di ALDO BELLI – Pubblicata in data 15 ottobre la determina per la gara ristretta, ne rimarrebbero due ma uno non ha ricevuto comunicazione
Come volevasi prevedere. La gestione familiare al Festival Pucciniano è dura a crepare. Intendo dire la logica di gestire l’immagine di un festival internazionale che porta il nome di uno dei più grandi compositori del Novecento guardando al piccolo orto anziché alla grande professionalità.
La determina approvata dalla Fondazione, infatti, informa che sono pervenute 15 domande di partecipazione all’affidamento dell’Ufficio Stampa, delle quale 2 escluse per mancanza dei requisiti. Quali siano le due domande escluse non lo sappiamo: posso solo dire che io – essendo uno dei partecipanti alla selezione pubblica per poter acquisire il diritto di accesso agli atti secondo legge – ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione, e dal 15 ottobre è trascorso quasi un mese, per cui i casi sono due, o non rientro tra gli esclusi oppure si vuole tenere nascosto chi sono gli esclusi per non rendere pubbliche le motivazioni (ricordo che l’esclusione da una selezione pubblica per la Fondazione deve essere motivata).
L’aspetto macroscopico che emerge dalla determina (che pubblichiamo per intero) è che l’Ufficio Stampa sarà assegnato non già a chi possiede un curriculum professionale più importante per promuovere il Festival Pucciniano, bensì: “la procedura verrà aggiudicata mediante criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”. Il che significa che a Torre del Lago e in Piazza Grande non è la qualità della “promozione del Festival e di Puccini” e dei soggetti professionali che conta, ma lo stesso criterio che si adotta per una fornitura di mele.
Il nome di Puccini, di Torre del Lago e di Viareggio va al miglior offerente e non a chi è più bravo e con un nome riconosciuto a livello nazionale – poiché sicuramente alla selezione hanno partecipato anche nomi di agenzie di rilievo nazionale e forse internazionale che difficilmente assumono un incarico per una promozione mondiale a 64.000 euro.Gestire il nome di Puccini come se fossimo in famiglia, anziché una Fondazione che vive nel mondo non è vietato dalla legge, contravviene però al buon senso e alla migliore amministrazione. O forse, contravviene anche alla legge?
Una sintetica aggiunta: ma la selezione approvata con l’urgenza di Ferragosto non era già un “Avviso di manifestazione per la partecipazione….” e se sono state presentate 15 o 13 domande non si doveva semplicemente procedere all’esame delle stesse?
Aldo Belli giornalista.
