«Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”»
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». Lc 17,5-10
Questi pochi versetti del Vangelo di Luca ci invitano a rivolgerci a Gesù con fiducia, chiedendogli di accrescere la nostra fede. Quante richieste rivolgiamo al Signore, eppure spesso si tratta di desideri legati a bisogni materiali, lontani dallo Spirito e dalla salvezza dell’anima.
Gesù ci insegna che basterebbe anche una fede piccolissima per ottenere ciò che agli occhi umani appare impossibile. Ma spesso, proprio la mancanza di fede con cui ci rivolgiamo a Lui impedisce che si compiano i miracoli.
Un altro aspetto fondamentale su cui riflettere è il nostro impegno nel fare il bene, non come gesto straordinario, ma come parte integrante della vita che Dio ci ha donato. Gesù ci ricorda: “Quando avrete fatto tutto quello che dovevate, dite: ‘Siamo servi inutili’”. Ogni volta che agiamo con umiltà, ciò che facciamo per gli altri acquista maggiore forza. Quando riconosciamo che i meriti non sono nostri, ma di Dio, diventiamo segno autentico di speranza e vero strumento di servizio verso i fratelli.
IL SIGNORE VI BENEDICA
BUONA DOMENICA
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Don Luigi Pellegrini è parroco della Chiesa di Santa Rita, a Viareggio, artefice della Casa Famiglia e del Campo della Casa Famiglia, nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
