Emilio Giannelli maestro senese della satira

di GIUSEPPE RUDISI – “Premio Montale Fuori Casa”, all’Accademia Senese degli Intronati consegnato dal sindaco di Siena Luigi De Mossi.

E’ stato il Sindaco di Siena Luigi De Mossi a consegnare per la sezione “Satura” il Premio Montale Fuori di Casa a Emilio Giannelli il noto vignettista della prima pagina del Corriere della Sera che della città di Siena è uno dei cittadini più illustri e stimati. La cerimonia si è svolta nella prestigiosa sede dell’Accademia Senese degli Intronati ed è stata aperta da Roberto Barzanti che ne è il presidente.

La Presidente del Premio Montale Adriana Beverini ha così motivato il prestigioso riconoscimento al Giannelli: “…Era da tanto che volevamo portare il Premio Montale fuori di casa qui a Siena, in questa splendida città alla quale Montale ha dedicato tre poesie che hanno come tema portante il vostro famoso Palio e al centro la donna della sua vita; Irma Brandeis. “Palio” scritta nel 1939, ha dei versi famosissimi:

“…Dalla torre
cade un suono di bronzo: la sfilata
prosegue fra i tamburi che ribattono
a gloria di contrade.
È strano: tu
che guardi la sommossa vastità,
i mattoni incupiti, la malcerta
mongolfiera di carta che si spicca
dai fantasmi animati sul quadrante
dell’immenso orologio, l’arpeggiante
volteggio degli sciami e lo stupore
che invade la conchiglia
del Campo,…..“

Perché abbinare Eugenio Montale a un grande disegnatore satirico come Emilio Giannelli è presto detto: “…la spiegazione sta tutta nel titolo della nuova sezione del nostro Premio: “Satura” che fu quello che Montale diede ad una sua raccolta di poesie pubblicate nel 1971 che racchiude gli scritti composti tra il 1962 e il 1970, dopo anni trascorsi dedicandosi alla professione di giornalista al Corriere della Sera, come Giannelli.

Negli interventi del Sindaco, del Barzanti è stato sottolineato quanto il Giannelli vignettista del Corriere della Sera autore dal 1991 e quindi autore di oltre 11000 vignette non possa prescindere dalla sua senesità che a detta del Sindaco De Mossi: “Giannelli è sempre stato un uomo di grande livello professionale e per noi senesi ha una dote che ci piace molto: è un uomo riservato e allo stesso tempo ha la misura della città e questo non è cosa da poco.”

Giannelli a Siena è un’istituzione; tutti lo conoscono e lo ammirano ed è senza dubbio una delle più belle e significative figure che Siena ha espresso nei due secoli da lui attraversati.

Lo è per tanti motivi: Liceale al Piccolomini e laurea in giurisprudenza nell’ateneo cittadino, lo è soprattutto per il suo legame con il Palio: contradaiolo da generazioni del Drago, fratello di un Priore sempre del Drago, ha avuto l’onore di disegnare il Drappellone del 2018 che poi è stato conquistato proprio la sua contrada e da allora può essere ammirato nel Museo del Drago stesso.

Con il Drappellone disegnato e non dipinto in coerenza con il suo stile è riuscito a far sorridere i suoi concittadini. Per chi lo guarda sembra un foglio di carta riempito dai visi di centinaia di persone. Ognuna con una propria mimica mentre nella conchiglia di piazza del Campo assiste alla competizione. Qualcuno lo ha definito un “cocktail di umanità”. C’è tutto quello che può accadere durante la corsa, c’è anche lui con un autoritratto che lo vede spettatore insieme a tutti gli altri contradaioli raffigurati.

Durante gli studi universitari è stato un Goliardo e nel 1960 è stato Principe delle Ferie Matricularum, la goliardia con la sua tradizione e i suoi riti a Siena non si è mai fermata come in altri atenei italiani. Non può sorprendere che tra e il vignettista Giannelli e il goliardo Principe Giannelli esista un file rouge molto lineare.

(Dal Corriere della Sera g.c. dell’autore)

Il Premio Montale Fuori di Casa è conferito al Giannelli per la sua attività di disegnatore satirico che dura da più di 60 anni ma soprattutto per i suoi 31 anni (dal 1991) passati al Corriere della Sera:

Fin da bambino mi sono sempre divertito a fare i disegni e soprattutto le caricature. Ma l’inizio di una vera e propria attività di satira politica risale solo alla fine degli anni 70, con il Satyricon di Repubblica, paginone inventato forse da Forattini in cui si raccoglievano le vignette dei satirici dilettanti d’Italia. Quando Ugo Stille del Corriere mi ha proposto la prima pagina del corriere non ho potuto dire di no: mai prima di allora, quel giornale aveva messo una vignetta in prima pagina.”

Una regola che si è dato è che le vignette nascono con l’avvenimento, non gli piace fare vignette che hanno di mira solo il personaggio, questo deve essere inquadrato nell’avvenimento, la critica è sempre mirata a un comportamento e a un avvenimento mai alla persona.

Le vignette quotidiane esclusi gli ultimi anni sono state raccolte in volumi monografici pubblicati da case editrici, basta il titolo e la copertina per descrivere ciò che è successo in Italia e nel mondo nel periodo considerato. Citarli tutti è impossibile tanto per fare degli esempi:

Giocondo (2006): esilarante bestiario nel quale l’estro caricaturale di Giannelli trasfigura personaggi e situazioni facendoci ridere delle peggiori malefatte che affliggono il Belpaese,

Berlusk amen (2011): “Per la vitalità della satira è molto meglio che le lamentele siano superiori ai complimenti. Se questi sono troppi vuol dire che la satira è sterile.”  Quando disegna, non parte mai dal rancore verso qualcuno: “Chi fa satira deve sempre ironizzare sui fatti e su quello che le persone rappresentano all’interno dei fatti stessi. Prendere di mira qualcuno estraniandolo da un contesto non ha alcun senso”.

La banda larga (2010): Sbeffeggia quotidianamente i protagonisti della politica ma si dichiara ormai “saturo più che satirico: mi hanno deluso tutti.” Uno solo non si stancherebbe mai di ritrarre… “Se silvio si ritirasse dalla politica, disegnerei un foglio bianco e mi metterei a lutto.”

Il re sola (2004): poter ridere dei potenti e degli intoccabili è sempre stata un importante conquista di chi il potere lo subisce.

Bushetto (2003) E’ una sorta di cronaca alternativa che pur deformando parodisticamente la realtà non ne travisa la sostanza. Le vignette sono sferzanti ma non cattive perché raffigurano, sì, ciascun personaggio, nel contempo lo rendono più umano e comprensibile tanto e vero che i politici presi di mira hanno incassato le sue frecciate senza protestare troppo e senza mai querelarlo.

Ricchi Ricucci e company (2005)Io cerco di fare una satira libera, scevra da pregiudizi e comprensibile e di colpire i personaggi senza però nessun rancore o risentimento.”

Il Pavone Democratico (2016)L’uomo è un animale politico e nella metafora satirica Renzi è un vero pavone, un pavone democratico che ha messo le zampe sul partito e non finisce mai di fare la ruota. Per lui l’inverno sembra lontano ed è una ruota continua. E’ una ruota della fortuna’ Per lui e i suoi amici sicuramente, ma per gli italiani?

Emilio Giannelli con il nostro Giuseppe Rudisi