di ALDO BELLI – Stipendi più alti del 45% della media europea, pensione a 60 anni mentre tutti gli italiani a 67, non scelti dai cittadini.
Il Parlamento Italiano è composto da 630 deputati e 315 senatori (elettivi più i senatori a vita). La riforma costituzionale prevede la riduzione complessiva da 945 a 600. L’obiettivo preteso dal popolo italiano con il referendum è duplice: favorire il miglioramento del processo decisionale delle Camere e ridurre il costo della politica (si parla di un risparmio stimato in circa 500 milioni di euro per legislatura). L’Italia si allinea così ai parlamenti europei (il Bundestag tedesco ne ha 709, la Camera dei Comuni del Regno Unito 650, l’Assemblea Nazionale francese 577): con una piccola differenza però, lo stipendio e le modalità di elezione.
Un onorevole prende per il proprio mandato un’indennità netta di 5.000 euro (circa 7.700 lordi) al mese, più una diaria di 3.503,11, un rimborso per spese di mandato di 3.690 euro, 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti: totale: totale circa 17.200 al mese.
Un senatore prende per il proprio mandato un’indennità mensile netta di 5.304,89 (lordo 11.555 euro), più una diaria di 3.500 euro, un rimborso per le spese di mandato di 4.180 euro, e 1.650 euro al mese di rimborsi forfettari tra telefoni e trasporti: totale circa 14.600 euro al mese.
Tralasciamo i benefits accessori.
Conclusione (evito di fare ricerche e mi affido a Monica Rubino de La Repubblica, 24.10.2016): i dati in sterline arrivano dalla Independent parliamentary standards authority (Ipsa), in un confronto che prende in considerazione anche Paesi extrauropei: gli italiani guidano la classifica con un salario di 120.546 sterline, seguiti da Australia (117.805), Stati Uniti (114.660), Canada (100.166) e Norvegia (87.964). Nella seconda parte della classifica ci sono invece Irlanda (79.556), Germania (78.979), Nuova Zelanda (74.154), Svezia (69.017). Infine gli ultimi tre sono Regno Unito (66.396), Francia (56.815) e Spagna (28.969).
L’Italia supera la media dei dodici paese (82.928 sterline) del 45%.
In Italia chi diventa onorevole o senatore è come vincesse la lotteria. Hanno diritto anche alla pensione: per i parlamentari al primo mandato scatta dopo 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura. E per di più al compimento dei 60 anni, mentre tutti i lavoratori e le lavoratrici in Italia devono attendere i 67 anni.
Una lotteria truccata. Truccata in quanto in Italia non sono gli elettori con la loro preferenza a decidere da chi farsi rappresentare in Parlamento, bensì una decina di persone al comando dei partiti che impongono il nome dei loro candidati: tipo il Listone di Mussolini. L’elettore vota il simbolo. Se non si tratta del Listone fascista, ancora qualcuno dovrebbe spiegare la costituzionalità di una legge elettorale che (togliendo le preferenze) ha trasformato la rappresentanza democratica dei cittadini dal singolo parlamentare al partito.
Lotteria poi, in quanto è sufficiente scorrere i nomi dei nostri parlamentari, la stragrande maggioranza dei quali (oltre a non avere vinto grazie ai propri voti personali ) si è ritrovata a Montecitorio e Palazzo Madama dalla sera alla mattina, senza alcuna storia alle spalle, solo grazie ai capi Casta della politica.
Miracolo a Milano (De Sica, 1951).
Totò (Francesco Golisano): “Che professione fa lei?”.
Giuseppe: “Io sono Giuseppe”.
Aldo Belli giornalista.
