Fortunato Menichetti, partigiano (Torre del Lago)
DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

Fortunato Menichetti, amico di Pertini e dei ragazzi

di MORENO BUCCI – La lettera che scrisse agli studenti il 27 maggio 2020, in questi brutti tempi di coronavirus non sono sicuro di rivedervi.


Fortunato Menichetti ci ha lasciati un anno fa, il 28 luglio 2020. Lo voglio ricordare riandando a quella che è stata la sua stagione più bella, di quando si recava nelle scuole a raccontare agli studenti le vicende della Sua lotta di Liberazione e la conquista della libertà dal nazifascismo. Quei ragazzi e quelle ragazze li aveva nel cuore. Il 27 Maggio dello scorso anno, non essendo sicuro di poter ricominciare a visitare le classi, aveva preparato la lettera per l’invio di un suo video alle scuole. La sua ultima comunicazione per me fu una nota in cui si preoccupava della spedizione delle lettere alle scuole. Lo rincuorai, dicendogli che l’anno scolastico stava per terminare e che avrebbe potuto recapitarle a settembre. Riprendo il testo della sua lettera e alcune foto, una da partigiano, in formazione, e altre due con i ragazzi ed a casa sua mentre stava catalogando il numeroso materiale fotografico e video di tutta la sua vita.

LETTERA AGLI STUDENTI
27 maggio 2020

Sono Fortunato Menichetti – il “nonno partigiano”. Vi scrivo oggi, il giorno del mio 96° compleanno; la stessa data di quando, nel 1944, mi arruolai, ventenne, con i partigiani della Versilia, nella Squadra di “Lalle”, dalla quale passai nella Brigata Garibaldi, comandata dal giovane tenente degli alpini, Ottorino Balestri.
Sono sopravvissuto più volte agli scontri a fuoco con i nazisti ed i fascisti repubblichini.
Alcuni episodi della guerra di Liberazione sono sempre molto vividi nella mia mente: la battaglia di Monte Ornato, il 29 e 30 luglio, ove caddero combattendo, di fronte ai mei occhi ed uno di loro fra le mie braccia, quattro giovani partigiani e con loro quattro civili sfollati e due pastori con le pecore al pascolo.
Il 12 agosto l’eccidio di S. Anna di Stazzema preceduto dall’assassinio, a valle, del parroco delle Mulina, Don Fiore Menguzzo con la sua famiglia: 560 civili – anziani, donne, bambini – trucidati e poi bruciati sul piazzale della chiesa da nazisti e fascisti. Eravamo già stati trasferiti, ma vi andammo ugualmente in ricognizione.
Il 22 ottobre, sulla Linea gotica, sul fiume del Cinquale, furono fatti a pezzi in un’imboscata nazista, sei giovani partigiani, mandati in perlustrazione dagli Alleati. Eravamo stati a pranzo insieme, a Forte dei Marmi, alcune ore prima all’Hotel Regina.
Della mia esperienza partigiana feci parte a due illustri miei compagni socialisti, partigiani, Sandro Pertini e Leonetto Amadei, che mi spinsero a mettere nero su bianco, per le nuove generazioni e per testimoniare il sacrificio di sangue dei loro nonni e bisnonni – uomini e donne – per riconquistare Libertà, Democrazia, Pace.
In questi brutti tempi di coronavirus vedo scomparire tanti di quella generazione che visse quei tempi di lotta e di riscatto. Mi auguro che anche questo possa essere sconfitto ora, come allora venne sconfitto il virus nazi-fascista.
Poiché non sono sicuro di poter ricominciare, nel prossimo anno scolastico, ad incontrarmi con i ragazzi nelle scuole – dopo oltre trent’anni di visite e tanta gioia – ho deciso di inviare uno dei tantissimi “video” montati per aprire le mie conferenze nelle scuole, con la speranza che aiuti i nuovi e futuri governanti, dirigenti, insegnanti, a tenere viva la “memoria” del riscatto italiano per la giustizia e la libertà, anche dopo la scomparsa dell’ultimo partigiano.
Affettuosamente, il nonno partigiano
Fortunato Menichetti
Torre del Lago Puccini

Fortunato Menichetti, partigiano (Torre del Lago)