COMMENTI E CULTURA, FOCUS

Il Covid ha spezzato le famiglie, il rischio per la memoria

di CELESTINO CASULA – L’onda crescente di povertà e di solitudine sta spezzando le famiglie e rischia di spezzare anche la nostra identità

di Celestino Casula

Dallo scorso marzo siamo tutti sotto attacco. Un virus nuovo ci ha sequestrato nelle nostre case, per preservare la nostra salute ci hanno detto, ma si sono dimenticati di un vecchio detto: ‘Senza lilleri non si lallera’, ovvero senza soldi come si vive. I lavoratori fermati, le imprese chiuse, un economia alla deriva… Il risultato di questa situazione che ancora si protrae è quello di aver distrutto le capacita di sostentamento di molte persone. La povertà sta avanzando a passi di gigante in fette della società che prima del virus riuscivano a mantenersi: sicuramente non scialavano, ma si viveva.

Ora, ancora vincolati a norme cervellotiche, i problemi si appalesano più che mai, le persone che si affacciano alle varie associazioni di volontariato per cercare quanto possibile di mitigare il problema sono in aumento esponenziale I dimenticati sono molti: i lavoratori che non possono più esercitare il loro mestiere, gli artigiani, le persone che lavoravano per eventi e fiere, i lavoratori stagionali… la variegata umanità che riusciva a sbarcare il lunario con lavoretti saltuari.

Orbene, questi ed altri sono oramai, come dir si suole, alla canna del gas. Il disagio sociale montante è palpabile e sarebbe opportuno dare risposta a queste grida di aiuto: aggiungo che molti addirittura cercano di non “disturbare” con le loro richieste, molti sono anziani soli che non vogliono chiedere per amor proprio, per un senso di rispetto, di ritrosia a cercare aiuto, a dire ehi! ci sono anche io ad aver bisogno. E’ un senso profondo di disagio, quello di trovarsi in situazioni che speravano di non vivere più, e il profondo imbarazzo che provano mostra la loro grande sensibilità mista a dolore.

I nonni ricchezza dell’Italica nazione stanno pagando un prezzo altissimo, non solo la lontananza dai figli, dagli amati nipoti, il trovarsi improvvisamente in una situazione di bisogno laddove prima erano loro di aiuto per i figli, per non citare il prezzo in vite spezzate. Le famiglie che sono spaccate, i rapporti sociali praticamente distrutti, solo una nota positiva in questo mare magnum di dolore e problemi: il cuore grande dell’Italia che anche in queste condizioni difficilissime emerge e tenta. quando può, di alleviare le altrui sofferenze.

Il volontariato cerca di mitigare i problemi, è un aiuto importante, ma andrebbe potenziato e fortemente integrato da un intervento statale, non sarebbe difficile da mettere in atto visto che oramai i nostri conti correnti, bancari o postali, sono noti allo Stato, il grande fratello di Orwlliana memoria). Si potrebbe erogare i sussidi direttamente sui conti correnti in modo automatico, per mitigare le sofferenze e per consentire a tutte le persone in età lavorativa di poter ripartire al termine di questa epidemia.

Tutelare i nostri anziani dovrebbe essere un’opera continua e intensa, la memoria degli avvenimenti che loro posseggono è la ricchezza vera di un paese. Tutelare con fatti concreti gli anziani significa, quindi, anche preservare la storia del Paese e trasmettere il sapere alle generazioni future.

Se si guarda solo avanti o solo indietro si rischia sempre di incespicare in qualche ostacolo che ci è sfuggito. Fare tesoro dell’esperienza dei nostri nonni è la migliore crescita possibile.

(foto: bingngu93 – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/tocco-speciale-prendersi-cura-cura-2579147/ )