Fortestomaco sollecitato dagli amici  scrive da Honolulu

di FORTESTOMACO

Sono cominciate le grandi manovre: attualmente in corso le presentazioni dei candidati principali! E’ partita così la pre-campagna elettorale. La candidata più attiva in questo momento, anche per recuperare il tempo perso nella affannosa riflessione-meditazione prima della fatal scelta, è la Marialina. La sala del Principino era gremita dei suoi fans, dei tanti pretendenti al posto ma anche di curiosi ascoltatori: anche i loggioni eran tutti pieni!

Marialina è brava, ci sa fare, ha un’esperienza amministrativa di tutto rilievo, un prestigio guadagnato sul campo e una famiglia importante che la sostiene: lei sarebbe la migliore sindaca che Viareggio potrebbe avere in questo momento. Proprio questa oggettiva valutazione, però, rimane ancora sospesa con alcuni (e non pochi) punti interrogativi, numerosi ma e diversi puntini a seguire in attesa di sviluppi. Quanto la condizioneranno le truppe cammellate dell’orda di riciclandi? Quanto peserà la vecchia marpiona ex senatrice Granaiola (si mormora in città che sia come un gatto dalle sette vite politiche)? E quanto peserà la rediviva Martina che, ispirata vieppiù dagli studi su Giacomo Puccini e dal fiasco della sua prima Madama Butterfly, vuole riprovarci ancora, vuole riabilitarsi per il suo primiero endorsement a Giorgione una decina d’anni or sono poi finito a carte legali? Che ruolo avranno gli ex civici di Del Ghingaro alla ricerca di incarichi nuovi (è chiaro che si devono aggregare perché se si presentassero da soli sarebbero presi a pomodorate e fischi assordanti!) ?  

Quest’ultimi, i caporaletti coraggiosi, hanno infatti sempre bisogno di un padre padrone o di una Papessa dietro cui ripararsi… In via eccezionale, però, può talora accadere che anche  dalle rape si può cavare sangue (l’Avis a loro, e da tanto tempo, ha  impedito però la donazione di sangue politico perché infetto e il neurologo luminare ha invece certificato che hanno il cranio ma la materia grigia politica è tutta evaporata e soprattutto non hanno midollo spinale)!

Che peso avranno gli ex leghisti antivannacciani? Da questo punto di vista il più serio e coerente è sicuramente Massimiliano Baldini che, allora solo nel deserto a sostener la candidatura della Marcucci, oggi ha preso atto della variegata brigata dei ferventi sostenitori e si è smarcato all’ala. Quanto conteranno i voti di elettori del Pd che si orienteranno su lei – a prescindere dall’onda che non si ferma mai della Maineri-  senza grandi problemi di appartenenza? Che rapporto con il civismo delghingariano durante la campagna elettorale e dopo?

Che impatto avranno le strategie economiche e finanziarie del gruppo Marcucci sulla vita cittadina? Ci sarà continuismo, alternatività o, come si è premurata di dire Marialina, impronta civica ma colorata di centrosinistra… Pedro, adelante con juicio! E, ancora, che peso avranno i tecnici collaboratori e lo staff di cui si circonderà? Saranno politici o tecnici puri? Faran riferimento prioritario al Gruppo?

All’inizio della serata al Principino alcuni intellettuali liberal-chic avevano chiesto di far recitare ad un comico locale una poesia evocativa, proprio per dare spessore all’avvio della fatica elettorale, ma anche per descrivere il campo dei diversi candidati. Poi è stato deciso che non fosse opportuno in quella sede dove i presenti erano mediamente anziani, più abituati alle serate danzanti o alle feste paesane e rionali che non ai salotti letterari. Del resto non era chiaro e conosciuto nemmeno il giudizio, a cui si dà un discreto peso, dei Maestri: di quelli Grandi e di quelli Piccoli… Purché tutti abbiano sempre con loro la squadra e il compasso (il cappuccio, come il burqua per i fratelli arabi non è più consentito!).  Quindi, niente poesia: sarà per la prossima volta!

La poesia era intitolata Il Lonfo e come ci ha insegnato il grande Gigi va recitata con giusta dizione, con le corrette pause ed anche con le movenze del poeta lirico-drammatico.

Dediacata alla politica viareggina… Il Lonfo

 Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi,
gli affarferesti un gniffo.
Ma lui, zuto, t’alloppa, ti sbernecchia;
e tu l’accazzi

La Maineri è nei guai seri! Solo un colpo d’ala potrebbe rimetterla in gioco autorevolmente. Ma ne sarà capace? Avrà le palle? Un suo manifesto parla chiaro: lo fa sapere apertamente – è la prima volta che dice davvero quel che pensa – le palle non gli servono! Saprà tenere alla briglia la sua ambizione? Saprà incatenare il suo ego e metter la testa nella politica? Certo non si può rivolgere al suo esercitino di lacchè piddini: il diagramma è irrimediabilmente piatto… Sono pazienti da cure politiche palliative! Potrebbe presentarsi per davvero come la percorribile alternativa a un civismo di comodo, ridondante, ribollito assieme al bene per la città e al più che inflazionato spirito di servizio (ah aah aaah!) che tracima e sgorga a fiotti dai pori mefitici della politica locale. Non può certo fidarsi di tutti quelli che ora le porgono la mano, o rilassarsi dopo la benedizione della nuova lista rappresentata, niente po’ po’ di meno, da quel civico che avrebbe dovuto federare il centrosinistra, che s’è sottratto alle primarie per ritornare a galla, subito dopo, accordandosi con lei, la Federì ….: fermi… non pensate male, non ironizzate… qua,  tutto, sempre, rigorosamente  ed  esclusivamente si fa ed è fatto solo per gli interessi della città e per il bene di Viareggio!!!

La Federica potrebbe, anzi dovrebbe lavorare di concerto con gli altri, come primus inter pares, delineando unitariamente le direttrici del rinnovamento cittadino dopo aver fatto una seria e rigorosa disamina dello stato dei conti e della situazione finanziaria dell’Ente.

Saprà far questo passo doppio la Maineri o si lambiccherà tra le promesse a destra e a manca di posti e sistemazioni, a programmi vaghi dove c’è tutto e il suo contrario? Continuerà a considerare quegli altri del cantiere come poveri gregari da utilizzare solo per i suoi tornaconti e per quelli del club carbonaro piddino? Le capacità per far questo la Maineri con le altre ditte del cantiere ce le potrebbe avere, ma sarà in grado di intraprendere questa strada liberandosi dei vari Ciucos, Sant’horor, del conserte capo apache, degli altri sette nani del circolo magico e della nullità del Federale-ridens (non l’avete individuato? Il Brocchini o tordi!)? Molti ci sperano ma non è né detto né scontato che avvenga! E gli altri la seguiranno supini come mosche cocchiere?

Vedremo. E’ l’unico modo per evitare una polarizzazione tra civismi del menga o la diaspora elettorale tra la ventina e forse più di liste e tra un esercito di candidati che andranno a procacciarsi almeno 10 voti ciascuno per non arrossire di vergogna davanti ai familiari e gli amici più stretti. Potrebbe essere la strada anche per richiamare in cabina chi è di sinistra e c’ha perso l’abitudine da anni, ma vede la propria città che sta per essere azzannata da un coacervo di interessi, da schiere di profittatori politici, economici, finanziari o solo dai denti ammarciti dei tanti riciclati da destra a sinistra. Chi vivrà vedrà!   

La destra è penosa! Rinuncerà ai propri simboli identitari per immolarsi alla Grilla parlante? In quel caso molti dei suoi elettori, a partire dalla maggioranza dei membri del direttivo locale dei fratellini, non la seguiranno. Si sentiranno traditi e si orienteranno su qualche candidato più affidabile, più vicino e coerente alle loro idee oppure diserteranno le urne!

Gran baillamme a Viareggio! Come nel brano del rapper Jack the Smoker e come nei manifesti della Maineri si può cantare: Che palle, nello stomaco ho già le farfalle.. Che palle e basta… Coltelli, farfalla, così poi vediamo se stai a galla… Bello, che palle, nei locali corvi sulle spalle. Coltelli, farfalle, la mattina macchie verdi e gialle…. Che palle, un pensiero intrusivo. Che divento così idiota che poi parlo in corsivo…