Sindacato COSAP

COVID – Sindacato Polizia COSAP: fatti inquietanti

di BEATRICE BARDELLI – Un Comunicato del Sindacato Nazionale di Polizia COSAP denuncia fatti inquietanti e la violazione della Costituzione.

Il Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia (COSAP) non ci sta ad accettare silenziosamente l’emanazione del D.L. 127/2021 contenente l’art. 4 comma 3, che sancisce l’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine, forze armate e soccorso pubblico. Ed esce allo scoperto con un comunicato coraggioso (Prot n° 245/SG/2021, Roma, 30 novembre 2021) in cui ha deciso di “metterci la faccia”.  Di seguito il testo che ci ha inviato il segretario generale nazionale del sindacato COSAP, dottor Sergio Scalzo.

Il comunicato del Sindacato di Polizia COSAP

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…previa sottoposizione vaccinale” scrive nell’oggetto del comunicato il COSAP che continua: “Il sindacato di Polizia COSAP rileva amaramente che, per determinate categorie di lavoratori, l’art. 1 della Costituzione parrebbe nel concreto aver subito una sostanziale modifica; ossia per decreto viene sancito che “non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021” coloro che non si sottopongono alla vaccinazione verranno immediatamente sospesi“ dal DIRITTO di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati”.

Obbligo vaccinale

“Con l’emanazione del D.L. 127/2021 viene inserito l’art. 4 – ter (all’interno del decreto legge 1°aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 76/2021) che sancisce appunto l’obbligatorietà vaccinale anche per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico – continua il comunicato – . Si legge testualmente che “la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative”, “Lo svolgimento dell’attività lavorativa in violazione dell’obbligo vaccinale… è punito con sanzione…e restano ferme le conseguenze disciplinari…”.

La Carta costituzionale

Nel suo comunicato stampa il COSAP ricorda che l’art. 36 della Costituzione recita: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. In pratica, scrive il sindacato, “si è deciso di affamare i poliziotti facendo venir meno il sacrosanto diritto al lavoro e con questo verrà a mancare il mezzo di sostentamento economico per tante famiglie e per i figli di coloro che vengono chiamati, durante le cerimonie ufficiali, servitori dello Stato”.

 Sospensione dal lavoro

“Il COSAP vuole sottolineare che nel caso di sospensione dal lavoro per ragioni connesse alla disciplina o provvedimenti giudiziari viene riconosciuto al dipendente la retribuzione minima, di cui all’art. 36 della Costituzione, mentre nulla gli è dovuto nel caso non ottemperi al citato obbligo vaccinale. Giurisprudenza Costituzionale consolidata si orienta nella direzione di una non conflittualità circa l’obbligatorietà di un trattamento sanitario (ad esempio trattamento vaccinale), con l’articolo 32 della Costituzione, a patto che il trattamento sia migliorativo delle condizioni di salute dell’individuo “se si prevede che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che è obbligato, salvo che per quelle sole conseguenze che appaiano normali e, pertanto, tollerabili”, ma soprattutto della collettività intesa come comunità solidaristica”.

La posizione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, ricorda il sindacato COSAP, ha sorprendentemente considerato la somministrazione del siero Covid come portatrice di un bilanciamento tra rischi e benefici del tutto accettabile.  Peccato però che il Consiglio di Stato si riferisca a dati ottenuti da un sistema di farmacovigilanza PASSIVA. “Rileviamo – sottolinea il COSAP – che decisioni così importanti debbano essere prese al cospetto di dati ottenuti con un sistema di farmaco vigilanza ATTIVA e che si debba necessariamente fare un distinguo per la categoria dei guariti da Covid. Diversi studi hanno dimostrato la persistenza di una forte risposta immunitaria a distanza di mesi, ciò costituirebbe evidente sintomo di incertezza circa le garanzie di sicurezza che la vaccinazione offre a coloro che già hanno una gran quantità di anticorpi per aver contratto il virus”. 

Vaccinazioni ai bambini

Nel suo comunicato il COSAP tocca anche la questione delle vaccinazioni dei bambini. “Siamo allarmati dai sempre maggiori messaggi mediatici che li candidano all’obbligatorietà dietro la tesi secondo cui, i bambini non vaccinati, non dovrebbero accedere agli asili e scuole e quindi più in generale alla socialità; il tutto in contrasto con i dettati Costituzionali. Sul tema – ricorda il COSAP –  lo stesso Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova, è critico e la sua posizione si risolve in poche battute: il vaccino per bambini è stato sperimentato “su un numero troppo esiguo di bambini” e lo studio “non dice nulla sull’effetto della vaccinazione sulla trasmissibilità del virus”. “Se avessi un figlio piccolo lo vaccinerei? Sarei esitante”. Anche Vaia Direttore dello Spallanzani avverte: “Pericoloso fare le dosi ai bambini, fermiamoci”, “Contrario alla vaccinazione degli under 12. La malattia e il contagio sono statisticamente irrilevanti nei bambini”. Il COSAP – ribadisce il sindacato – ha a cuore i bambini ed anche stavolta invita le autorità a profondissime riflessioni sulla delicatissima tematica che tenga, nella doverosa considerazione, i rischi connessi a tale pratica sanitaria e tutti i risvolti sulla sfera psicologica dei bambini!”.

 Poliziotti: da “eroi” a “untori”

“E’ necessario ricordare che, non molto tempo addietro, i sanitari e le forze dell’ordine venivano comunemente definiti “eroi”…oggi parte di quegli stessi colleghi, inottemperanti all’inoculazione vaccinale, non vengono più considerati tali, anzi, vengono addirittura additati dai “maestri dell’indottrinamento mediatico” come untori e persone da perseguire”. Il COSAP ricorda che dall’inizio della proclamazione della pandemia da parte dell’O.M.S. “sono deceduti 19 poliziotti su quasi 98.000 operatori della Polizia di Stato, ossia lo 0,019%, e che, la maggior parte di codesti servitori è deceduta massivamente nella prima fase “pandemica”; momento in cui si conosceva poco il virus e le modalità con cui affrontarlo”.

Ordine: senza mascherine!

Il COSAP denuncia pubblicamente un fatto che nessun media cosiddetto mainstream ha mai reso noto né mai sottolineato. “Proprio in questo periodo, con comunicazioni ufficiali – denuncia il COSAP – veniva indicato ai poliziotti di NON indossare la mascherina affinché non si destasse panico fra la popolazione, consentendo verosimilmente al virus di contagiare quelli che all’epoca venivano annoverati tra gli eroi”. 

Da supereroi a supervaccinati

Il sindacato di polizia COSAP ricorda che, se da una parte alcuni studi indicano una capacità di riduzione delle possibilità di contagio solo nei primi tre mesi dall’inoculazione, dall’altra questo certificherebbe lo scenario per cui il lavoratore dovrebbe vaccinarsi periodicamente per un indefinito numero di volte pur di non vedersi precludere il diritto al lavoro e con esso la retribuzione. Infine, ribadendo la propria contrarietà all’obbligo vaccinale, il COSAP si dichiara a fianco dei colleghi che verranno travolti da questa “scellerata scelta politica”, invitando il Governo ad un ripensamento in nome della coesione del Paese.  

Inascoltati

“Il 23 novembre u.s. avevamo inviato una missiva al Presidente Draghi avente come oggetto: ”Diffida dall’inoculazione obbligatoria dei vaccini per il SARS-CoV-2” – scrive il COSAP – l’indomani il Consiglio dei ministri decideva proprio l’imposizione di tale obbligo glissando gli autorevoli studi enunciati nella citata missiva. Ricordiamo in sintesi che, stando ad un recente studio dell’Università di Newcastle, addirittura, i guariti da Covid potrebbero essere danneggiati da un’eventuale vaccinazione. Autorevoli professori come il dottor Paolo Gasparini – direttore di Genetica Medica a Trieste e membro del Consiglio Superiore di Sanità – asserisce che “Normalmente nei soggetti guariti da un’infezione virale e con anticorpi circolanti non si procede ad una vaccinazione. Non si capisce quale è il razionale per fare un’eccezione” ed ancora il prof. Massimo Galli che sul tema ha dichiarato: “Sa chi, secondo me, non deve essere vaccinato? I tantissimi guariti che hanno un gran bel po’ di anticorpi e che è assurdo vaccinare, perché spesso diamo loro effetti collaterali e non aggiungiamo molto alla loro capacità di difendersi”. 

Un governo “sordo”

Il Governo si è da sempre allineato alle indicazioni del CTS (Comitato Tecnico Scientifico, n.d.r.) che non possono essere ritenute come “la Bibbia” – continua il comunicato – . Sarebbe doveroso, nell’interesse della salute pubblica, tenere in considerazione le autorevoli ricerche che sempre più dettagliatamente riescono a delineare nuovi ed inaspettati scenari sul tema. Rammentiamo ancora una volta che sull’autorevole rivista scientifica The Lancet è comparso recentemente un contributo del prof. Günter Kampf per cui vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione del virus. Partendo da tale ricerca, portata all’attenzione del Governo dal COSAP, rileviamo che il presupposto su cui si fonda tale obbligo risiede nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 svolta dai vaccini ad mRna nell’accezione per cui verrebbe inteso come un trattamento immunizzante che non trova conferme empiriche nella realtà”.  

Una vita da vaccinati?

Recenti studi indicano tra l’atro una capacità di riduzione delle possibilità di contagio nei tre mesi successivi all’inoculazione, di fatto aprendo a scenari per cui il lavoratore dovrebbe vaccinarsi cadenzatamente per un indefinito numero di volte pur di non vedersi precludere il diritto al lavoro e con esso la retribuzione – denuncia il COSAP – . Rileviamo che la sospensione dal lavoro, in caso di inottemperanza alla vaccinazione, si potrà protrarre ben oltre lo stato di emergenza dichiarato a seguito delle pandemia; in tal modo si è di fatto “svincolato” l’obbligo dall’emergenza de quo…anche in tale occorso, risulta difficile comprenderne la ratio”.

Chi contagia veramente

“Nel bollettino di sorveglianza ISS (Istituto Superiore di Sanità, n.d.r.) del 24 novembre u.s. si rileva che il maggiore numero di contagi Covid si registra in chi aveva completa copertura vaccinale. I non vaccinati sono solo il 37,7% del totale, mentre la maggiore parte dei contagiati (59,7%) è registrata fra chi ha avuto ciclo completo di vaccinazione (compreso uno 0,6% che aveva ricevuto la terza dose di vaccino), mentre il 2,6% aveva comunque ricevuto una dose. L’impegno. “Il sindacato di Polizia COSAP – conclude il comunicato – rimarca con ancor maggior forza la propria contrarietà all’obbligo vaccinale e sarà al fianco dei colleghi che verranno travolti da questa scellerata scelta politica, riservandosi ogni iniziativa a sostegno della categoria. Ancora una volta invitiamo il governo ad un ripensamento per la coesione del Paese”. 

Contatti

Chi volesse contattare la Segreteria nazionale del COSAP (Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia) può telefonare al numero di cellulare 331 3794765, visitare il sito  www.cosap-polizia.it o scrivere una e-mail ai seguenti indirizzi: [email protected] ; [email protected]

Il comunicato integrale