di ALDO BELLI – Un “non bando” pubblico è stato emesso per assegnare l’incarico di Ufficio Stampa, emesso il 17 agosto sorto l’ombrellone
Adesso – penseranno i Potenti – non ci scoccerà più nessuno per l’ufficio stampa della Fondazione, abbiamo emesso un bando pubblico. Una burla carnevalesca, se non si trattasse di una cosa seria. In verità, l’ennesima cialtronata viareggina. Per di più scritta male e illegittima. Purtroppo, non è solo folclore: c’è un filo conduttore che attraversa gli ultimi trent’anni passando da sindaci bianchi rossi e verdi che continua a dipanarsi nel generale silenzio politico. Ed io diffido sempre del silenzio politico, l’unanimità si avvicina molto alle “camarille” come le chiamava Enrico Berlinguer parlando della degenerazione morale della politica e della vita pubblica.
Zitti zitti, quatti quatti
La Fondazione emette il 17 agosto scorso un “Avviso pubblico per la manifestazione d’interesse” (si chiama così) per assegnare l’incarico dell’ufficio stampa (notoriamente ricoperto fino ad oggi attraverso proroghe di proroghe contrattuali in barba alla trasparenza amministrativa di un ente pubblico). Per due-tre anni proroghe. E improvvisamente si svegliano la settimana di Ferragosto (non escludo avendo a mente l’affondo di Toscana Today sui privilegi dei Potenti esenti da bandi pubblici a Viareggio) . Mi domando chi durante la settimana di Ferragosto pensi o stia dietro alla pubblicazione di bandi e appalti. Aggiungo: tutti gli uffici stampa nazionali durante il mese di agosto sono impegnati nella miriade di eventi dell’estate italiana.
Il termine per la presentazione – ciò non bastasse – della manifestazione d’interesse viene fissato per il 2 settembre. Quindici giorni per “per favorire la partecipazione e la consultazione del maggior numero di Operatori Economici nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza” – si legge. Sui principi di “discriminazione” verrò più avanti. Intanto rimaniamo sulla trasparenza.
Il Festival Pucciniano a settembre è finito, non esiste alcun motivo di fretta: perché limitare a 15 giorni la selezione del meglio che la piazza italiana potrebbe offrire? Ovviamente, questa domanda ha un senso se conveniamo sul punto che la lirica di Torre del Lago meriterebbe un ufficio stampa nazionale e non di una segretaria dietro la scrivania. Senza offesa per nessuno, ma il vero ufficio stampa è quello che alza il telefono a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi giorno dell’anno e dall’altra parte risponde sempre il capo della redazione spettacolo de Il Corriere della Sera piuttosto che… E pubblica gli articoli in pagina nazionale. Insomma, come per la marmellata anche nella comunicazione esiste la serie A e la sottomarca, che rimane pur sempre commestibile ma si confonde con mille altre.
E’ notorio che l’attività di comunicazione viene svolta da un giornalista, obbligatoriamente iscritto all’Ordine dei Giornalisti per poter prestare la propria attività a favore di un ente pubblico. Il giornalista è un libero professionista (non è un’impresa, anche se può svolgere attività nel contesto di una società). Alla “manifestazione d’interesse” pubblicata dalla Fondazione Festival Pucciniano – chissà perché, può partecipare solo chi possiede “l’iscrizione al registro delle imprese presso la CCIAA.”. Per capirci, con un esempio: io sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti da trent’anni ma non posso partecipare alla “manifestazione d’interesse”, perché ovviamente non sono (non posso essere) iscritto al Registro delle Imprese, essendo un libero professionista (iscritto ad un ordine sotto la vigilanza dello Stato Italiano).
Altro che discriminazione! Un “bando pubblico” che non riconosce le prerogative dell’ordine dei giornalisti è contrario alla legge. Oppure: io partecipo alla “manifestazione d’interesse” con il mio curriculum professionale nel settore, diciamo senza infamia e senza lode almeno quanto quello di un altro partecipante, il quale tuttavia ha un’anzianità professionale di 2 anni. E’ ovvio che io possieda qualche requisito in più. Ma il problema è superato. Sapete perché?
La “manifestazione d’interesse” rappresenta solo una forma di “indagine di mercato” in quanto i Potenti poi possono scegliere chi vogliono a loro insindacabile giudizio. Per dare trasparenza alla norma, quindi, accade che vengano stabiliti dei criteri di valutazione – al momento dell’emissione della “manifestazione d’interesse” – affinché sia garantita la trasparenza e la motivazione dell’affidamento dell’ufficio stampa. Sarebbe inutile aggiungere, che nell’Avviso della Fondazione Festival Pucciniano non esiste alcun criterio di valutazione.
I soliti Potenti decideranno come se fosse casa propria
Giacomo Puccini, se ricordo bene, non nutriva particolare simpatia nei confronti della Monarchia. Permane la difficoltà di reperire le fonti della sua affiliazione massonica, un recente libro proveniente da Parigi contiene una testimonianza orale attendibile che lo confermerebbe. Tuttavia, non divenne Puccini e tale rimase fino alla morte né per volontà del re né per il grembiule che talvolta indossava, ma perché il suo “potere” gli derivava dalla sua “caratura personale”. Sono convinto che da molti anni si rigiri nella tomba, là di fronte al suo lago che tutto ingoia nella complicità più generale delle “camarille” del potere.
(PS: ho scritto in una busta chi sarà il destinatario della gara burlesca per l’ufficio stampa della Fondazione Festival Pucciniano, e sigillata l’ho consegnata ad un notaio di fiducia. Così come si trova, è pronta per essere consegnata a settembre al Procuratore della Repubblica di Lucca. Dopo di che… La mia coscienza è a posto, magari perdente ma onesta e pulita).
(PS2: a scanso di equivoci, l’esempio sopra riportato sui miei trent’anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, tale è poiché non avrei avuto alcuna intenzione di partecipare alla “Manifestazione d’interesse” tranne che per acquisire il diritto di poter avere visione degli atti dell’assegnazione, e renderli pubblici).
Aldo Belli giornalista.
