Flash mob contro le bugie dei vaccini

di BEATRICE BARDELLI – I Comitati di Viareggio, Massa e Pisa davanti all’ingresso dell’ospedale di Cisanello, cresce la denuncia nel paese.

“Chi non conosce la verità è sciocco, ma chi, pur conoscendola, la chiama menzogna è un criminale”. Hanno scelto questa citazione del grande scienziato pisano Galileo Galilei i cittadini che, ieri mattina, hanno voluto denunciare con un “flash mob” davanti all’ingresso dell’ospedale di Cisanello, “Il grande inganno” ovvero la tragedia in atto delle reazioni avverse subite da migliaia di italiani che si sono fatti inoculare il vaccino antiCovid, vuoi per convinzione personale o perché costretti dai decreti legge di Draghi che ne hanno imposto l’obbligo a sanitari ed insegnanti (pena la sospensione a zero euro dal lavoro) mentre al resto della popolazione è stato imposto il ricatto del “green pass” ottenibile soltanto dopo la vaccinazione.

La manifestazione di denuncia contro le reazioni avverse al vaccino antiCovid ha avuto uno sponsor inconsapevole d’eccezione: la responsabile della Pfizer, Janine Small, che il 10 ottobre scorso, in Commissione d’inchiesta dell’Europarlamento ha dichiarato candidamente che Pfizer non ha mai testato la trasmissibilità del contagio dei suoi vaccini. “Sapevano dal primo momento che il farmaco anti Covid non impediva il contagio – hanno scritto in un volantino gli organizzatori – . Eppure su questo falso pilastro hanno costruito l’infernale sistema delle imposizioni e del green pass. Hanno perseguitato milioni di persone. Le hanno private del lavoro e della libertà. Sulla base di una bufala gli italiani sono stati trattati come un gregge. Chiediamo a gran voce che siano risarcite le persone colpite dagli effetti avversi dalla vaccinazione. Che siano sospese le vaccinazioni contro il Covid, inutili perché non proteggono. Chiediamo la sospensione immediata della tessera nazifascista del Green pass, la sospensione dell’uso delle mascherine ed il reintegro immediato dei lavoratori sanitari e non. E che l’Ordine dei medici così come i datori di lavoro risarciscano i sospesi”.                                

Un’unica voce: Pisa, Vareggio e Massa.

A sostenere il Comitato contro il Green Pass di Pisa (“No green pass” su whattsapp e “FREEDOM PISA” su Telegram) sono arrivati anche un gruppo di sanitari del comitato “Libertà di scelta” di Massa e Versilia e le avvocatesse Sabina Bargagna ed Annalisa Carnesecchi di Pisa che, da oltre due anni, stanno seguendo molti ricorsi contro gli obblighi vaccinali ed il green pass. Stefania ed Antonella di Viareggio hanno lanciato una sfida: “Per la strage di Viareggio, siamo riusciti, grazie alla fortissima mobilitazione dei cittadini, durata anni, a far riconoscere la responsabilità dei dirigenti, unico caso in Italia. Per quanto riguarda i casi di effetti avversi da vaccinazione noi rivendichiamo la stessa giustizia ma anche la “cura” alle persone che hanno avuto effetti avversi da parte di una Sanità solidale che non sia privata ma “pubblica e universale”.   

 L’avvocata Bargagna.

“Da oltre due anni mi occupo di questi problemi e faccio cause contro gli obblighi vaccinali e contro il green pass. Noi non molliamo anche se la situazione in campo giudiziario non è schiacciatamente favorevole. A Pisa siamo stati penalizzati”. Infatti, fino a poco tempo fa, spiega Bargagna, c’è stato un rimpallo di competenze tra il Tar Toscana ed il Tribunale ordinario che hanno bloccato l’iter dei ricorsi con dentro un cautelare, ovvero cause di sanitari, insegnanti, over 50 non solo di Pisa ma anche di Livorno, Roma, Firenze, Pavia, che sono pendenti nel merito da marzo. “Da una parte il Tar Toscana diceva che la competenza spettava al Tribunale ordinario, dall’altra il Tribunale ordinario contestava che la competenza era del Tar ma fortunatamente – spiega l’avvocata Bargagna – una sentenza della Cassazione ha statuito, proprio in questo mese di ottobre, che la giurisdizione è del Tribunale ordinario quindi i giudici del lavoro del Tribunale di Pisa e di Livorno si dovranno esprimere sulla legittimità degli obblighi vaccinali e sul risarcimento del danno. Finora la “resistenza” è stata quella di non decidere. Ora non più”.      

Intervenendo al microfono durante il flash mob l’avvocata Bargagna ha ricordato la deposizione in Commissione europarlamentare della Janine Small che ha ammesso che il vaccino Pfizer non è stato mai testato per scoprirne l’efficacia contro la trasmissibilità del contagio prima della sua immissione in commercio. “Ma era già tutto scritto nel bugiardino Pfizer e questa informazione era già nota fin dal 2020 come si rileva dai documenti ufficiali dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali) e come avevano già denunciato in commissione parlamentare medici come il dottor Paolo Bellavite nell’audizione in Senato del dicembre 2021. Ci stanno dicendo una bugia dietro l’altra. Dobbiamo diffidare del martellamento mediatico, informatevi, fate gruppi. Stanno cercando di dividerci per non far conoscere a tutti la verità ma noi stiamo dalla parte di chi è stato ingannato”.   

Silenzio stampa sugli effetti avversi.

Mentre i canali indipendenti come Byoblu (262) ed altri su you tube come VisioneTV, RadioRadio, Il Vaso di Pandora, 100 Giorni da leoni, Border Nights, ne parlano diffusamente, sui canali mainstream, come ha ricordato Siro Nicolazzi del Comitato No green pass di Pisa, al di là di “Fuori dal Coro”, che ha dedicato la trasmissione di questa settimana alle storie di persone che hanno subito effetti avversi anche gravi, gli altri media sembrano essere schiacciati da una censura tremenda ed assurda. “Spegniamo la tv e non paghiamo più il canone Rai” ha sollecitato Siro che ha continuato: “Abbiamo cercato di pubblicizzare tramite la Sepi di Pisa (si occupa anche di affissioni, n.d.r.) un cartellone con i dati degli effetti avversi registrati fino ad oggi a seguito delle vaccinazioni antiCovid ma ce lo hanno impedito in vario modo, per questo oggi facciamo un flash mob in questo luogo dove si continua a perpretare questo abuso fino al 31 dicembre grazie a quel “sinistro” ministro della Salute, Speranza, che ha imposto le vaccinazioni, l’uso delle mascherine e la sospensione dal lavoro dei sanitari e degli insegnanti non vaccinati. Se non ci fosse stato il Green pass molti non si sarebbero vaccinati. Allora sono stati ricattati. Eppure oggi si sa che semplici antiinfiammatori avrebbero ridotto l’80% degli accessi al Pronto Soccorso, l’85-90% delle ospedalizzazioni ed il 100% delle intubazioni”.    

Intervento conclusivo.

E’ stato quello del professor Francesco Cappello intervenuto ai microfoni dalla Sicilia. “Lo dicevamo da tempo che questi vaccini non impediscono la trasmissione del virus da un ospite all’altro ma ci hanno mentito spudoratamente. Che ci siano danni da vaccino è facile da provare basta cercare “Comitato Ascoltami” su Telegram per ascoltare le testimonianze dirette di persone che hanno subito danni da vaccino e si sono ritrovate in corpi che non riconoscono più. Sappiamo che nei giovani, negli atleti attivi si sta verificando una incidenza abnorme di malattie del cuore tuttavia si continua ad alimentare l’emergenza sanitaria e si parla già della quinta dose – ha esordito Cappello – .

“Le politiche emergenziali sono procurate per fare affari, nel nostro caso l’emergenza è servita per farci accettare vaccini di nuova generazione ed abbassare le spese di produzione ovvero della sperimentazione. Non sono mai stati sperimentati questi vaccini su donne incinta e sugli over 50 e 60. Man mano che aumentano le dosi, più facilmente ci si ammala perché abbiamo meno difese immunitarie e ritornano a galla infezioni batteriche o virali pregresse. Tornano mostri che eravamo riusciti a tenere a bada come le epatiti, il Fuoco di S. Antonio, il cancro. Eppure si sapeva dagli studi sui militari che sono proprio le dosi ripetute a breve intervallo di tempo a provocare malattie terribili come il cancro”.

Cappello ha voluto terminare il suo intervento da remoto ricordando quello che dicevano certi politici contro i non vaccinati. Come Eugenio Giani, attuale presidente della Regione Toscana che disse: “I no vax fuori dai luoghi pubblici” o Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che azzardò “I no vax sono i nostri talebani”.

Ma Cappello ha voluto essere anche propositivo. “Dal momento che la campagna vaccinale è completamente fallita perché c’è una morbilità diffusa, dobbiamo esortare la ricerca pubblica e fare appello agli epidemiologi. Basta con le politiche emergenziali che hanno distrutto il sistema produttivo italiano, dobbiamo salvare le imprese ed impedire che i lavoratori vengano licenziati o messi in cassa integrazione. Ricordiamo – ha concluso Cappello – guerra e pandemia,  ed aggiungerei anche energia, stessa strategia. Per questo l’ENI il cui 33% è controllato da Cassa Depositi e Presiti dovrebbe essere nazionalizzata”.