Maria Caniglia, Giuseppe Giacomini e Giulietta Simionato (1967)
IL MAESTRO DEL LAGO - di Delfo Menicucci, LA CULTURA

Giuseppe Giacomini, la morte del grande tenore

di DELFO MENICUCCI – LA TV e il WEB li porterei con me anche sulla Luna, ma è occorre ribellarsi all’ignoranza e al lavaggio del cervello.

Si fa un gran parlare della scomparsa di certi personaggi dello spettacolo che, grazie alla televisione, sono entrati nelle case di tutti noi, fino a diventare, giustamente, quasi un familiare.

Quelli della mia generazione prendevano per oro colato tutto quanto si diceva in TV, mentre adesso il web ha monopolizzato l’etere (nel senso dell’aria, ma anche dell’anestetico!) soppiantando fulmineamente le vecchie certezze della TV, le sue opinioni ed i suoi personaggi. Dal tele-bimbo siamo saltati a pie’ pari al web-bimbo nel giro di un nulla.

Premessa: se mi chiedessero cosa porterei con me in una navigazione solitaria di 30 anni nello spazio, io non esiterei a rispondere: televisione e collegamento ad internet, tanto per precisare quale sia la mia opinione sull’importanza dei mezzi di informazione e di comunicazione. Pur tuttavia, i fatti accaduti in queste ultime ore mi pongono sempre più violentemente davanti al fatidico quesito: TV\Web offre servizi a seconda della domanda o impone la domanda? O meglio: TV\Web adegua i contenuti alle richieste della gente oppure è la gente che si adegua all’offerta di informazione e di intrattenimento di TV\Web?

La domanda è lecita perché, da una parte TV\Web dice: «Trasmetto solo quello che la gente gradisce!», mentre dall’altra parte si mormora: «Guardo quello che trovo su TV\Web!», il che sta a significare che sembrerebbe che sia più TV\Web a pilotare i gusti della gente che non l’opposto.

Nel codice della strada si contempla il “concorso di colpa” e forse questo istituto potrebbe esser preso come modello per rispondere al quesito. Quando, però, uno dei primi titoli del telegiornale è dedicato alla scomparsa di un cantante di musica leggera che (con tutto il rispetto per la scomparsa, ma anche per la musica!) non ha mai studiato canto in vita sua e che come talento iniziale presentava una ricca e ben curata capigliatura alla moda dalla quale spuntava il microfono; mentre a due giorni di distanza scompare un tenore che se la gioca alla pari con Enrico Caruso e di questo evento TV\Web non offre informazione alcuna, l’enigma è risolto.

È doveroso che TV\Web ci informi del furto di una preziosa cartolina a colori da una collezione importante, ma non è giusto che ignori il furto di un Caravaggio. Le cartoline hanno una loro funzione, una loro bellezza ed una loro utilità che nessuno può negare, ma Caravaggio fa parte della storia dell’arte mondiale e, se non si dà informazione su Caravaggio, nessuno può proibirmi di pensare ad una manovra per addormentare le menti della gente.

E quando mi si chiede: «Ma chi era Giuseppe Giacomini? Io non lo conosco. Non l’ho mai visto dalla Venier? Come mai? Se non è mai stato invitato dalla D’Urso non poteva essere così bravo come dici!», io rispondo che Giuseppe Giacomini non era secondo nemmeno a Enrico Caruso e che non sono io l’idiota che sopravaluta artisti, ma è TV\Web che se ne frega della più grande voce che si potesse ascoltare, fabbricata con anni di vocalizzi, di studi, di sacrifici, di tenacia, di passione, di tale rabbia di cui non si ha idea ai giorni nostri, quando a teatro ci propinano solamente voci amplificate.

Farò un minuto di raccoglimento per chi è stato così sfortunato da non averlo mai sentito dal vivo, non avendo idea di che minima percentuale di lui siano le voci dei tenori che calcano oggi le scene, e due minuti di raccoglimento per coloro che non sanno nemmeno di chi io stia parlando, e dicei minuti per tutti quelli di TV\Web che non hanno parlato della sua scomparsa come non hanno mai parlato di lui quando cantava.

Giuseppe Giacomini non è morto, cari signori TV\web, per il semplice fatto che una voce come la sua non può morire. La sua eco resterà per sempre nelle orecchie di chi lo ha ascoltato, stimato, apprezzato, amato. Bepi Giacomini, orgoglio italiano nel mondo, il cui unico torto è stato quello di essere buono, riservato ed umile. Chi non ha dato notizia della sua scomparsa si vergogni.

(foto: Maria Caniglia, Giuseppe Giacomini e Giulietta Simionato (1967) – autore Cammenina42 – licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported – https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:1967-teatro-s-carlo.jpg )