Donne coraggiose. Il Festival Lucca Città di Carta 10.000 presenze

di ALDO BELLI – “Lucca Città di Carta” è un’occasione che il sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Lucca non dovrebbero perdere.


Donne coraggiose, con il coraggio di fare cultura, Romina Lombardi, Daniela Tresconi, Maria Grazia Russo, Sandra Tedeschi, Nicoletta Salamone, Maria Pia Michelini, Luciana Violante, Elisa Cordovani, l’esempio concreto che il libro è vivo quando si fa vivere tra la gente, quando unisce i libri per ogni età, l’esempio concreto di come le aziende con un piccolo contributo possono contribuire ad un grande evento culturale, ad ingresso libero, nel quale non si vendono i libri come scatole di pomodori pelati. Sono rimasto colpito, soffermandomi ad ogni stand, dalla qualità presente a Lucca e in Toscana di un settore senza reti di protezione pubbliche (si pensi all’IVA 10% che ancora viene applicata sui libri in Italia), la cosiddetta piccola editoria che “piccola” in realtà significa solo indipendente, ho visto editori che dietro al loro banco di libri vendevano entusiasmo, l’ambizione di condividere il proprio lavoro e quello dei loro autori, ho visto l’entusiasmo dei cuochi lucchesi nel loro spazio a ricordare la cultura del cibo. Quando sono uscito dopo tre ore di passeggio e di domande per soddisfare le mie curiosità, nella splendida cornice del Real Collegio, ho pensato che le istituzioni lucchesi, Comune e Fondazioni bancarie prima di tutte, non dovrebbero essere da meno dei privati che si sono messi le mani in tasca e del lavoro degli organizzatori senza santi in paradiso. Oltre 80 espositori, 10.000 presenze in due giorni. In Italia si celebra ogni anno a Roma la Fiera Nazionale della Piccola Editoria. Per Lucca, “Lucca Città di Carta” potrebbe diventare l’evoluzione di un appuntamento annuale di respiro nazionale proiettato in Europa. E’ un’occasione che il sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Lucca non dovrebbero perdere. (AB)


La redazione

La terza edizione del Festival Lucca Città di Carta, organizzato dall’associazione omonima in collaborazione con Nati per Scrivere e L’Ordinario, chiude il sipario superando se stessa: 9.953 infatti le presenze registrate nella due-giorni del 27 e 28 aprile al Real Collegio, duemila in più rispetto alla tre-giorni del 2022. L’appuntamento, adesso, è al prossimo anno, visto che la manifestazione diventerà annuale.

“Siamo ovviamente felicissimi di questo nuovo risultato in termini di presenze – spiegano la direttrice Romina Lombardi e il direttore dell’area editori Alessio Del Debbio a nome di tutto lo staff – vuol dire che il Festival continua a crescere da tutti i punti di vista ed è ciò su cui lavoriamo alacremente ogni volta per quasi un anno, ma ciò che ci renderà sempre più felici anche dei numeri sono l’entusiasmo del pubblico, le stanze piene di bambini che si divertono, le proposte originali degli editori presenti che contribuiscono in maniera importante all’arricchimento del nostro cartellone culturale, gli autori e gli ospiti che si prestano ad un dialogo reale con il pubblico e a vivere loro, per primi, il festival, gli artisti che apportano sempre quel qualcosa in più nella mente e nel cuore delle persone. Insomma, come ormai andiamo ripetendo dal 2020, quando abbiamo deciso di portare a Lucca un evento che mancava, la nostra idea di cultura è questa: la partecipazione reale, l’entusiasmo, l’avvicinare tutti ai libri, anche i non lettori e… la gentilezza, quel più che chiediamo a tutti coloro che collaborano con il Festival. La cultura è qualcosa che ci appartiene intrinsecamente in quanto esseri umani, non può essere pensata come elemento elitario o di nicchia.  Quando vedi in due giorni che molte persone rimangono per ore e ore all’interno del Festival, vivendolo e godendosi vari incontri, vuol dire che la direzione è corretta. Adesso ci aspettano tantissime altre sfide, tra cui l’annualità, i nuovi eventi collaterali e un coinvolgimento ancora maggiore delle scuole, degli enti pubblici e dei partner privati perché vorremmo in tutti i modi mantenere l’ingresso gratuito alla manifestazione, perché, a volte, la non partecipazione a eventi culturali è anche un problema economico per le persone”.