di ALDO BELLI (prima parte) – Miliardi rubati dallo Stato agli italiani, 10.000 posti di lavoro persi, e gli azionisti incassano 16 miliardi.
Le vicende di queste settimane hanno riportato alla cronaca quello che appariva ormai un residuo del passato consegnato all’armadio senza fondo dei ricordi perduti.
Elly Schlein si è precipitata allo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, davanti all’ingresso 1, per dare la solidarietà del Partito Democratico ai lavoratori nel giorno in cui l’azienda ha inviato le lettere di licenziamento per esubero a 97 dipendenti. C’è anche un alberello di Natale addobbato con i nomi dei licenziati. “Vogliamo serietà e chiarezza per queste famiglie” ha dichiarato Elly. E la segreteria del PD che “i licenziamenti sono “inaccettabili. In questo Paese non possiamo perdere un settore che è fondamentale come quello dell’auto”.
La Prima Repubblica era fondata sui partiti, i partiti costituiscono la memoria della responsabilità, nella storia spesso scontano i peccati anche a distanza di decenni. Si pensi al Partito Socialista Italiano o alla Democrazia Cristiana.
La Seconda Repubblica è stata costruita sull’oblio. L’organizzazione della democrazia fondata sui leader, dove a decidere sono tre persone, è una specie di volatile monarchia, ciascuno dei monarchi di turno rivendica la propria verginità pur avendo banchettato allo stesso tavolo di chi l’ha preceduto: e nessuno dirà mai “il re è nudo” come nella celebra fiaba di Andersen, chi lo afferma viene oscurato, perché ormai le traiettorie della rivoluzione di Mani Pulite si sono definitivamente incontrate saldando il Potere e la Grande Informazione.
Diventa così naturale, in Italia, che si riparli oggi della Fiat proclamando candidamente che “in questo Paese non possiamo perdere un settore fondamentale come quello dell’auto”, dimenticando che la Fiat è emigrata negli Stati Uniti nel silenzio del potere politico. Oggi i coccodrilli piangono, tutti smemorati.
E’ uscito recentemente l’ultimo libro della giornalista americana Jennifer Clark, “L’Ultima dinastia” (edizioni Solferino). Merita leggerlo.
La Fabbrica Italiana Automobili Torino rappresenta fin dalla sua nascita (l’11 luglio 1899) un pezzo imprescindibile della storia d’Italia. Una dinastia che ha determinato il costume degli italiani, la ricostruzione del dopoguerra, le lotte operaie e sindacali, e rimane anche l’esempio più illuminante dell’anomalia italiana nel panorama occidentale: quella di un capitalismo integrato nel welfare, maldestramente sovvenzionato dallo Stato (interi stabilimenti al Sud sono stati costruiti con risorse di Stato, Melfi, Termini Imerese). Anche se non è il solo esempio: negli Stati Uniti la Lehman Brothers è stata dichiarata fallita, in Italia il fallimento del Monte dei Paschi di Siena l’hanno pagato i cittadini italiani con le loro tasche. Tra il 1990 e il 2019 su poco più di 10 miliardi di investimenti dichiarati dalla Fiat, 4 miliardi di euro li ha pagati lo Stato.
E’ il 20 aprile 2008, il presidente Obama annuncia “che Chrysler e Fiat hanno raggiunto un accordo di partnership che ha grandi possibilità di successo” e che potrà salvare 30.000 posti di lavoro alla Chrysler. Ma aggiunse anche: “Ogni centesimo di denaro dei contribuenti verrà ripagato prima che la Fiat possa accedere al controllo dell’azienda”. Scrive Jennifer Clark: “Con il peggiorare della crisi, il governo degli Stati Uniti prese in considerazione l’ipotesi di lasciar fallire la più piccola delle aziende automobilistiche, ma il presidente Barak Obama voleva evitare che si creasse ulteriore disoccupazione e intimò alla Chrysler di trovare un socio”.
In Italia dal 17 maggio 2006 al 6 maggio 2008 c’è il Governo Prodi II, vicepresidenti del Consiglio dei ministri Massimo D’Alema e Francesco Rutelli; poi subentra Governo Berlusconi IV dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 (coalizione politica: PdL, Lega Nord e MpA); quindi il Governo Monti dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013. La XVII Legislatura che va dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018, è tutta di centrosinistra: Letta, Renzi Gentiloni. Poi arriveranno i Governo Conte I e II.
Il 12 ottobre 2014 dalla fusione di Fiat e Chrysler nasce Fiat Chrysler Automobiles (FCA), con sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale a Londra. L’ineguagliabile Milena Gabanelli, con Rita Querzé, il 24 giugno scorso fanno due conti: “da ottobre 2016 a gennaio 2024 sono stati versati, prima a FCA e poi a Stellantis, aiuti per 100 milioni di euro… in nove anni fra cassa integrazione, agevolazioni per assunzioni e contratti di espansione, abbiamo sborsato di tasca nostra quasi 887 milioni”.
Ciò nonostante, la Fiat è emigra negli Stati Uniti e di quello che rimane in Italia e i 52.740 lavoratori negli stabilimenti italiani rimasti nel 2021, a fine 2023 scendono a 42.700: quindi, persi in tre anni 10 mila posti di lavoro e l’emorragia continua: secondo la Fim ci sono altri 3.000 esuberi.
100 milioni di euro dalla tasche dei cittadini italiani. La compagna Elly questo però non l’ha detto ai lavoratori di Pomigliano d’Arco, tantomeno che la famiglia Agnelli attraverso Exor (14,9%), lo Stato francese (6,4%) e la famiglia Peugeot (7,1%) dal gennaio 2021 al maggio 2024 hanno ricevuto da Stellantis 16,4 miliardi di euro di dividendi, di cui 2,7 sono andati nella holding di John Elkann ad Amsterdam. Grande Milena!
“L’ultima dinastia”. “Gianni morì con la preoccupazione che la famiglia perdesse il controllo della Fiat” scrive Jennifer Clark. “Disperato, solo pochi mesi prima che della fine aveva confidato a un parente: Quando penso a cosa la Fiat rappresenta per questa città e questo Paese, e se penso che un giorno non ci sarà più, non riesco a sopportare di continuare a vivere qui“.
Jennifer Clark dedica una parte, in molti passaggi inedita, alla guerra del testamento: “Margherita era fuori di sé per la rabbia e la frustrazione… Non si capisce perché con me che sono sua figlia è calato un silenzio di tomba sui soldi di papà“. Margherita si è rivolta ad “un amico di vecchia data, Emanuele Gamma, che conosceva fin dall’infanzia e che lavorava come avvocato presso lo studio Chiomenti di Milano… Gamma ascoltò, ben consapevole del fatto che il presunto patrimonio offshore di Gianni era una bomba a orologeria che andava disinnescata con grande cautela”.
“Ricostruire esattamente quando denaro pubblico è stato dato alla Fiat e a fronte di quali impegni è impossibile” dice Milena Gabanelli.
Reuters, 24 maggio 2011 11.39 pm
Di Ben Klayman. STERLING HEIGHTS, Michigan (Reuters) – Martedì la Chrysler Group LLC ha rimborsato 7,6 miliardi di dollari di prestiti concessi dai governi statunitense e canadese nell’ambito del salvataggio del 2009, una mossa che consente alla casa automobilistica statunitense di prendere le distanze da un salvataggio impopolare e di rafforzare i suoi legami con la casa automobilistica italiana Fiat Spa. In uno stabilimento di assemblaggio nella periferia di Detroit, dove la Chrysler costruisce le auto Chrysler 200 e Dodge Avenger, centinaia di lavoratori della Chrysler hanno celebrato l’evento sfoggiando spille rosse, bianche e blu con la scritta: “Pagato. 24 maggio 2011”.
continua…

Aldo Belli giornalista.
