Home Cronaca ToscanaPistoia Il consiglio comunale di Pistoia: scuole eco-compatibili

Il consiglio comunale di Pistoia: scuole eco-compatibili

by redazionetoscanatoday
Francesco Mazzeo

Il consiglio comunale, nella seduta di martedì 7 gennaio, ha approvato all’unanimità la mozione dal titolo “moduli prefabbricati e/o strutture eco-compatibili come aule scolastiche” presentata dalla Lega per Salvini premier (capogruppo Gabriele Gori e il consigliere Francesco Mazzeo).

Il provvedimento impegna il sindaco e la giunta a prevedere «l’utilizzo di moduli o strutture in legno – come riportato nel documento – laddove possibile ed economicamente sostenibile, per le aule scolastiche, da montare su terreni di proprietà del Comune, in modo da poter dare agli studenti strutture sicure da ogni punto di vista, con costi certi e sostenibili. Una volta assolto e concluso il loro scopo, queste strutture potrebbero essere ricollocate in altri luoghi diversi come destinazione d’uso diverse, a seconda della necessità del momento. Ad esempio potrebbero essere destinate alla protezione civile, oppure essere adibite a eventuali emergenze abitative, oppure ancora come strutture di supporto ad attività sportive».

«Pistoia è l’emblema della scuola in legno – ha detto, presentando il provvedimento, il consiglieredella Lega per Salvini premier Francesco Mazzeo visto il mondo del vivaismo e delle piante. La grande speranza è che ci sia sensibilità ambientalista nella nostra città, dove il verde ci appartiene. Il legno dà garanzia di sostenibilità e fa risparmiare anche in termini energetici. Vogliamo introdurre un argomento che cambia la visione e la consapevolezza di costruzione e di costruire, per andare nella direzione di un’edilizia sostenibile ed eco-compatibile, più sicura e più vivibile, per il bene della collettività».

«Su questa proposta avevo già espresso la mia condivisione in commissione – ha sottolineato il capogruppo del Movimento 5 stelle Nicola Maglione – perché ritengo che le motivazioni siano condivisibili e ragionevoli. E’ chiaro che dobbiamo essere pragmatici e capire che non si può dare per scontato che la collocazione di certe strutture sia semplice e immediata, viste le caratteristiche del nostro territorio. Questo però non deve creare alibi per non iniziare a farlo, ma anzi deve essere uno sprone per capire quanto siamo indietro rispetto a altri paesi, non solo stranieri ma anche italiani. Il punto non è valutare quanto ci vorrà, ma essere convinti che questa è sicuramente la strada da intraprendere».

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