l'editoriale - Toscana Today
CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli

ELEZIONI – Chiunque vinca non cambierà nulla

di ALDO BELLI – Non si tratta né di pessimismo né di qualunquismo, semplicemente la lezione di quanto ormai accade da anni in Italia.

18 capoluoghi di provincia, compresi Bologna, Milano, Roma, Torino e Napoli. 1.192 comuni. Le elezioni regionali in Calabria, e due seggi in ballo per la Camera dei deputati nei collegi di Siena e Roma-Primavalle. Sicuramente è sufficiente per considerare l’esito del voto di oggi un test politico nazionale. Se i dati dell’affluenza alle urne di ieri alle 23:00, il 41,65%, venissero confermati nella sostanza, sarebbe questo, però, il test più rilevante. Ma rilevante per chi?

Il problema di fondo irrisolto della vita politica italiana è che il Paese reale ormai da tempo viaggia lungo autostrade senza caselli di uscita in direzione della politica. Il primo esempio di partecipazione democratica, del resto, viene proprio dai partiti: trasformati nella loro negazione riducendoli a cenacoli intorno al capo. Poi dalle stesse Istituzioni democratiche: dai consigli comunali espropriati per legge dai poteri decisionali dell’Agorà fino al Parlamento, un po’ meno sordo ma pur sempre grigio come quello instaurato da Benito Mussolini, ridotto a bivacco alla mercé delle decisioni che vengono prese dai soliti cenacoli fuori da Palazzo Madama e da Piazza Montecitorio.

Questo scenario è il risultato paradossale, ma sociologicamente spiegabile, dell’incontro tra due correnti: l’opinione pubblica, l’elettorato, che non crede più nello Stato in cui vive, e lo Stato, ergo i cenacoli dei partiti, che sono ben lieti di non avere sul gozzo il termometro dell’opinione pubblica.

Comunque vada a finire nelle urne di oggi, dunque, una cosa è certa: non cambierà nulla per la vita concreta dei cittadini. E non si tratta di una dichiarazione di pessimismo cosmico, ma semplicemente della lezione che qualsiasi persona di buon senso può trarre da quanto ormai accade da decenni in Italia: nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento.