DIARIO - di Moreno Bucci, OPINIONI

Giorgio Michetti e le cacche dei cani

di MORENO BUCCI – Un giorno con il pittore Giorgio Michetti, scomparso nel 2019, nel suo studio di Viareggio – tre disegni inediti

Di tanto in tanto andavo a trovare Giorgio Michetti nel suo studio di Via S. Francesco. Quella volta, s’era nel 2008, Giorgio si abbandonò ad una scorata confessione di impotenza di fronte ad un comportamento che lo infastidiva terribilmente: di fronte al suo studio c’erano sempre cacche dei cani. “Non ne posso più” mi disse. “Guarda, ho anche disegnato alcune “situazioni”. Mi dette la copia dei suoi disegni. Uno è, per così dire, dedicato ai “proprietari contemplativi”.

Un secondo concerne la “giovinetta”.

Un terzo riguardava due ragazzi.

Insomma, non sapeva come avrebbe potuto liberarsi delle cacche dei cani.
“Tu che faresti?” mi chiese.
“Si potrebbe provare una soluzione facendo vergognare i proprietari dei cani.
Si fa un bigliettino con su scritto: il mio padrone è una bella merda. Poi, magari usando uno stecchino da denti, la mettiamo sulla cacca e chiunque passa lo legge, anche il padrone del cane. Se vuoi, vengo io a mettere il bigliettino sulle cacche”.
“No, ci riesco da solo”.
E così facemmo.
Una decina di giorni dopo passai di nuovo da Giorgio.
“Non ci crederai”, mi disse, “non ci sono più cacche dei cani di fronte allo studio!”.

E così fu per il tempo successivo. L’effetto del biglietto, visivamente, era questo