Tavola Apparecchiata - di Matteo Baudone

Dalla cucina in tempo di guerra: minima spesa, massima resa

Ci si può trovare, per un motivo o per un altro, ad avere ristrettezze economiche e quindi dover tagliare sul proprio budget personale, dopo aver tagliato tutto il possibile, la spesa sugli alimenti. Si può ricorrere ai discount piuttosto che i supermercati tradizionali, ma può non bastare. E quindi ci si trova a dover mangiare con gli alimenti essenziali. Come se si fosse al tempo di guerra. Quando i nostri nonni non avevano la varietà di alimenti di cui noi abbiamo disponibilità nei supermercati o sulle bancarelle dei mercatini più o meno rionali.

Se ci si pensa, gli accorgimenti delle nostre nonne e delle nostre bisnonne possono avere una grande utilità nella nostra cucina quotidiana di salvataggio. Partendo dalle basi:

  1. I condimenti

Ciò che conta, quando si mangia, è il sapore di quello che mangiamo. Non c’è bisogno di andare a cercare grandi sapori per le pietanze che abbiamo nel piatto. Perché le spezie più comuni anche nei discount, come il sale e il pepe che si possono trovare a basso prezzo, possono dare ai cibi quel tocco che non li rende immangiabili. Si può poi passare alle spezie più basiche come prezzemolo, rosmarino, basilico e salvia. Che con pochi euro si possono comprare freschi nelle piantine. E se si sta attenti possono continuare a crescere e produrre altra spezia per i piatti.

  1. Gli attrezzi

Per dare la giusta quantità a quello che dosiamo, sfruttiamo le posate che abbiamo nel cassetto senza comprare altre cose superflue. Per esempio un cucchiaio da minestra può diventare la dose dell’olio e dell’aceto per condire l’insalata o per i soffritti in pentola. Oppure il coltello lo spessore per la fetta di pane giornaliera per il pasto. La forchetta o il cucchiaio possono sostituire la spatola per girare la carne o gli altri alimenti in pentola. Piuttosto di altri attrezzi che andrebbero lavati, una volta usati, in lavastoviglie o da lavare a mano in più alle posate che uno utilizza a tavola

  1. I cibi di base

Per mangiare in un pranzo e una cena per due persone, un chilo di pane abbondante, un litro di latte, una lattina o una bottiglia di pomodoro e due scatolette di tonno sono più che sufficienti. Perché il pane ammollato nel latte condito con sale e pepe può essere una valida zuppa per pranzo. E il tonno con il pomodoro accompagnato con il pane può essere una valida cena. Questo non vuol dire che si deve sempre comprare queste cose. Ma che con un pizzico di fantasia e con cibi semplici di prezzo molto basso, come i legumi in scatola e altri cibi acquistabili con pochi centesimi di euro, si può combinare un pasto più che decoroso. E soprattutto più che valido a livello nutrizionale. Fate incetta di cibo in scatola e di cose base, come gli ingredienti basici con cui cucinare.

  1. Abilità nelle ricette

C’è chi prepara cose, anche nell’alta cucina, con pochi semplici ingredienti. Mentre noi crediamo che quello che fanno viene da lavorazioni complicate e da ricette con decine di ingredienti. Siccome oggi internet ce lo hanno tutti, anche semplicemente sul cellulare, si può passare dieci minuti del proprio tempo a valutare dei trucchi di cucina. Con cui sfruttare gli ingredienti più semplici per preparare i propri pasti.

  1. Gas e luce strizzati al massimo

Alle volte non ci si rende conto che il proprio modo di cucinare è sbagliato non negli ingredienti o nella preparazione. Ma nell’uso che si fa del proprio piano di cottura e del proprio forno. Quando si accende una fiammella del gas o si mette in temperatura il forno, bisogna fare attenzione da una parte che il calore della fiamma sia sfruttato al 100% e non esca dalla pentola. Mentre dall’altra che se si accende il forno lo si accende per più cose da cuocere magari in contemporanea. Meglio ancora se il forno e il piano cottura non li si usa. Ma nell’utilizzo, meglio sfruttarli del tutto al meglio.

  1. Mangiare freddo

Alle volte si fa da pranzo o da cena scaldando cibi quando magari lo scaldarli non serve a nulla. Cioè possono essere tranquillamente mangiare freddi. O si può organizzare da mangiare tagliando completamente l’utilizzo di fonti di calore. Perché spendere soldi vuol dire anche spendere di utenze di casa. Con iva e tutti gli altri oneri a seconda di quanto si consuma. Privilegiare quindi pasti freddi, non mangiando però cose crude la cui crudità può pregiudicare la salute di chi la mangia.

  1. Comprare cibi dove conviene

Un punto fondamentale della propria alimentazione non è soltanto la varietà della propria dieta, ma la capacità che si ha di fare adeguatamente i propri acquisti. La convenienza di comprare anche solo un chilo di farina o un litro di latte, vale nel saperli comprare da negozio a negozio. Magari scegliendo di comprare quantità più grandi quando si trova il prezzo buono. Che non vuol dire andare a caccia di promozioni, spendendo di benzina e tempo. Ma avere un chiaro piano di riferimenti per cui quando si passa nel proprio percorso quotidiano, da un supermercato piuttosto che da un altro, si sa che a prezzo base, cioè senza offerta, un chilo di farina costa di meno che da altre parti. E quindi è meglio fermarsi li piuttosto che in altri negozi. Non serve a nulla risparmiare sul latte, per esempio, quando sulla farina o sul pane si spende di più.

  1. Prepararsi le cose da soli: è conveniente?

Non esiste un assoluto per cui se ti fai il pane in casa spendi meno di comprarlo al supermercato. E viceversa. Tutto si basa sulla propria capacità di organizzazione, per cui se riesci a evitare di pagare qualcosa perché con gli ingredienti spendi meno e riesci a fartelo da solo, fallo. Può diventare invece oneroso se comporta l’acquisto di attrezzature o di ingredienti più di quanto sono le proprie possibilità di base. Perché se per esempio nella propria zona esiste un forno solidale, si può fare il pane per conto proprio preparando l’impasto e magari regalando al gestore del forno un impasto di pane da fargli cuocere per lui. Oppure tante altre realtà alimentari di produzione all’ingrosso: se c’è convenienza di comprare, perché no?