Silvano Bussotti
OPINIONI - di Niclo Vitelli

E’ morto Sylvano Bussotti, compositore originale del ‘900

di NICLO VITELLI – Era nato a Firenze il 1 ottobre 1931, compositore e regista, artista poliedrico dalla pittura alla letteratura.

Si è spento a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno Sylvano Bussotti compositore tra i più importanti e originali del novecento, artista totale il cui percorso comincia con lo studio del violino al conservatorio di Firenze, con le frequentazioni di Luigi Dallapiccola.

Bussotti e costruisce e affina la sua sensibilità artistica anche grazie gli insegnamenti dello zio pittore Tono Zancanaro, del poeta Aldo Braibanti. Il suo percorso artistico è organico: compositore raffinato e importante rappresentante della musica moderna, scenografo, costumista e registra nel teatro musicale, nel balletto e nel cinema.  Costruisce il Bob il Bussottioperaballet, è un organizzatore di manifestazioni musicali, di spettacoli, di balletti, di mostre d’arte e di iniziative di grande respiro internazionale. E’ stato Direttore artistico del teatro La Fenice di Venezia e consulente e poi direttore artistico a Torre del Lago, accademico, docente di composizione e analisi alla Scuola di musica di Fiesole. Sarebbe lungo l’elenco delle varie attività di Bussotti.

La mia amicizia con lui è cominciata proprio con l’impegno a Torre del Lago nel 1978. Vorrei ricordare solo alcuni momenti particolarmente significativi dei nostri rapporti di amicizia. Le consuete cene alla Festa dell’Unità di Viareggio, o alla pensione Antonia o alla trattoria Genny o al ristorante Lombardi quando le opere sul lago erano terminate e dove assieme ai suoi  collaboratori e amici –  tra cui ricordo Rocco Quaglia, Stefano Piacenti, Lorenzo Ferrero- si discuteva di come era andata la manifestazione, delle cose che dovevano essere migliorate o cambiate, delle prospettive di quello che, staccandosi dalle vecchie stagioni liriche  cominciava a prendere le forme di Festival di Giacomo Puccini. Un suo compleanno alla villa di Genazzano Rara, ovvero Musa, Maestà, Ispirazione, ma forse il film omonimo interpretato assieme ai molti amici, collaboratori e vicini di casa. Bussotti era un grande regista di proiezioni con accompagnamento musicale di pianoforte, come avveniva per il cinema muto e con accompagnamenti sonori di voci, piccoli cori, strumenti o registrazioni dominate dal violino, che di Sylvano è stato il primissimo strumento armonioso.

La sua direzione e costruzione degli spettacoli a Torre del Lago, in un mare di problemi logistici, di strutture che mancavano, di risorse che non c’erano, con una battaglia scatenatagli contro dalle destre e da tutti coloro che volevano ritornare ad una dimensione casalinga e provinciale, era magistrale, altamente formativa, non solo per gli artisti sul palcoscenico, ma per tutti coloro che a vario titolo si trovavano in teatro.

A Firenze si stava proprio preparando una cinque giorni dedicata alla sua ampia produzione artistica che giustamente gli organizzatori hanno comunque deciso di tenere, dedicandola alla memoria di Bussotti. Avevo partecipato ad Agosto scorso a Torre del Lago alla presentazione del libro sull’arte di Sylvano Bussotti: una conversazione tra il Maestro Giorgio Battistelli, il critico e curatore Renzo Cresti, il ballerino e compagno di una vita Rocco Quaglia, l’esecuzione di due brani di Bussotti da parte di Paolo Carlini e l’opera realizzata, seduta stante, dal pittore Mauro Corbani.