di ALDO BELLI – Alberto Veronesi presidente-direttore artistico organizza eventi a nome della Fondazione e poi dirige come privato
Savonlinna è una città finlandese di circa trentamila abitanti, si affaccia sul lago Saimaa, il più grande del Paese, le sue origini risalgono alla seconda metà del 1400 con la costruzione del castello sulle sponde del fiume Kyrönsalmi. Nella cornice del Castello Olavinlinna nel luglio 2018 risuonarono le musiche di Giacomo Puccini, da cento anni lì si celebra uno dei festival più raffinati e importanti d’Europa. Plauso, quindi, alla trasferta organizzata dal Festival Pucciniano di Torre del Lago.
Il bello di un evento rimane nel tempo, anche quando una macchia s’insinua tra le pieghe. Se Savonlinna ritorna su queste pagine a distanza di tempo è perché il tempo trascorso ha lasciato nell’oblio quella macchia.
La macchia della quale parlo poco sarebbe se non fosse il timbro di una consuetudine che da vent’anni disturba il sonno di Giacomo Puccini nell’eterno riposo sulle rive del lago di Massaciuccoli: l’uso del Festival Pucciniano come agenzia di collocamento personale del suo dominus, Alberto Veronesi allora presidente e direttore artistico ed oggi direttore musicale del Festival. Non è diffamazione: lo sarebbe se coloro che sono stati incaricati di gestire il pubblico denaro, dal sindaco di Viareggio, non avessero omesso al dovere di rispondere alle domande poste pubblicamente nel 2018: “Festival Pucciniano in Finlandia: Veronesi dirige gratis?” (28 agosto 2018), “Pucciniano: assessore Mei, interessi privati sì o no?” (31 agosto 2018). Continuo a pensare che uno dei mali dell’Italia sia l’impunità: badate bene, impunità non è solo il commettere reati senza essere puniti, ma anche la presunzione dei comuni mortali che si sentono beneficiati da un’investitura divina e per questo autorizzati a disprezzare il dovere fondamentale di rispondere trattandosi di denaro non loro ma di tutti i cittadini e contribuenti italiani.
Savonlinna, dunque, è solo una dei tanti. E se ci fosse stata una risposta, non saremmo qui a riparlarne. La Fondazione Festival Pucciniano, della quale nel 2018 Veronesi è presidente-direttore artistico, organizza una trasferta in Finlandia, dove viene rappresentata “Turandot” con Amadi Lagha nella parte del principe Calaf e Zvetelina Vassileva in quella della principessa di gelo, Lana Kos è la schiava Liù. Orchestra e coro del Festival Pucciniano. Dirige il presidente-direttore artistico della Fondazione Festival Pucciniano Alberto Veronesi.
La domanda era e rimane semplice: Alberto Veronesi che nella sua qualità di presidente – nonché direttore artistico – della Fondazione Festival Pucciniano organizza la rappresentazione di un’opera a Savonlinna nella quale viene contrattualizzato egli stesso per dirigerla. Vi pare normale? intendo dire. E questa è la domanda alla quale nessuno ha mai risposto: Alberto Veronesi fu pagato dal Festival di Savonlinna per la sua direzione d’orchestra organizzata dalla Fondazione Festival Pucciniano? E se sì, con il consenso o a conoscenza della Fondazione?
Presidente di una Fondazione che vive dei contributi pubblici e contemporaneamente direttore artistico della stessa Fondazione – non esiste uguale in tutto il pianeta – e direttore d’orchestra come privato nelle manifestazioni organizzate dalla Fondazione da lui presieduta. Per l’assessore alla Cultura della Regione Toscana non c’è niente di anormale, per il sindaco e l’assessore alla Cultura di Viareggio neppure, e neppure per la Procura della Repubblica di Lucca che non ha mai dato corso agli esposti che giacciono in un fascicolo. Ne prendo atto, ovviamente, Ma io continuo a pensare che normale non è. Sempre che Alberto Veronesi avvalendosi del suo biglietto da visita di presidente del consiglio di amministrazione-direttore artistico della Fondazione Festival Pucciniano non faccia beneficienza quando dirige fuori dal Gran Teatro di Torre del Lago, a Savonlinna come ad Arezzo come al Foro Italico.
No, non ce l’abbiamo con il signor Alberto Veronesi, io non canto e non suono, il problema è che le macchie senza risposta come quella di Savonlinna illuminano un metodo di gestione dei soldi dei cittadini e dei contribuenti italiani che alle persone per bene non piace. E non mi piace neppure che il nome del Maestro Giacomo Puccini debba risuonare al Festival che porta il suo nome, macchiato da ombre che aleggiano perennemente indisturbate sul lago; e sulla memoria di coloro che con passione e sacrificio, con il solo interesse per la musica, fondarono e resero grande e famoso nel mondo il Festival Pucciniano: ai quali dedico questo articolo, onorato di averli avuti amici.
Aldo Belli giornalista.
