di FORTESTOMACO – Viareggio ULTIM’ORA. La congiura anti-Betti del 2015. E il cerchio si chiude: Granaiola, Zappelli Mei, Pierucci.
di FORTESTOMACO
E così, David Zappelli ha preso di fatto commiato dalla maggioranza che governa Viareggio candidandosi nella lista di Eugenio Giani per le prossime elezioni regionali. Lo ha fatto senza informare né condividere questo passo con la maggioranza, anzi: sbeffeggiando il povero Giorgio dopo tanto avere ricevuto generosamente in tutti questi anni.
Tra pugnali e riciclaggi
Zappelli, avendo studiato alla peggiore scuola democristiana, sostiene che lo ha fatto in continuità con l’impegno civico a fianco di Del Ghingaro! D’altronde ci siamo abituati alle sue metamorfosi: lo ricordiamo pugnalatore alle spalle del Sindaco Betti quando fece cadere la sua amministrazione e fu determinante per lo scioglimento del Consiglio Comunale che aprì la strada al default dell’Ente e alla fase commissariale.
Lo Zappelli si riciclò facendo prima il galoppino di un civismo inventato di sana pianta dal Del Ghingaro/Armani (un vestito che ha raccolto di qua e di là’ i cani randagi della crisi del sistema politico locale), poi facendo il megafono delle peggiori strategie e puntature amministrative del Capo: crisi nei rapporti istituzionali con la Regione, con il Parco e con l’Autorità portuale considerata dallo Zappelli un’evidente inutilità. E adesso? Voilà! Zappelli ha tirato un frego sul passato, e come se niente fosse si è candidato nella lista del suo principale bersaglio di ieri. Roba nauseante: non solo per il bocconcino indigesto che rappresenta lo Zappelli, ma anche per chi ha deciso di inghiottirlo, accogliendolo di buon gusto nel suo palato.
Scuola democristiana sì, ma senza stile
La scuola democristiana ci abituò a queste cose, al famoso Toto Modo, ai passaggi repentini da una corrente all’altra, da un incarico all’altro, a quegli atteggiamenti farisaici, a quelle battute sul petto e poi ai tradimenti: ma tutto questo nella Prima Repubblica era fatto con stile, con quella ipocrita galanteria che un po’ catturava l’interesse, lasciandoti in bocca quel ché di repulsa, ma anche di curiosità. Eran bravi davvero a dire tutto e il contrario di tutto, a rimanere sulla scena decenni e decenni, adattandosi senza scomporsi più di tanto, agli scenari cambiati o che cambiavano. Lo facevano con abilità, con classe, con un bel portamento. I nipotini eredi di quella tradizione come può essere lo Zappelli di turno, invece, politicamente fanno proprio c….e, affidandoci alla parlata toscana che dona ad ogni parola un suono mai volgare e solo poesia.
Faccia tosta, come minimo
Ci vuole un bel po’ di faccia tosta a scrivere quello che ha scritto David Zappelli sulla sua scelta di affrancarsi dalla maggioranza, presentata come continuità, come un contributo, come quasi naturale, consequenziale alla sua partecipazione delghingariana. Se non lo avesse fatto i cittadini sarebbero sicuramente andati in paranoia: “Ma come? Non si é candidato con il Giani e col Pd?” La Signora Clara alla bottega di alimentari di via Cesare Battisti quasi piangendo avrebbe sclerato: “Nooo! Non è possibile che Zappelli, il mio David non si sia candidato per portare l’esperienza fatta con Del Ghingaro in Regione! Dobbiamo raccogliere le firme e protestare!!”. Come lo chiamereste uno così? Lasciamo libera la fantasia dei lettori.
Una città con gli anelli al naso e Del Ghingaro fessacchiotto
A me pare che la cosa più offensiva sia che lo Zappelli pensi a Viareggio come una comunità di imbecilli, di allocchi, di buontemponi a cui puoi raccontare che gli asini volano in cielo e tutti alzan la testa per riuscire a vederli! Oppure, il pensare che un uomo con lo spessore politico di Giorgio Del Ghingaro se la beva come una frizzante aranciata. Se il centrosinistra regionale ritiene di dover far posto allo Zappelli viareggino ci vien da dire che è proprio messo male!
Prossima mossa, sfilare la sedia a Giorgio?
Gli Zappelli di turno un pregio ce l’hanno: quello di muoversi facilmente in un terreno minato cambiando il trucco e indossando divise diverse, di riciclarsi passando da un esercito all’altro, potendo così continuare a sguazzare nella melma della palude politica. Hanno il coraggio di tirare la pugnalata alle spalle ma poi, il coraggio vien meno quando devono sostenere perché lo hanno fatto, mettere alta la loro faccia. Ed allora, eccoci alla commedia farsesca, un po’ cabarettismo di bassa lega e un po’ avanspettacolo deteriore che il pubblico, fumante e bofonchiante in sala, fischiava e prendeva a pernacchioni.
Zappelli dice che non ha lasciato l’alleanza che è sempre in questa maggioranza, che rimane legato a Del Ghingaro… Ma dove l’ha visto? Ma cosa dice? Poi potrà anche rimanere tollerato e messo in un canto tra le liste della maggioranza, ma quando quest’ultima o il suo Capo prenderanno posizioni ulteriori sulla via del mare e sui limiti delle politiche regionali, come del resto già anticipato dal Sindaco in comunicati e dichiarazioni alla stampa, che farà e che dirà lo Zappelli?
Almeno che… Zappelli non pensi di portarsi dietro una parte delle liste e dei loro attori principali magari all’ultimo minuto. Se così fosse, sarebbe l’ulteriore conferma della sua considerazione dei compagni di viaggio, consiglieri comunali e assessori, tutti babbei compreso quel bonaccione del Sindaco a cui, come si sa, i suoi assessoroni gliele fanno sotto il naso e di tutti i colori dalla mattina alla sera.
La maggioranza civica vacilla
Comunque si metta, Davide Zappelli passerà alla storia – meglio alle cronache delle comari della politica locale – come il quinto personaggio in cerca di autore. Attendiamo ora il sesto o la sesta.
Una cosa pare acclarata: la maggioranza, autodefinitasi “civica” affanna, accusa una crisi di ossigenazione, boccheggia, incrinata e soprattutto piena di Giuda Iscariota seduti al tavolo. E’ forse il segno della fine di un periodo, ma il problema è che per ora non si scorgono alternative praticabili a destra, a sinistra o al centro.
E’ primavera, sveglievi bambine!
Il Pd è finalmente rientrato dalle ferie agostane, ed ha annunciato dopo una riunione dei vecchi organismi comunali (quelli dell’altra fase integrati solo con qualche cooptazione di provenienti da Articolo Uno) ma ancora in funzione nonostante l’arrivo, oltre due anni or sono, di Elly, ha annunciato dicevamo… Udite-udite! che è al lavoro per individuare nel partito il candidato del centrosinistra alle prossime comunali. Peccato, se l’erba non nasce dalle radici nasce subito male.
Non era meglio affrontare prima la questione con gli altri del “tavolo” concordando criteri e percorsi comuni? E chi l’ha stabilito che in una costituenda coalizione il candidato sindaco dovrà essere targato Pd? Una legge divina?
L’attuale gruppo dirigente fu quello che sostenne e si alleò con Del Ghingaro e con il quale convisse in amorosi sensi per circa due anni prima di trovarsi in mezzo alla strada con le valige, e la porta chiusa in faccia con il chiavistello innestato.
Forse, visti i tempi biblici che regolano la vita interna del Pd locale, se si fosse preso qualche giorno in più, che non avrebbe certo aggravato il ritardo con cui si comincia a mettere il naso (visto che per ora non possiamo dire la testa) sulle prossime elezioni comunali, e scambiato qualche parere con le altre ditte del cantiere, sarebbe stato meglio, più saggio, comunque un metodo corretto tra futuri forse alleati.
Le ditte del “Cantiere”
Se il Pd comincia così il dopo ferie, il cantiere difficilmente potrà avviare i suoi lavori. Che diranno i dirigenti degli altri partiti che erano presenti alla conferenza stampa che dette per avviato il cantiere? Protesteranno, renderanno subito pan per focaccia? O si accontenteranno del ruolo di portaborse del Pd?
Le ditte del cantiere dovrebbero essere un consorzio dove i soci sono tutti sullo stesso piano. Cosa avrebbero detto gli alti strateghi del Pd, i Rommel volpi del deserto di casa nostra, se Sinistra Italiana, Europa Verde avessero presentato il loro candidato senza una preventiva intesa e confronto?… “Caro Pd, toh prendi, eccoti il nostro candidato a sindaco: il compagno Carletto Marsino o Natilde Giotti che hanno ricevuto nella consultazione interna l’imprimatur dei nostri iscritti”.
Tuttavia, in un mondo politico dove gira e cerca credito uno come lo Zappelli che possiamo aspettarci? Non è poi così tanto difficile incontrare altri alieni… O meglio, alienati.
Post scriptum
Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte : la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Proprio quello che sta succedendo a Viareggio che per davvero appare un dejà vu.
La ex senatrice Granaiola plaude, infatti, alla scelta ‘coraggiosa’- la definisce proprio così -di Zappelli a cui rivolge le sue lodi sperticate. All’Auser si ritrovano tutti, guarda caso alla conferenza dedicata al Granduca Pietro Leopoldo. Tra i relatori, oltre naturalmente al Giani e alla Granaiola, troviamo anche l’ex direttore Generale del Festival Pucciniano Franco Moretti. Il Moretti, per chi se lo fosse scordato, per una ventina d’anni ha calcato la scena a Torre del Lago come Direttore Generale del Festival Pucciniano, traversando stagioni diverse – dalla Presidenza di Manrico Nicolai a quella di Massimiliano Simoni che da Fratelli d’ Italia lo ritroviamo oggi nelle liste della Lega targate Vannacci – prima della sua forzata sostituzione lo scorso anno.
La famiglia è pressappoco quella della congiura anti-Betti del 2015 . E il cerchio si chiude: Granaiola, Zappelli Mei, Pierucci. Manca nella foto di famiglia l’assessora Servetti che però ha annunciato correttamente le sue dimissioni dalla Giunta di Viareggio per problemi personali.
La farsa va dunque in scena! Per molti versi assomiglia a quella dell’altra volta!
Nel Don Carlo di Giuseppe Verdi il re Filippo di Spagna al sognatore idealista Rodrigo dice : Ma ti guarda … Ti guarda dal Grande Inquisitor!… Caro Giorgione: Ti guarda …Ti guarda dal Grande Inquisitor… Perché ora è proprio dietro di te , alle tue spalle, pronto a colpire con nelle sue mani un coltello ben affilato!
In queste ore, i soci del Club le ‘Volpi d’Onore’, sono stati convocati , uno per uno. dal Sindaco: posti di fronte alle loro responsabilità avranno il coraggio di essere coerenti? O forse faranno come Astutillo, alias Zappelli, ovvero i democristianini , o meglio i democristianacci dell’era moderna? Bel quesito! A breve sapremo il responso e valuteremo.
“…E quando è spenta ogni altra face e tutto l’altro tace odi il martel picchiare, odi la sega del legnaiuol, che veglia nella chiusa bottega alla lucerna e s’affretta e s’adopra di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba….
