Gianna Gambaccini (Pisa)
CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli

Gianna Gambaccini leghista e un esempio per tutti

di ALDO BELLI – Si è spenta ieri all’età di 49 anni stroncata da un male incurabile l’assessore alle Politiche Sociali di Pisa.

C’eravamo sempre sentiti per telefono e con Whatsapp dalla sua nomina di assessore, rinviando ogni volta l’occasione per incontrarci di persona. Un po’ per il lockdown e un po’ per la cattiva abitudine di chi rimane vittima dell’agenda e tende a rinviare la riga migliore con scritto semplicemente Caffè con… in questo caso con Gianna. Per Gianna l’agenda quotidiana iniziava tra le pareti domestiche, con sua figlia Camilla, e il marito, Biagio, poi proseguiva nelle corsie e nell’ambulatorio dell’ospedale come medico neurologo, e dentro le 24 ore il lavoro di mamma e di moglie doveva conciliarsi con quello di assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa e di presidente della Società della Salute.

Essere donna non è facile, e Gianna non era un eroe del nostro tempo. Piuttosto, direi più semplicemente un esempio di quella moltitudine di donne che rappresentano l’energia vitale dell’Italia: non per grazia ricevuta, ma per la fatica consumata nello studio, nel lavoro e nella famiglia. Quel tipo di donne che una volta entrate nelle stanze del potere esercitano il proprio ruolo con educazione, trasferendo con generosità le proprie competenze personali, seguendo i bisogni della gente con l’impronta della propria visione del mondo senza faziosità. Ho appreso adesso che Gianna Gambaccini è stata stroncata da un male incurabile, aveva 49 anni.

Il fatto di non esserci mai guardati negli occhi, non mi ha impedito di cogliere questi aspetti della sua personalità, motivo per il quale il nostro giornale ha cercato fin dai primi giorni di contribuire all’informazione su quanto andava facendo in via degli Uffizi. Compito difficile quello che le era stato assegnato dal sindaco Conti: fare l’assessore alle Politiche Sociali in una città come Pisa per una leghista. Gianna è stata l’esempio che per essere donne vere non è indispensabile essere femministe e di sinistra. E poi chissà! Potrei fare molti nomi di assessori donna che sono di sinistra con l’antifascismo sulle labbra come il rossetto e che nei fatti poi assomigliano alle camicette nere rinfrescate in lavatrice.

Avevamo in sospeso un’intervista. L’idea era quella di fare un punto di metà legislatura sul lavoro e sulle iniziative realizzate, e sui progetti futuri, dell’Assessorato alle Politiche Sociali. Purtroppo non potremo farla. Però, vorrei dare un suggerimento al sindaco di Pisa: faccia fare lui una narrazione resoconto del lavoro svolto da Gianna in questi tre anni. Sarebbe il modo migliore per ricordarla.