Elezioni per il sindaco di Viareggio 2026

Elezioni Viareggio. Comunque vada Giorgio ha vinto

di FORTESTOMACO –Dopo dieci anni di Del Ghingaro Sindaco, sul podio c’è già un vincitore: lui! Qualunque sia il suo ruolo futuro è stato ed è il vero mattatore.

Chi sono infatti gli attuali candidati a Sindaco?

Una imprenditrice con esperienze amministrative e istituzionali importanti, Marialina Marcucci: fu da lui chiamata, dieci anni or sono, a dirigere la più prestigiosa manifestazione della città, il Carnevale.  Tra i sostenitori di Mariolina si conta una parte di coloro che sono stati i suoi più pedissequi sostenitori fino ad ottobre dello scorso anno: il suo ex vice-sindaco Valter Alberici, il suo ex assessore ai lavori pubblici Federico Pierucci e la sua ex assessora alla cultura Sandra Mei. Poi c’è anche lo Zappelli ex capogruppo e megafono per anni e anni del civismo delghingariano. Dietro al sipario – suggeritrice, regista, scenografa, costumista, addetta alle luci e ai movimenti – la intramontabile ex senatrice Granaiola e, poi, ma non per finire, le venerande logge e loggette di un Oriente che è grande e come la Cina è sempre più vicino.

Un’altra candidata è, niente po’ po’ di meno, Federica Maineri ex sua Vicesindaca per un paio d’anni, attrice coadiuvante della segretaria regionale del Pd Bonafè nella rappresentazione Il Commissariamento e in quell’altra, a seguire, L’ espulsione dei reprobi, ovvero di tutto il vecchio gruppo dirigente del Pd di Viareggio e, di li a poco, attrice di primo piano per l’accordo con le liste civiche delghingariane. La Maineri, oggi, indossa però i pantaloni dell’alternativa (o meglio della vendetta tremenda vendetta), ha scelto l’onda che non si ferma mai salvo, come spesso succede anche a quelle più alticce, liquefarsi sugli scogli del molo. Ma ora è in campo con spese consistenti sostenute o da sostenere per il compenso all’agenzia della comunicazione, per le gigantografie attaccate e per tutta la promozione della sua immagine… Il suo Pd locale e versiliese è invece senza sede e continuerà a rimanerne privo… tanto a cosa serve?

Il Giorgione ha scelto poi la candidata in continuità della sua esperienza amministrativa, ovvero Sara Grilli che, badate bene, proviene proprio dalle fila del Pd: fu estromessa dopo che accettò di sostituire la Maineri-licenziata come assessora al sociale. Un vero capolavoro degno di un grande della politica odierna dove i partiti sono partiti e chi riesce a muoversi meglio interpretando la pancia rumorosa degli elettori è o diventa il Capo. Il culmine michelangiolesco della strategia del Giorgione è stato quello di far sostenere la Grilli anche da tutte le forze del centrodestra che però sono state costrette a seppellire i loro simboli identitari in luogo di una aggregazione civica: un vero e proprio capolavoro!

Non ci sono progetti né visioni alternative in campo e non potevano essercene: son tutti come i figli di Abramo infatti! Si sentono tanti buoni propositi: i cittadini devono contare, si farà con la partecipazione, d’accordo con la gente, interviste alla gente, tavoli di qui, tavoli di là trallallero lallero lallà…. Ma idee, progetti,  visioni manco l’ombra. Prendiamo il problema della via del mare o vialetto sopraelevato, o il vecchio asse di penetrazione o come dir si voglia: solo Paolo Annale e Antonella Serafini hanno detto cose chiare, precise, nette e alternative. Che spazio hanno trovato tra i candidati? E che fine farà la Serafini in quel cantiere malconcio? Sarà nella squadra di governo a fianco della Maineri? Farà la campagna elettorale per la Maineri? E Stefano Baccelli è una risorsa utilizzabile? Che ruolo avrà?

Vedere l’erba dalla parte delle radici: è il titolo di un bellissimo libro di Davide Lajolo. Come avevamo previsto osservando con attenzione la realtà, se una radice è piantata male e nasce storta non c’è possibilità che la pianta cresca dritta.  Il grande Gino, ciclista mondiale, lo diceva spesso: L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Per il cantiere del Pd si potrebbe suggerire proprio di ripartire da capo… ma oramai, purtroppo, il tempo è scaduto! Non è centrosinistra perché il centro se n’è ito da un’altra parte e di sinistra davvero c’è poco: tanta fuffa, Parole, parole parole come quelle della canzone di Mina ma idee, idee, idee davvero poche, poche, poche… E non sarà certo il sostegno di Avanti per l’Italia che cambierà le carte in tavola!  Le idee forse arriveranno durante la volata finale e solo allora capiremo se saranno frutto di una visione di città futura o promesse senza basi materiali e finanziarie, fatte tanto per catturare voti. Sempreché questo miracolo delle idee si materializzi!

Dì una cosa di sinistra! Così esortava Nanni Moretti: di sinistra è proprio quello che non si sente né si vede a Viareggio in vista delle elezioni amministrative prossime! Una alternativa al pattume di liste sovraccariche di rifiuti e di riciclandi o all’esperienza del civismo del Giorgione sarebbe stata quella di indicare i punti di rottura : strade nella pineta non se ne faranno mai; revisione del sistema concessorio comunale, fine dei privilegi; fine dei monopoli privati a vita nelle municipalizzate; pedonalizzazione di tutto il centro città ; crescita sociale, lotta alle diseguaglianze e alle povertà; dignità del lavoro e dei lavoratori (anche per quelli della Darsena, quelli che fanno le belle navi dei ricchi) riqualificazione dell’arredo urbano; riqualificazione dei quartieri..,,,

Ergo, non ci sarà in campo, visibile e concreto, un progetto alternativo né una coalizione realmente integra e unitaria. Se leggete i post degli aderenti alle ditte del cantiere potete avere chiara l’idea della Babele che c’è… e del poco amore che scorre nelle vene tra i così detti alleati!

A maggior ragione l’elettorato di sinistra sarà portato a ripiegare su quell’Annale con i simboli evocativi del Pci o a disertare le urne, salvo quel nucleo di zoccolo duro, sempre più esiguo però, visto che i partiti sono partiti, per dirla con Fulvio Diamanti. Una parte di quell’elettorato di orientamento moderato preferirà invece affidare il consenso ad una figura di forte impatto mediatico, con un prestigio maturato sul campo, con esperienza amministrativa di tutto rispetto (Assessora regionale alla cultura, Vice Presidente della Regione Toscana, Presidente per dieci anni della manifestazione più radicata in città come il Carnevale): Marialina Marcucci. Ma, ci chiediamo: se l’affluente principale è il Gruppo Marcucci non è che finirà per invadere il canal Burlamacca e portare l’acqua alla foce che desidera o che gli sarà più conveniente? Marialina dica che qualora dovesse diventare Sindaca il Gruppo di famiglia non lavorerà, ne aprirà pratiche nuove di nessun tipo a Viareggio, eccezion fatta per quelle che già ci sono e che, si badi bene, non son poca cosa.

Bel pasticcio quindi! Il club carbonaro piddino porta sulle spalle un bel carico di insipienza, di presupponenza: è, di fatto, una ridicola pastetta di giullari di corte, incapaci, propagandisti del niente, di un nuovismo inesistente e di proposte vaghe e generiche e a totale servizio delle ambizioni della Capessa.

Una destra delusa e amareggiata, contraria alla rinuncia dei simboli e al nascondino dietro un cosiddetto civismo di centrodestra potrebbe invece disertare le urne andando al mare come consiglia lo storico trombato Massimiliano Baldini . I delusi di Rifondazione potrebbero far una lista in appoggio ad Annale sempreché non decidano di andar sull’Aventino seguendo i colleghi di Potere al Popolo!

Grande confusione dopo che la politica ha smesso di svolgere il proprio ruolo abdicando e lasciando il campo libero ai Personaggi, ai capi indiscussi e alle combriccole locali, alle rappattumate di riciclati e riciclandi. Per Viareggio invece nell’immediato non ci sono ricette utili e spendibili se non quella dell’unica alternativa per ora in campo anche se non sarà in grado, nell’immediato, di competere con I sei personaggi in cerca d’autore (in effetti a Viareggio e a ben vedere sono molti, molti di più) – quella cioè di Annale e del Pci.

Al contrario, in campo, c’è l’esercito del Giorgione che si è riorganizzato ed è pronto a combattere. Si presenta con un journal des realisations assai cospicuo: cose visibili e realtà effettive non i soliti bla bla bla. Si può essere più o meno d’accordo ma tant’è! Cose fatte capo hanno! C’è un progetto comunque dietro: grandi eventi, spettacolarità, garanzie di stabilità per categorie economiche e sociali, omologazione diffusa. Insomma una ricetta un po’ autoritaria che si muove nel contesto di crisi odierna dei partiti e della politica ma, comunque, un progetto che parte da una conformazione visibile di quello che si è fatto e di quello che potrà continuare ad esser fatto senza fumose avventure nell’incognito della nebbia, della fuffa che regna intorno, compreso il caravanserraglio di Viareggio Mon Amour!

E tutto rigorosamente condito con gli aromi del personalismo, di una campagna elettorale fatta sui volti, sulle persone e non sui programmi, sulle scelte, sulle diverse traiettorie per il futuro. Non ci sarà un confronto ma sputacchi, offese, recriminazioni e posture da Battaglia del grano in salsa viareggina.

Quello che oggi offre il convento sono solo minestre riscaldate e un po’ puzzolenti: il vecchio che si ripresenta stabile e concreto; il nuovo che è fatto di vecchi riciclati e di recitatori di filastrocche fumose; una alternativa chiara – quella di Annale- che forse non potrà trasformarsi in numeri di governo ma potrebbe essere un importante viottolo per ricostruire un’alternativa negli anni prossimi.

A voi! Il Grande Spettacolo sta per cominciare davvero! Solo chi ha lo stomaco forte potrà seguire gli atti della commedia. Chi ha problemi di digestione o riflussi continui può tentare di farlo portandosi in tasca le bustine di Maalox o il digestivo Antonetto.