WARD-GOODWAY: «LO SGUARDO ANARCHICO»
OPINIONI, POST - di Andrea Appetito

Fare bene il proprio mestiere è rivoluzionario

di ANDREA APPETITO – Lo sguardo anarchico di Colin Ward con David Goodway, la dialettica tra sapere e potere come morale della libertà.

Nella rivista Gli Asini, nel numero 90-91 si legge:

“Nel suo intervento al celebre convegno sulla “Dialettica della liberazione”, prendendo probabilmente in contropiede molti dei giovani arrabbiati, hipster e radicali che nel 1967 si erano dati appuntamento a Londra nella speranza che lui, Laing, Cooper, Marcuse, Bateson, Ginsberg e altri guru del movimento controculturale indicassero la via per la “rivoluzione”, Paul Goodman concluse il suo intervento con un inaspettato elogio delle professioni.

Fare bene il proprio mestiere – di insegnante, ingegnere, assistente sociale, psicologo, medico, operatore o funzionario pubblico, artigiano o imprenditore – questa la tesi del filosofo americano, porta inevitabilmente a scontrarsi con squilibri, conflitti, oppressioni che sono sempre, anche, di matrice politica: “… quando la società funziona male, e oggi tutte le società più importanti funzionano male, essere un professionista autentico, o tentare di esserlo, è un fatto in sé stesso rivoluzionario. Esso induce immediatamente in conflitto un’istituzione, e poiché esse sono strettamente collegate l’una all’altra, il conflitto di una si tramuta in contraddizione generale”.


La recensione di Francesco Masala dell’intervista/conversazione fra Colin Ward e David Goodway