenze della Sanità. Così “grandi” giornalisti si accaniscono senza fantasia sui medici di famiglia, senza curarsi di informarsi su quale sia il ruolo del Medico di Medicina generale detto M.M.G.

Lo scandalo principale è che ci opponiamo alle visite a casa: che sono sempre state fatte prima del Covid, e che in casi selezionati continuano ad essere fatte, tipo anziani e grandi invalidi. Premessa: in tutta Europa le visite domiciliari sono un’eccezione; è un’ abitudine solo italiana, spesso inutili ed abusata. Ed ora in pandemia servono a poco e sono solo fonte di trasmissione del virus sia per gli operatori sia per i pazienti Sono inutili  e rischiose.

Primo: il Covid  non si cura a casa, al massimo si tratta dando dei sintomatici e valutando nel tempo l’andamento: per questo il telefono è perfetto.

Secondo: ci si ammala anche con le protezioni (DPI), specie se sono insufficienti. Le prime protezioni idonee le abbiamo ricevute dopo 10 mesi e scarse come numero.

Terzo: la vestizione e la svestizione sono momenti delicati che richiedono tempo che non abbiamo e sempre due persone! Noi siamo soli in studio e anche fuori. I medici in associazione sono solo il 30% dei convenzionati.

Quarto: ‘dopo faremo, daremo, organizzeremo le USCA’ (Unità per la gestione domiciliare Covid). Poche regioni sono pronte, per cui le USCA sono poche per le richieste del momento con grandi numeri, ed allora devono andare i medici senza strumenti: no ECG, no esami del sangue, no eco del torace, pochi saturimetri comprati da noi stessi. Cosa dobbiamo fare a casa se non gli psicologi? Rischiamo solo di ammalarci inutilmente e lasciare gli altri pazienti senza assistenza.

Queste semplici affermazioni, molti giornalisti e commentatori non riescono a capirle, poi ci sono i fatti: ogni giorno si ammalano 900 sanitari, circa 28.000 persone in un mese. In dieci mesi sono morti 205 medici, la metà erano Medici di famiglia.

Anche nella morte diseguali: se sei dipendente è infortunio sul lavoro, se MMG (Medico di famiglia) non ti spetta nulla, neanche alla tua famiglia. Non sarai neanche ricordato perché crei imbarazzo ai politici non in grado di proteggere chi lavora per il SSN; e anche per molti giornalisti è imbarazzante offendere i medici, specie quando muoiono per la professione, meglio dimenticare e dare addosso alla categoria dei vivi, quello è  sempre facile.

Non so il fine di tutto questo astio.  Molti giornalisti  non misurano il peso delle parole, non capiscono i danni che fanno screditando ed uccidendo il rapporto di fiducia, costruito in anni tra il medico e il paziente ed ora ucciso stupidamente. La fiducia è la base di ogni cura riuscita! Uccisa quella ogni cura diventa poco efficace.

Poco scusabili sono anche i “grandi colleghi”, tutti professori che pur lavorando in un “dorato privato” criticano chi lavora tanto e rischia tanto con e per la gente, ma non riesce a fare meglio per poche energie e mancanza di aiuti. “Alle volte non rispondi al telefono”. Biasimo! Ma suonano due o tre assieme e stai già parlando con altri. “Non fate da filtro agli ospedali!” Rispondo con i fatti: il 95,5% dei pazienti sono gestiti in qualche modo a casa da noi, solo lo 0,5% va in ospedale e di questi solo lo 0,7% finisce in Terapia intensiva. Molti vanno in Pronto soccorso in modo autonomo, senza neanche chiedere il nostro parere: infatti, dopo i vari giudizi negativi da tanti espressi, specie i mass media, guarda caso la gente non si fida più. Chissà come mai?

Stiamo vaccinando centinaia di persone per ogni medico con il vaccino che non arriva o arriva tardi e sempre con poche dosi. Facciamo da cuscinetto tra gente arrabbiata e decisioni prese dall’alto spesso da Istituzioni o ASL o Regione dove le mancanze e le responsabilità sono sempre di altri e spesso finiscono addossate a noi.

Ora basta, il problema non è il Covid, ma la burocrazia, la cattiva gestione e la disorganizzazione; tutti ci usano, tutti decidono, nessuno ci ascolta! Un solo  sindacato medico ha scelto (male) per tutti noi, non ci ha difeso e  ci ha messi in difficoltà con l’obbligo di  fare i tamponi rapidi; di scarsa utilità e solo 25 a medico, e con quelli salveremo il Paese? Quando sento aberranti e mendaci dichiarazioni di incompetenti con i loro piccoli poteri, penso che non si meritano il sacrificio di così tanti sanitari. Non vogliamo essere eroi per questa classe politica o per questi giornalisti che giocano a lanciare fango, e non ricordano che tutti si sporcano alla fine.

Fateci  “solo “curare chi ha bisogno senza altri pesi ed aiutateci, anche solo stando zitti. Siamo molto soli contro le malattie, ma siamo responsabili e professionali anche nel periodo  Covid,  come sempre, come con  tutte le altre malattie, che non sono scomparse.  Dobbiamo però difenderci da soli con i fatti e le parole,  perché nessuno lo fa.