Cronaca della Versilia, IN TOSCANA

ELEZIONI 2021 – Massarosa: intervista a Carlo Bigongiari

Una breve intervista elettorale al candidato in corsa per la carica di sindaco di Massarosa Carlo Bigongiari

Candidato, cosa l’ha spinta a correre per la carica di sindaco?

Massarosa è il mio comune, quello dove sono cresciuto e dove lavoro. Sono oltre 7 anni che manco dalla politica attiva: la Massarosa di oggi è molto diversa da come l’avevo lasciata: degrado, disagio sociale, paralisi delle attività amministrative, stop ad ogni iniziativa commerciale e imprenditoriale. Ho deciso di candidarmi perché ho sentito una forte spinta da parte della gente e delle forze politiche che mi sostengono: a Massarosa c’è bisogno di tornare alla normalità, e di fare futuro.

Al momento attuale, di cosa avrebbe bisogno secondo lei il Comune di Massarosa?

La prima cosa da fare è uscire dal dissesto e contemporaneamente riorganizzare la macchina comunale perché ricominci a erogare servizi ai cittadini. I dipendenti comunali, mai in numero così esiguo dal dopoguerra, sono sfiduciati e demotivati a causa di anni di politiche del personale sbagliate. Recuperare il rapporto con i dipendenti e quindi coi i cittadini è il primo passo. Subito dopo dovremmo puntare su lavoro, occupazione e sviluppo, tendendo una mano alle imprese. Solo portando lavoro alla nostra gente abbiamo la possibilità di creare ricchezza, anche per l’ente pubblico, e risollevare le sorti del nostro territorio.

Perché secondo lei i cittadini di Massarosa dovrebbero votare per lei?

Perché ricordano perfettamente la Massarosa di 12 anni fa, quando ero assessore col sindaco Larini. Ricordano le iniziative, gli eventi, il fermento che si respirava: ricordano una Massarosa viva, che cresceva e si sviluppava. Oggi, e da oltre 10 anni, è invece tutto fermo. Ma mi lasci dire: voteranno me anche perché è l’unico voto utile e sensato di questa tornata elettorale. Simona Barsotti rappresenta chi ci ha portato in questa situazione, la Massarosa delle tasse e dei tagli ai servizi, quella di Mungai, Rosi, Del Soldato, Simonetti e Brocchini. Coluccini ha dimostrato di non essere all’altezza e di aver peggiorato la situazione: il suo trincerarsi a palazzo senza aver alcun contatto coi cittadini e col personale ha portato ad una paralisi completa, che Massarosa non può permettersi. Chiara Sacchetti, come del resto Coluccini, non credo abbia i numeri per pensare di governare.

Quale sarebbe il primo provvedimento che lei in caso di vittoria metterebbe subito in atto?

Riorganizzazione della macchina comunale per ottimizzare le risorse, che sicuramente andranno potenziate con nuove assunzioni in funzione delle necessità e degli obiettivi del programma di mandato. Contemporaneamente dovremmo trovare una strada per uscire dalla situazione di dissesto. Non ci sarà da perdere neanche un minuto in tema di sviluppo del territorio: non a caso ho già definito chi sarà l’assessore al ramo, la dottoressa Chiara Serreli, per partire immediatamente a pensare allo sviluppo delle attività produttive presenti e al modo per attrarre a Massarosa nuovi insediamenti produttivi che portano lavoro. Tra le prime cose anche l’istruzione e i servizi scolastici: da troppo tempo Massarosa vive una situazione scolastica di disagio, nonostante il gran lavoro di dirigenti e insegnanti: basti pensare alla vicenda della scuola di Quiesa o agli asili nidi costruiti ma mai aperti.