Celestino Casula - Attualità Toscana Today
ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula, LA CULTURA, OPINIONI

Il campionato dei SUV Elettrici è solo spot pubblicitario

di CELESTINO PIO CASULA – La F. I. A. si è inventata questa nuova formula di gara, per correre dalla foresta amazzonica all’Artico.

Ho letto la notizia contenuta nell’articolo pubblicato ieri da Tommaso Gardella sul nostro giornale, “ESTREME E” il primo campionato SUV elettrici. La notizia è quella di una competizione a bordo di “pick up” elettrici che sfruttano la tecnologia a celle di combustibile dette fuel Cell.

Orbene la F. I. A. (Federazione Internazionale dell’Automobile), si è inventata questa nuova formula, per correre, udite udite!, ad nella foresta amazzonica (impresa alquanto difficile vista la sua ricca flora e fauna) o nell’artico (piuttosto freddino come scenario per correre)…

Si legge, con pomposa fierezza il sito Extreme-e.com: “Il viaggio globale di cinque gare di Extreme E, che attraverserà quattro continenti, metterà in evidenza l’impatto del cambiamento climatico e dell’attività umana su alcune delle località più remote del mondo, promuovendo al contempo la sostenibilità e l’adozione di veicoli elettrici per proteggere il pianeta”.

Più che un manifesto promozionale di gare automobilistiche, a me pare un dépliant pubblicitario per vendere queste motorizzazioni o la loro sofisticata tecnologia. Una specie “spam” tecnologico. La Federazione è quella dell’automobile o una sezione del WWF?

E qui iniziano a girarmi per la testa strani suoni, rombo di motori?, che non sono quelli dei bei 12 cilindri o dei più piccoli 8, o altri ancora: tutti rigorosamente endotermici come da invenzione di Barsanti e Matteucci. I suoni che temo di riconoscere sono quelli che nei giornalini di Topolino sono riportati con l’onomatopeico ringring, con tanto di occhi riempiti dal dollaro nelle pupille di Paperon de Paperoni. Le corse automobilistiche, a mio giudizio, non vanno utilizzate per propagandare tecnologie che nulla hanno a che vedere con l’automobile, anzi per nulla adatte: al massimo, l’idrogeno andrebbe utilizzato come combustibile in un motore endotermico (protetto in contenitori, coibentati, a prova di rottura in caso di urto violento).

Ricordo che BMW e Mercedes avevano allestito una piccolissima flotta di auto alimentate ad idrogeno: esperimento estintosi non tanto per la pesantezza delle bombole che lo contenevano, ma per l’indisponibilità dei vari Stati a costruire una valida distribuzione dell’idrogeno. Non si palesò nemmeno la volontà industriale di produrre idrogeno in grande scala.

Una prima domanda: chi produrrebbe l’idrogeno, dove e come lo distribuirebbe, considerato che non esiste una rete? E poi: i detrattori non disquisivano sulla sua pericolosità esplodente? Ora sembra che si tratti di acqua del rubinetto.

L’idrogeno utilizzato allo stato liquido è il propellente utilizzato per lo Shuttle, ed ha dimostrato la sua enorme forza deflagrante nel 1985 quando in fase di decollo esplose la navicella Challenge. Sono un appassionato di Astronautica. Ricordo la nube che in partenza emanava, prima ancora dello Shuttle, il mitico Saturno V. Quel medesimo potentissimo carburante dovrebbe, nell’automobile, essere rinchiuso insieme all’ossigeno in una scatola ,”la pila a combustibile”, che per produrre energia ha comunque bisogno per innescare la reazione ionizzante di una fonte esterna. Qualcuno, penserà che questo rende assai più di un motore tradizionale: la resa, viceversa, è circa la stessa, mediamente intorno al 40%, come il motore inventato da Barsanti e Matteucci. sapientemente descritto da Dante Giacosa nella bibbia dei motoristi “Motori Endotermici”: il testo di teoria che ha formato tanti ingegneri.

Per concludere, una ulteriore domanda sorge spontanea: perché la F.I.A. organizza questo colossale spot pubblicitario? Quali oscuri interessi stanno dietro a questo ripensamento ecologista da parte della F. I. A. che troppo spesso abdica al suo ruolo per fare demagogia un tanto al chilo: come, ad esempio, i vari regolamenti che vengono cambiati con la scusa dei costi, dicono per limitarli, per consentire a molte squadre di essere presenti in F1. Lasciamo perdere! Se non hai i soldi, non devi pensare di correre in F1. Una speranza, visto che la sciagurata presidenza di Jean Todt è oramai in scadenza: che arrivi sulla sua poltrona qualcuno che veramente vuole bene all’automobilismo, che nella sua lunga storia non è solo soldi ma anche passione.