È il momento di dare più spazio alla Psicologia nel quotidiano

Durante le fasi più difficili dell’emergenza Covid-19 la Psicologia ha giocato un ruolo importante per molte persone: le cronache hanno parlato spesso dei servizi di ascolto gratuito avviati da gruppi di psicologi.

Proprio da questa premessa prende spunto una lettera inviata da David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), al sito web quotidianosanita.it. Si delinea un quadro nazionale in cui la Psicologia non trova lo spazio che dovrebbe avere, nella sanità pubblica, nella quotidianità; tanto che anche in una grave emergenza come quella che abbiamo vissuto, si sono rese necessarie vere azioni di volontariato per accogliere l’enorme richiesta di supporto della cittadinanza. Dai dati del CNOP si stima che 7 psicologi su 10 si siano attivati volontariamente.

Più Psicologia nella sanità

La lettera non si limita a descrivere la situazione attuale, con il 43% della popolazione colpito da problematiche di stress e ansia per l’emergenza e il 41% a rischio (dati dell’Istituto Piepoli). Il dott. Lazzari fa notare che la Psicologia, salvo rari casi, è praticamente assente da ambiti come la medicina di famiglia o i centri per anziani. Il suo messaggio prosegue con un appello affinché questa situazione cambi, in un momento in cui, spiega, l’enorme sofferenza può sfociare in problemi fisici e psichiatrici, conflittualità, drammi.

Leggendo l’intervento pubblicato da Quotidiano Sanità, mi colpisce in particolare il riferimento alla medicina di famiglia. Condivido profondamente questa riflessione.

Perché, oltre alla figura del medico di famiglia, non esiste anche lo psicologo di famiglia? Me lo domando da tempo. La salute mentale e quella fisica sono forse scollegate? Una moltitudine di studi scientifici accurati dimostra che non è affatto così. Sappiamo ad esempio che lo stress forte, protratto troppo a lungo, può indebolire le difese immunitarie. Le neuroscienze ci dimostrano quanto il cervello sia plastico, ossia cambi a seconda del nostro stile di vita: una fobia può essere superata, così come gravi forme di insicurezza e ansia. Disturbi che hanno pesanti conseguenze fisiche come l’anoressia e la bulimia hanno una forte componente di disagio psicologico all’origine.

Le problematiche trascurate possono esplodere

A seguito di alcuni fatti di cronaca drammatici, aggressioni, delitti, è capitato di ascoltare qualche conoscente o vicino di casa del colpevole fare affermazioni come “Sembrava una persona tranquilla, sempre gentile”. In quelle occasioni probabilmente un problema psicologico è stato sottovalutato, finché non si è aggravato fino alle estreme conseguenze. La presenza di uno psicologo di famiglia, che conosca ogni nucleo familiare con la sua storia e individui per tempo il disagio, curandolo, eviterebbe sicuramente tanti drammi.

Se questa considerazione e le precedenti non bastassero, soffermiamoci sulla definizione di “salute” data dall’OMS: “Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.

La psiche e l’aspetto sociale sono considerati parti integranti della salute. Speriamo che questa visione venga tradotta sempre più in pratica, anche nel nostro Paese.