F. DEI MARMI – Processione Sant’Ermete: io c’ero

Venerdì 26 agosto lungo le vie del centro si è svolta la rituale processione di Sant’Ermete. Io ero parte di quella processione

L’appuntamento è stato davanti al Municipio di Forte dei Marmi. Insieme a me, che sono arrivato con un briciolo di ritardo causa caffè per tirarsi su, erano presenti tante figure. Si parte dalle figure folkloristiche dei partecipanti ai cortei del Palio dei Micci, le singole contrade. Poi si passa alla banda del paese, che ha fatto un poco a cazzotti, durante il corteo, con i tamburini e i trombettieri delle contrade. Si arrivava poi alle figure istituzionali delle Forze dell’Ordine, e le rappresentanze dei comuni della Versilia. Tra cui Camaiore, Seravezza, Pietrasanta e tutti gli altri. E poi si è arrivati a noi , alla Misericordia vestiti di nero e della parte religiosa di tutto l’evento.

Ebbene si: ho fatto parte del corteo religioso come tunicato di bianco con la cappa rossa e ho sfilato davanti a tutto il pubblico di turisti e di cittadini. Che hanno lasciato spazio a tutti noi che abbiamo voluto ringraziare, sotto un certo aspetto, per la stagione estiva che si è svolta. E che hanno ripreso con i loro cellulari tutto lo svolgimento del corteo.

Spero che chi legga questo testo non pensi a me come un esibizionista. Ma come qualcuno che vuole raccontare la processione avendo sfilato tra i suoi componenti. Come un membro della comunità cittadina che offre il suo supporto fisico a dei rituali che per il momento non vengono dimenticati. Ma lo stesso devono essere nutriti di presenza e di valore. Perché a parte un bambino di pochi anni che ha sfilato davanti a me, il resto dei confratelli alza molto l’asticella dell’età media. E questo, per la sopravvivenza dei rituali, è sempre un campanello d’allarme.

Non posso dimenticare la coordinazione e il controllo del deus ex machina di tutte le manifestazioni pubbliche del territorio, il grande Renato. Che come tutte le occasioni da diversi anni a questa parte ha sempre reso il suo spontaneo servizio di controllore attento e scrupoloso. Che ha incolonnato me, i miei confratelli e tutti gli altri soggetti senza per forza aver strillato o essendosi arrabbiato.

Tutto si è svolto nel migliore dei modi. Il corteo ha sfilato per le strade e ha trovato tappa finale nella chiesa di Sant’Ermete. Dove tutti gli stendardi comunali e contradaioli hanno potuto rendere grazie al crocifisso dell’altare. Per concludere la serata, la premiazione del Palio dei Bagni, con i vincitori. E quasi mi stavo dimenticando la statua di Sant’Ermete, che è stata portata in spalla da un gruppo di bagnini portantini. Quasi a simboleggiare il rispetto dei lavoratori del mare verso il santo patrono, quasi a dire copatrono insieme a San Francesco a Vittoria Apuana, durante la stagione estiva.

Una preghiera ha chiuso tutte le celebrazioni. Una preghiera del sacerdote celebrante del corteo, dall’altare della chiesa. Mentre io e i miei confratelli, come è consuetudine, stavamo grondando di sudore per il caldo, nonostante non fossimo vestiti sotto le tuniche in maniera pesante. Fino a quando siamo stati all’aria aperta, nulla di difficoltoso. È stato il momento della fine del corteo in chiesa, al chiuso, che ha accelerato la sudorazione. Ma mal di poco: per il proprio paese qualche goccia di sudore la si può sopportare. Per mantenere viva una tradizione che altrimenti si spegnerebbe, lo si può anche fare…