Elezioni. A votare senza turarsi il naso

di CELESTINO CASULA – Scegliere con il voto coloro che sono più vicini o meno lontani dal proprio sentire è un diritto-dovere.

Notoriamente sono persona pacata e che predilige un sano confronto dialettico, a volte anche intenso e animato senza mai scendere nell’offesa personale o, peggio ancora nel turpiloquio. Mi sono dovuto mangiare il mangiabile ed anche oltre ascoltando una delle tante trasmissioni a sfondo politico dove sicuramente gli ospiti in studio e quelli collegati on line non sono scelti per l’eloquio forbito, un aplomb inappuntabile e una tranquillità esagerata.

Non ho mai inteso il confronto politico come demonizzazione dell’avversario, si noti bene “avversario” mai nemico. Orbene, da quando, finalmente, il Presidente Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento delle camere si è scatenato in alcune “case” politiche uno stolto crucifige ai danni di una gentile signora della politica Italiana.

Questo inconsulto e assurdo attacco ha la sua ragion d’essere nel terrore più assoluto, per alcuni gruppi politici ardirei a dire la certezza di non entrare nel nuovo Parlamento o, se entrassero, sarebbero numericamente insignificanti. E fin qui, pur non concependo tale livello di acrimonia, si potrebbe chiosare è la deriva di una politica che stenta a ritrovare se stessa…

No, non si può pensare che scadere sino a quei livelli sia ascrivibile alla politica “povera” di idee e rappresentatività: non è politica è rancore, paura, terrore di perdere certe prebende, certi “servizi”, certi status che per alcuni sono oramai irrinunciabili.

Mi è stato sempre insegnato che la politica la si deve interpretare come impegno civile verso i propri concittadini, per portare la voce di chi altrimenti non verrebbe ascoltato, nel massimo consesso nazionale. La politica come servizio, come strumento per cercare di migliorare o almeno mitigare le situazioni altrimenti difficili, essere per la gente tra la gente, ascoltando, meditando e proponendo possibili soluzioni, insomma darsi da fare perché il prossimo non sia solo l’invito ad un altro da incontrare ma il tuo orizzonte di intervento e di interesse.

Il 25 Settembre si deve andare a votare. E votare scegliendo coloro che sono più vicini o meno lontani dal proprio sentire, il voto è un diritto-dovere, esprimerlo validamente rappresenta un esercizio di democrazia vissuta, ragionata, capita.