FORTE DEI MARMI – Il Comune verso Molino

L’Amministrazione Comunale risponde compatta al consigliere Michele Molino sul progetto della Società Multiservizi

La polemica di Molino sulla nuova sede della Società Multiservizi non solo è strumentale e fuorviante, ma, soprattutto, risulta squallida nell’evidente tentativo di speculare sulla memoria di un giovane fortemarmino a cui fu dedicato dalla cittadinanza un parco pubblico in via Lorenzo Giglioli. Il parco in questione non verrà certamente eliminato ma sarà spostato di pochissimi metri verso monte nell’area verde adiacente ed ampliato rispetto all’attuale. Molino era ed è a conoscenza di questo mero spostamento perché, oltre alla chiara rappresentazione che fu data nel progetto originale, gli è stato ricordato dai consiglieri di maggioranza anche in occasione del consiglio comunale del 27 maggio ultimo scorso.

Ma anche tecnicamente la posizione di Michele Molino è debole e strumentale ed egli dimostra scarsa attenzione ai problemi che il Comune è chiamato di volta in volta ad affrontare per dare soluzioni di efficienza, funzionalità e qualità ai servizi che vengono erogati ai cittadini.

Nel caso in questione Molino dovrebbe spiegare perché solo adesso pone il problema e non, per esempio, quando il progetto fu presentato ai cittadini in una assemblea pubblica del 2019. Si scandalizza ora di questa realizzazione che consentirà di avere spazi adeguati a servizio del cittadino su un’area urbanisticamente già destinata a tale scopo? Il suo atteggiamento, si ribadisce, strumentale e non costruttivo è una costante a cui ci siamo ormai abituati: oggi critica il progetto della nuova sede della Multiservizi, pochi mesi fa criticava l’acquisto di una parte del terreno della zona retrodunale per dare l’avvio alla costruzione di un grande parco urbano e  poco prima criticava  la progettazione di una nuova scuola necessaria per superare le criticità strutturali di un altro edifico scolastico .

L’ossessione di Molino riguarda sempre la “presunta” cementificazione del territorio e, al riguardo, nonostante abbia  constatato che nel documento di avvio per la formazione del nuovo Piano Operativo non è stata prevista alcuna nuova edificazione, ma solo il recupero, in chiave ecologica, degli edifici esistenti  e la riqualificazione ambientale del territorio, si appella proprio a quel documento per dire che il nuovo progetto della Multiservizi sarà una colata di cemento, questa volta eseguita per mano del Comune, a discapito di un’area attrezzata a parco giochi.

E per rafforzare la propria tesi rilancia dicendo che tale intervento poteva essere realizzato attraverso il recupero di edifici di proprietà del Comune, pur sapendo le difficoltà tecniche ed economiche derivanti dai vincoli strutturali, di recupero sismico/funzionale oltre che ambientale che la riqualificazione di tali immobili comporterebbe.

Molino ovviamente “dimentica” poi di dare tutte le necessarie informazioni che accompagnano il progetto della Multiservizi: per esempio la dimensione non impattante dell’intervento (sono le misure di una media villa); il fatto che il terreno dell’intervento sia  destinato dall’attuale regolamento urbanistico (di cui sempre l’ex assessore Molino è stato per dieci anni il responsabile politico) ad attrezzature per servizi pubblici; che la nuova sede sorgerà in adiacenza dell’edificio comunale in cui furono trasferiti dalla precedente amministrazione (di cui faceva parte Molino) gli uffici dell’edilizia privata e urbanistica, e che ampi parcheggi si trovano davanti alla sede del nuovo edificio, parcheggi assolutamente carenti nelle altre sedi proposte da Molino.

La nuova sede della Multiservizi, accanto all’ufficio edilizia urbanistica, sarà costruita in modo non invasivo e al contempo rappresenterà un nuovo importante polo di servizi comunali per la frazione.

Molino si preoccupi piuttosto delle evidenti cementificazioni nella frazione di Caranna derivate dal suo piano complesso di intervento, piano che sta portando alla costruzione di numerose villette prima in via Togliatti ed ora sopra la Via Balduini.

La sua battaglia (tardiva e inopportuna) da novello paladino della tutela ambientale, specie se destinata a contestare la realizzazione di un edificio pubblico in un’area urbanisticamente già identificata per tale intervento, stride con ogni evidenza con tutte le operazioni adottate durante il suo mandato di assessore all’urbanistica nella frazione e in altre zone del Paese (si pensi ad esempio alle 5 ville in costruzione in via Dalla Piccola).