CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula, LA CULTURA

Fotografia – Disegnare con la luce

di CELESTINO PIO CASULA – La fotografia notturna, modalità di scatto e cavalletto, ambiente luce e tanta serenità.

La luce, necessario accessorio affinché una foto possa essere fatta, ma è sempre così? Quelle splendide riprese notturne come si realizzano? Quali accorgimenti sono necessari per far sì che tali immagini possano affascinare? Cerchiamo di rispondere a queste domande, facciamo mente locale e guardiamo come si comporta l’occhio del gatto quando la luce è molto poca: la pupilla del gatto è molto grande, mentre di contro in piena luce la pupilla è molto piccola.

Similarmente in fotografia possiamo aprire molto il diaframma (la pupilla nell’occhio) per far entrare più luce così che la foto possa essere fatta. Tutto semplice direte voi, no non è così, anzi il contrario, molti sono i fattori in gioco: ad esempio, la sensibilità impostata, il tipo di ottica utilizzata, foto scattata a mano libera o su cavalletto, utilizzo di luce flash per rischiare zone dell’immagine o per qualche effetto.

Per esperienza e per prove e comparazioni effettuate, di notte si scatta su cavalletto, tempo di esposizione lungo, da 10/15 secondi in su, e sensibilità impostata su 100 ISO al massimo 400, consiglio un diaframma tra 5,6/8 così da avere una buona profondità di campo e nel contempo ottenere un immagine interessante.

Molti si chiederanno perché sensibilità bassa e non sparare gli ISO al massimo o quasi. La risposta è semplice: per ottenere una foto realistica e leggibile nelle alte luci e nelle ombre, ma c’è di più, tutti i sensori hanno una sensibilità nativa che poi viene modificata impostando valori più o meno alti e questo viene realizzato variando la tensione di alimentazione del sensore. Tutto questo avviene quando impostiamo il valore ISO: meno tensione minor calore disperso dal sensore, minori artefatti sull’immagine finale.

Ovviamente, si deve scattare in raw per ottenere il massimo in qualità e dettaglio nell’immagine, poi in post produzione potremmo introdurre una leggera dominante per scaldare l’immagine, per dare una propria visione della notte, perché la notte risulti come tu la vedi.

Che obbiettivo utilizzare? La risposta non può essere univoca, risolviamo così il dilemma: se avete obbiettivi molto luminosi utilizzate quelli, che siano zoom o focali fisse, altrimenti la scelta dovrebbe cadere su un obbiettivo abbastanza luminoso e da una lunghezza focale non inferiore a 24 mm, per la parte alta delle lunghezze focali direi che un 200 mm potrebbe essere una giusta scelta. Queste mie indicazioni sono ovviamente personali propensioni tecniche, invito tutti a svolgere un po’ di prove per trovare la vostra impostazione tipo da utilizzare come base per le foto in notturna.

Volutamente ho lasciato per ultimo il discorso sul cavalletto e le modalità di scatto. Partiamo da quest’ultima, come scattare: consiglio di utilizzare il raw, l’autoscatto, e di usare la modalità Light view ovvero utilizzare lo schermo della reflex per comporre l’immagine, quindi specchio alzato, e no micro vibrazioni dovute al movimento dello specchio e dal premere il pulsante di scatto, meglio ancora utilizzare apposito telecomando; similare consiglio vale anche per le mirrorless che non hanno lo specchio, ma possono sempre aver vibrazioni minime date dalla pressione del pulsante di scatto. Quanto al cavalletto, o treppiede, l’importante è che sia molto stabile, che possa reggere in sicurezza il peso macchina+obbiettivo, che abbia una testa a tre vie e che sia dotato di livella per metterlo più in piano possibile.

Chiudo invitandovi a provare questa tipologia di foto, riflessiva e calma, momento di tranquillità e creatività in un ambito diverso dal solito, La notte. Buona notte a tutti.

(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/113640 )