COMMENTI E ATTUALITA', IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli

COVID19 – I verbali non sono più segreto di Stato

Sono state trasmesse agli avvocati dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli le copie dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico

“Habemus actas!”. “Abbiamo gli atti!”. Alle 21.19 di ieri sera mi è arrivato inaspettato questo messaggio da parte dell’avv. Enzo Palumbo, con cui sono in contatto da tempo. Pochi minuti prima, alle 21.15 il presidente Conte aveva capitolato dalla sua posizione di diniego assoluto di accesso ai verbali del suo Comitato tecnico scientifico (CTS) che lo hanno indirizzato a promulgare i Dpcm che sono confluiti, poi, nell’imposizione del lockdown su tutto il Paese.

Ieri sera, 5 Agosto 2020, alle 21.15, infatti, sono stati trasmessi tramite PEC dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero le copie dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico n.12 del 28.2.2020; n.14 dell’1.3.2020; n.21 del 7.3.2020; n.39 del 30.3.2020 e n.49 del 9.4.2020. L’avvocato Enzo Palumbo è, infatti, uno dei tre avvocati (insieme all’avv. Andrea Pruiti Ciarello e l’avv. Rocco Mauro Todaro) della Fondazione Einaudi che il 14 aprile scorso avevano fatto richiesta di accesso agli atti alla Presidenza del Consiglio per visionare i verbali delle sedute del Comitato Tecnico Scientifico che sono alla base della promulgazione di cinque DPCM (del 28 febbraio, 1-7-30 marzo e del 9 aprile) decisi unicamente dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che, grazie alla dichiarazione dello Stato di emergenza del 31 gennaio scorso, ha assunto pieni poteri (da molti giudicati incostituzionali) per scavalcare il Parlamento e decidere “sua sponte” di affidare il destino degli italiani nelle mani dei membri del Comitato Tecnico Scientifico che non rivestono un ruolo istituzionale in quanto nessuno li ha mai eletti.

Alle 12 di oggi, 6 agosto, sul sito della Fondazione Einaudi (https://public-cts.fondazioneluigieinaudi.it/) sono stati pubblicati integralmente i verbali del Comitato tecnico scientifico posti a base dei Dpcm sul Coronavirus, che il Governo ha deciso di desecretare. Oggi, 6 agosto, giorno in cui si ricorda il genocidio di Hiroshima, la Storia si è ribellata e si è messa dalla parte della Giustizia, della Verità e dei Cittadini. Ora, i Cittadini potranno, finalmente, sapere. Il lungo, eccessivamente lungo, periodo del “lockdown dell’informazione” è definitivamente chiuso. Ora, spetta ai magistrati il compito di visionare i verbali e verificare se non ci sia stato un abuso di potere da parte del Presidente del Consiglio, Conte, come già molti magistrati e professionisti del Diritto hanno denunciato più volte ed in più occasioni. “Chi troppo vuole, nulla stringe” dice un vecchio proverbio. E questa volta toccherà al Presidente del Consiglio, Conte, fare i conti con la realtà dei fatti. Sarà lui a dover rendere conto di tutte le sue scelte: di fronte alla legge e di fronte all’opinione pubblica. E non ci saranno né paracaduti, né paraventi, né museruole che potranno proteggerlo.

I magistrati, la gente comune, vogliono sapere perché il Presidente del Consiglio Conte si è arrogato il potere di azzerare tutti i diritti costituzionali degli italiani durante il lockdown. Oggi, la verità ha vinto! Intanto, i tre avvocati della Fondazione Einaudi esprimono “grandissima soddisfazione per il risultato raggiunto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza, in osservanza dei principi del buon andamento della Pubblica Amministrazione previsti dall’art. 97 della Costituzione”. La trasparenza, aggiungono nella Nota “è un principio imprescindibile delle liberal-democrazie, che impone la pubblicazione di tutti gli atti riguardanti la compressione, più o meno incisiva, di diritti e libertà di rango costituzionale: in tal senso, la Fondazione Luigi Einaudi auspica che il Governa compia l’ulteriore passo sulla strada della trasparenza e pubblichi autonomamente tutti gli altri verbali del Comitato Tecnico Scientifico, utilizzati a supporto dei vari Dpcm adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso della pandemia da Covid-19”.