Formula Medicine
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Formula Medicine eccellenza italiana nel mondo

di TOMMASO GARDELLA – Fondata nel 1994, Formula Medicine nasce grazie alla passione e alla volontà del dottor Riccardo Ceccarelli.

Fondata nel 1994, Formula Medicine nasce grazie alla passione e alla volontà del dottor Riccardo Ceccarelli, intelligente nel capire l’importanza di unire la ricerca medico scientifica a uno sport così atipico come la F1, dove vengono richiesti dispendi energetici fisici ma soprattutto mentali. I suoi studi rivoluzioneranno per sempre il modo di concepire e seguire un’atleta – e non solo – di qualsiasi disciplina sportiva dalla preparazione atletica, alla prestazione pura.

Riccardo Ceccarelli

Inizia la sua carriera in F1 nel 1989 come preparatore atletico della Leyton House, team di F1 che affida le sue due monoposto a Mauricio Gugelmin e Ivan Capelli, curando ogni aspetto clinico, fisico e mentale dei piloti, ma si accorge subito che a differenza di ogni altro sport, praticabile bene o male da chiunque, in F1 i preparatori non sono mai stati ex piloti. Pensate a un allenatore di nuoto che non ha mai nuotato in vita sua, stonerebbe un po’. Per superare l’ostacolo Ceccarelli è costretto a sviluppare una metodologia di ricerca specifica per essere in grado di poter sondare e successivamente studiare ogni singolo aspetto psico-fisico del pilota, la caratteristica – soprattutto nell’era moderna – che più sovrasta le altre. La potenza non è nulla senza controllo.

La sue ricerche iniziano nel weekend di gara in Germania, ad Hockenheim. Nelle cinture della monoposto di Ivan Capelli viene inglobato per la prima volta in F1 un cardiofrequenzimetro, nonostante il parere contrario del Team Principal Harry Mandel, convinto del possibile fastidio arrecato al pilota più che del beneficio dello scopo.

Il poco interesse e gli ostacoli per la novità ritarderanno la ricerca per ancora un anno, quando in risposta vennero inventati, sempre grazie al dott. Ceccarelli, i moderni cardiofrequenzimetri. È una totale rivoluzione, vengono fatte scoperte sconvolgenti e finalmente mirate per poter aiutare il pilota nella sua crescita personale. I nuovi cardiofrequenzimetri sono direttamente collegati al sistema di acquisizione dati di bordo della monoposto e in grado di raccogliere una mole di dati talmente soddisfacente, dal punto di vita qualitativo e quantitativo, che l’anno successivo verranno impiegati praticamente ovunque, tanto nel calcio quanto nel tennis o nella pallacanestro. Tra i vari obiettivi prefissati, due sono quelli che più modificheranno l’approccio teorico-pratico all’atleta moderno: la ricerca di una corretta alimentazione, specifica per ogni singolo individuo, e conoscere l’entità – potendo più avanti quantificarla numericamente – dello stress psico-fisico al quale un pilota è sottoposto; metterla in relazione con le varie situazioni di gara e poter iniziare così a capire come affiancare al pilota un programma basato su ricerche scientifiche e volto a migliorare l’efficienza cerebrale.

“Ciò che distingue un top driver dagli altri è la migliore prestazione col minor dispendio di energie fisiche e mentali”, ricorda il sito web di Formula Medicine.

Il 1993 è l’anno di svolta

Arrivato alla Minardi, Ceccarelli trova un ambiente ben predisposto alle sue ricerche, lo agevolerà nel suo compito motivandolo al punto che, insieme ai risultati conseguiti, l’anno successivo decide di fondare a Viareggio, in Versilia, Formula Medicine: la prima struttura al mondo in grado di offrire servizi e assistenza altamente personalizzati in ogni parte del globo, grazie ad un equipe medica di 40 professionisti. Nello stesso anno, in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, Ceccarelli è in grado – per la prima volta in F1 – di poter installare un elettrocardiografo del peso di 500 grammi all’interno dell’abitacolo della Minardi motorizzata Ford di Michele Alboreto: in occasione del Gran Premio del Giappone. Soluzione che nel 1995 verrà migliorata arrivando a pesare 20 grammi e utilizzata da tutti, in F1 e non. Grazie al suo utilizzo vengono scoperte e studiate ripercussioni fisiche che fino a quel momento non era stato possibile conoscere: ad esempio, gli sbalzi cardiaci del pilota che nel momento prossimo alla staccata registra 160 battiti al minuto per poi crollare durante la frenata e rimanere stabile per due o tre secondi sui 60, prima di tornare ai livelli precedenti. Tutto questo per 70 giri, nella solita curva con i soliti sbalzi, una costante che non ritroviamo in nessun altro sport e neppure in ambito aerospaziale, una costante che ha spiazzato anche i medici quanto è stata presentata dall’equipe del dottor Ceccarelli ai congressi medico-scientifici.

L’evoluzione di Formula Medicine non si ferma. Dopo avere inaugurato il primo simulatore di guida di F1 per replicare al meglio le sollecitazioni e lo stress psico-fisico dei piloti in pista, nei primi anni duemila mette le basi di quella che è attualmente nel settore la migliore struttura al mondo.

Il 2000

Nel 2000 Ceccarelli è in Toyota ormai da tre stagioni. La casa giapponese decide di estendere il programma di Formula Medicine a tutti i componenti del team, meccanici, ingegneri, piloti. Anche chi non è in pista si sottopone al trattamento. Nel 2006 gli 11 i team affidano ufficialmente all’equipe di Formula Medicine i controlli per gli standard di sicurezza in tutti i circuiti del calendario di F1. Nasce così un nuovo reparto denominato “Safety”, un box mobile inglobato all’interno delle strutture del circus con il compito di ispezionare i circuiti per renderli più sicuri possibile. Nel biennio 2010-2011 il sogno dal quale tutto è partito viene finalmente portato a compimento: viene inaugurato il Mental Economy Project, un percorso formativo volto ad insegnare ai piloti come ottenere performance cerebrali migliori, a fronte di un dispendio energetico sempre più basso.

Nel 2012 Formula Medicine stringe una partnership con BMW Motorsport, al rientro quell’anno nel DTM, che affida i suoi due piloti Bruno Spengler e Augusto Farfus nelle mani dell’equipe del dottor Ceccarelli. BMW chiuderà il campionato al primo posto nel titolo costruttori, al primo posto nel titolo piloti con Spengler, e riceverà il titolo rookie dell’anno con Farfus. L’anno successivo, forse anche per questo risultato, Lotus, Mercedes, RedBull, Force India, Marussia, Toro Rosso e Williams decidono di affidarsi all’equipe di Formula Medicine, per un totale di oltre 1.000 persone da seguire in una stagione.

Il lavoro iniziato del dottor Riccardo Ceccarelli e continuato con la creazione di Formula Medicine proseguito la propria evoluzione richiamando a se, come una calamita attira i magneti, tante importanti realtà anche al di fuori delle quattro ruote.
Da Ducati a Philip Morris sono tanti i marchi affermati che si appoggiano all’equipe versiliese, grazie anche all’ultima, ma solo cronologicamente, invenzione: la Mental Economy Gym, una struttura in grado di accogliere anche persone che non richiedono miglioramenti in ambiti sportivi ma riguardanti il lavoro.
Il fine è quello di essere in grado di poter aiutare le persone a migliorare la propria considerazione di se stessi e l’efficienza cerebrale, mediante la monitorizzazione della frequenza cardiaca e dell’attività elettroencefalografica durante l’esecuzione di ogni test.
Dall’incrocio ci questi dati, uniti a calcoli matematici, il team di medici e preparatori possono quantificare numericamente i dispendi energetici cerebrali dei singoli soggetti e risalire fino agli aspetti caratteriali di ognuno di loro, potendo a questo punto essere in grado di creare un percorso altamente personalizzato che li guiderà nel loro percorso.

(foto: Formulamedicine press – https://www.formulamedicine.com/gallery/ )